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Rara sorte, che fa talvolta solle-vare quasi direi dal fango chi al-trimenti non avrebbe per avventurapotuto mai sollevarsi da terra. Im-perocché egli di buon’ ora a questoprediletto figliuolo del cuore fe’pigliare la matita, e disegnare -, eil ben disposto alunno anche neglianni della puerizia mostrando edattitudine ed inclinazione alle bellearti, ed indole docile e facile a pie-garsi ai precetti del dolce maestro,e costumi più dell’usato soavi, edinchinevole per genio allo studio edal ritiro, mostrò tosto quanto gran-di fossero le speranze da riporrein lui. Nè furon tradite, anzi supe-rata e vinta ne fu ogni maggioreespettazione.
Innanzi all’età di quattro lustriegli trasse a Milano, dove in quellaillustre accademia di belle arti die-desi con sommo ardore al disegno,in che era già ben avanti, e piùche non fossero generalmente i suoicoetanei: e il disegno è fondamentod’ogni bell’ arte. Ma l’incisione es-sendo quella parte dell’arte, a cuiintendea consacrarsi dietro l’esem-pio dell’ ottimo e valente suo padreed istitutore il prelodato FaustinoAnderloni, misesi sotto la disciplinadi Giuseppe Longhi la cui fama suo-na chiarissima per tutta Europa.
E tanto furono i progressi che eifece nell’ arte a cui si dedicò, chenel 4813 ottenne il maggior premiod’incisione all’ accademia di Milanocoll’ Erodiade, della quale faticalodossi l J armonia totale del lavo-ro j il gusto , la buona condotta, lanitidezza dei tagli. E sempre più
avanzando verso l’ eccellenza collointenso studiare, e colla buona vo-lontà, e colla purezza de’ suoi co-stumi altro gran premio ottenne nel4847 colla Sacra Famiglia di com-posizione raffaellesca, nella qualeopera furon dai censori accademicicelebrate principalmente la graziala nitidezza , il sapore. Ma nonconvien lasciare come altra coronaavea già riportata nella composizio-ne e nel disegno al concorso del4815.
Pavia il rivide lieta di avere inquesto giovine una bella speranzadi gloria e d' onore, e modesto eritirato com J era e non d’ altro oc-cupandosi che de’ suoi studi artisti-ci, non potè isfuggire a varii chesanno distinguere ed onorare il me-rito, ed incoraggiare ed animare ungiovane di ristrette fortune e dioscuri natali, ma di pregiata abili-tà e di inclito ingegno. E fra questi
10 non posso, nè debbo tacere il no-me di un chiarissimo personaggio
11 fu marchese Luigi Malaspina dichiara memoria. E qui piglia comin-eiamento la vera vita artistica delGaravaglia. Egli fondatissimo neldisegno, egli addestrato al trattaremaestrevolmente la matita ed il bu-lino. egli da niuna cosa distrattodall’ arte sua, egli infine coll’ animoinchinato e tocco dal bello, dal gra-zioso, dal venusto, era attissimo atradurre in sul rame le più mirabiliopere del pennello. E fra le primedestò ammirazione la Madonna delGemignano, intaglio eseguito colpiù grand J amore, e che fermò incerto qual modo la sua riputazione.