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[Volume Nono e volume decimo.]
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ne plausi da tutta la compagniaraccolta, ebbe stanze e pranzo dallostesso impresario,

A quei dì non era per ancoraintrodotta nello Stato Veneto e nel-la Lombardia 1’ Opera buffa. Inquella vece si accostumavano inter-mezzi, ovvero commediucce di lie-ve intreccio con due o tre perso-naggi, alle quali si apponevano lenote, per lo più cantate da alcunifra’ comici, e quasi sempre orec-chianti. La Cantatrice , farsettascritta dal Goldoni a Feltre, sicco-me dicemmo più sopra, era usatada quella compagnia, ed all’applau-so che otteneva da per tutto, eglidovette le gentilezze ricevute daicomici, non già al Belisario comegli si voleva far credere.

Passata la compagnia dell’ Imerda Verona a Venezia, vi andò an-che il Goldoni. Fu in appresso pre-sentato dall’ impresario al patrizioGrimani, proprietario del teatro disan Samuele, in cui la compagniadoveva fermarsi l’autunno ed ilcarnevale, bene accolto, ed eccitatoa comporre per la stessa compa-gnia, con isperanza di occupazio-ne anche pel teatro dell’opera se-ria, che allora si accostumava darenel teatro di san Gio. Crisostomo,di proprietà dello stesso Grimani.

Allettato dalle parole cortesi delpatrizio, e dalla speranza di cresce-re in fama ed in danaro, si misea comporre una tragedia col titolodi Rosmunda, per cui tolse l’ar-gomento da un romanzacelo delMuti, ed un intermezzo nominatola Birba in che copiò il gergo e

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gl’inganni dei ciurmadori ethe aquando a quando comparivano nel-la piazza di san Marco.

Finalmente nella sera 24 novem-bre 4734, fu rappresentato per laprima volta il Belisario con som-mo plauso, e si replicò insino allafine delle recite autunnali di quel-l’anno. Il Goldoni medesimo nellesue memorie dice, che « V operan non valeva tutto quel prezzo che» l J avevano valutata, v Poco ap-presso soggiunge le seguenti parolememorabili, che avrebbero dovutochiudere la bocca a tutti i criticidei versi di Carlo, e che non per-tanto non si degnarono di leggere:« Il mio stile non era elegante,s» perchè la mia versificazione non» è mai stata di stil sublime. »

Sella sesta replica del Belisa-rio, fu inserito un intermezzo com-posto da Carlo in Verona, che a-veva per titolo la Pupilla, il cuiargomento era tolto da un avveni-mento della vita delF Imer, che nerise assai. Fu pure questa com-posizione molto applaudita.

La sera 47 gennaio 4735 fu datala Rosmunda, ma non piacque co-me il Belisario, sicché nella quar-ta replica fu puntellata con l’inter-mezzo la Birba che incontrò ap-provazione universale.

Per la Fiera dell’Ascensione inquel medesimo anno, fu incaricatodi rifare molti pezzi del librettoper musica la Griselda, scritto daApostolo Zeno, anzi che recarsi aVienna, e vi riuscì in modo da farcontenti il maestro compositore cdi cantanti, cosa difficilissima.