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correva del suo sapere fu teologodi varii cardinali, esaminatore delclero romano, e segretario del mi-nistro generale del suo ordine p.Marco da Parete finché nel 4728veniva eletto al governo della roma-na provincia, e con questo gradorecavasi l’anno seguente a Milanoal capitolo generale, recitando eru-dita orazione latina per l’aperturadi quello. Compiuto il provincialatoritiravasi nel suo convento di s.Bartolomeo tutto immergendosi ne-gli studii, primo frutto de’ qualifurono i volumi che nel 4731 usci-rono anonimi sulle controversie fraClemente XII e il re di Sardegna,il quale appoggiato ad una conces-sione di Nicolò V voleva nominarea tutte le maggiori cariche del sa-cerdozio, e governare le immunitàecclesiastiche. Valse il Bianchi acondurre con tanto di prudenza lasua difesa, che rimase caro ed accet-to a ciascuna delle due parti con-tendenti, poiché il re l’invitava aTorino con ampie promesse che eiricusava, accettando però la caricadi consultore della S. InquisizionedaBenedettoXIVconferitagli(4744).Un campo più vasto aprivasi poial Bianchi nella confutazione dellastoria del Giannone commessagli daClemente XII e Benedetto XIV ;ed il lavoro di lui usciva in 6 vo-lumi in 4.to nel 4754, col titolo :Della Podestà, e della Politiadella Chiesa, trattati due, controle nuove opinioni di Pietro Gian*,none : nel 4.mo e 2.do volume peròei non fa che confutare l’opera delBossuet sopra la podestà della Chie-
sa intorno al dominio temporale deiprincipi. Lavoro di tutt’altro generefurono i suoi Dialoghi de J vizii ede J difetli del moderno teatro, e delmodo di correggerli ed emendarli,apparsi in luce nel 4735 col nomedi Lauriso Tragiense, datogli dal-l’Arcadia cui era ascritto, come loera a più altre Accademie, e spe-cialmente d’antichità romane, incui lesse erudite dissertazioni, chepoi rimasero inedite. A mostrarsipersuaso della innocuità del teatrocompose dodici tragedie, parte inversi e parte in prosa, ch’ei pub-blicava in diversi tempi col nomedi Farnabio Gioacchino Annuli-ni (4) e che poi riapparvero in'tre
(i) Ecco la nota de’titoli e delle stampedelle tragedie del p. Bianchi.
1. V Elisabetta, recitata in Bologna nel1718, st. poi in quella città da Leliodella Volpe nel 1728, come fu rappre-sentata ; e non ricorretta, e con mutatoviil titolo in D. Alfonso, come dipoi fuimpressa in Roma pel Salomoni, 17O1.
2. La Matilde, rappresentata in Bolognanel 1719, e ivi st. da Lelio della Volpenel 1722.
3. Il Giefte recitata in Roma nel 1721.St. da Lelio dalla Volpe in Rologna uni-tamente alla precedente.
4- Il Tommaso Moro, rappresentata inRoma nel 1724, e nell’anno stesso ivistampata per Rocco Bernabò. Fu ripro-dotta da Lelio della Volpe ; e tutte quat-tro insieme pur in Bologna dal Longhi.e dappoi in Roma da Pier Leoni.
5. Il j Demetrio , recitata in Roma nel1^30, e stampata a Bologna nello stessoanno per Lelio della Volpe.
6. La Virginia (in versi) rappresentatae stampata in Roma nel 1731.