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[Volume Nono e volume decimo.]
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PUNGILEONI (p. Luigi). Dalco. Domenico Pungileoni e dà Isa-bella Cortesi da Rubiera nacqueLuigi in Correggio a’IO agosto 4762.Instituito nelle buone lettere da’pp.delle Scuole Pie, a’ 17 anni si reseMinor Conventuale, vestendone lelane in Ferrara ove fe'i voti solenni,cambiando in quello di Luigi il no-me di Francesco avuto nel batte-simo. A Bologna diè opera alla filo-sofia, e alla teologia in Ravenna contanto di valore da meritarsi luogonel collegio romano di s. Bonaven-tura dal quale passava a Lago in-segnatone di filosofia, e quindi dieloquenza a Modena nel collegiodi s. Bartolomeo. Di là trasferivasia Carpi a dettarvi filosofia moralesuccedendo in Fermo nel 4807 adEvasio Leone nell’insegnamento del-le amene lettere. Soppressi i clau-strali ei riparò a Reggio nel cuiseminario fu professore di logicae metafisica, dottrine che proseguìad insegnare in Correggio ove stan-ziò fino al 4844. Venutagli menola speranza di veder riaperto il suoconvento in patria, volava ad Ur-bino, e a’ tre novembre del 4849rivestiva F abito, rimanendosi colàfino al 4823 nel quale, a preghieradegli amati nipoti, rivedea la patriaper brevi giorni. In Urbino, ei sa-liva la cattedra di teologia dogma-tica dell’ università, e nel 4822 erafatto guardiano dei suo convento,carica che spontaneo dimetteva.Nell’agosto del 4826, bramandoLeone XII arricchirne Roma, fia-ccalo consultore de’ sacri riti, affi-dandogli, ministro generale, Batti-

stini, il governo del convento deiss. Apostoli che appresso riebbenuovamente. Istituiti da GregorioXVI i consultori della s. Congre-gazione de’ vescovi regolari, ei fuprimo del suo ordine ad avere talgrado, quantunque umilissimo comeera non bramasse onori, pago sol-tanto di vivere a sè ed a’ dilettisuoi studi. Pieno di meriti e di fa-tiche, varcato già 1’ ottantesimo se-condo anno, fu colto da paralisi cheindebolitolo in tutta la persona, len-tamente il venne consumando, finoa’22 di gennaio del 4844, ultimodi sua vita. Devoto a pietà e virtùil p. Pungileoni fu osservantissimodelle regole del suo iustituto, alche aggiungendosi molta sapienza,non è meraviglia se 1’ ebbero caroe pregiato, il Belli, il Turchi, ilLatini, il Marrocco, il Barbetti, ilBigoni, il card. Orioli, e i vescoviSecondi e Ferrini, fiore de’suoireligiosi, e se ugualmente l’ama-vano e reputavano 1 J Odescalehi, ilBiondi, il Betti, il Muzzarelli, lumidelle romane anzi delle italiche let-tere, che sovente convenivano nellamodesta sua cella.

Fu il Pungileoni alto della per-sona, asciutto di membra, vivacedi occhio, ridente di labbro, gen-tile di volto, cortese di modi, gra-ve nel passo e nel gesto, e somma-mente rispettoso; avendo in ognietto un non so che di piacevole evenerando, che ben ne dava a ve-dere l’animo dolce e tranquillo. Nèsolo il Pungileoni si mostrò pio edottimo claustrale, ma fu pur scrit-tore di nome, filosofo e teologo