se non che il calco sul rame, e qual-che leggera traccia.
E questo sia detto in tributo nonsolo di verità, ma di lode all’ egregioFaustino Anderloni, del quale poisarà debito di chi ne tesserà la vitaquand” egli non fia più tra i viventi,di dire quanto valore e’ si avesse(ed ebbene assai) e quali si furonoi suoi titoli di benemerenza versol’arte sua e verso la città di Pavia.
Ma si ritorni ormai al Garavaglia,da cui alcun poco non senza ragionemi son dipartito.
Giovita Garavaglia dunque so-stenne per parecchi anni la carica dipubblico professore d J una scuola didisegno, d’incisione e di nudo man-tenuta da una società privata, edin tale ufficio si prestò colla massi-ma diligenza, amorevolezza e fede:e fra i molti allievi che lasciò bastaalla fama di un tal maestro il sopramenzionato sig. Cesare Ferrerà, oraprof, di questa scuola medesima fon-data in perpetuo dal municipio, eche è ferma e fiorente nelle stanzeterrene del Museo Malaspina.
I concittadini del Garavaglia, me-mori del suo valore e del bene edell’ onore che avea riversato sullacomune terra natale, gli inalzaronoun monumento, che è un’erma mar-morea lavoro dello scultore Abbon-dio San Giorgio, la quale erma lasocietà che la fè erigere donolla alsuddetto museo, affinchè serva diperenne eccitamento ai giovani chesi consacrano alle belle arti.
Fu il Garavaglia specchio di costu-matezza e di religione, e fu esem-plare in casa e fuori, ed ebbe indoleVoi. X.
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laboriosa oltre ogni credere, tantoche spoglio d’ ogni vizio, anzi d J o-gni passatempo, d’ogni diletto, d’o-gni distrazione eziandio più inno-cente, egli trovò nel lavoro e nel-l’arte sua ogni delizia, ogni diporto,ogni sollazzo. Imitabile esempio inchi ama di poggiare alto in qualun-que arte, ma specialmente nelle artibelle, e in chi brama di lasciare unnome immortale, ed una fama nonperitura, siccome è avvenuto a Gio-vita Garavaglia. Così avesse egli po-tuto vivere più lungamente di quelche non è vissuto ! Deh quante maipiù opere non' avrebbe egli lasciato,e quanto mai non avrebbe egli viep-più esteso ed ampliato il suo nomelSi segnano qui in nota tutte leincisioni del Garavaglia a soddisfarela troppo giusta curiosità d’ ognilettore, e degli ammiratori princi-palmente di questo esimio artista.
I.
Lavori dei primi tempi furono:
Una Madonna di Carlo Dolci.
S. Girolamo Tintagli fatti da altrisimili dal cav. Longhi.
Ritratto di Giacinto Gandini.L’immagine del B. Bernardino daFeltre posta in fronte alla vitastampata.
Un s. Luigi e due ritratti a foggiadi medaglia.
La pianta di Pavia disegnata dalragioniere Viola. Diversi contorniper l’opera la Pinacoteca di Mi-lano.
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