283
desimi) in più luoghi delle sue Me-morie confessa ingenuamente ilinon aver saputo mai fare buoniversi. Sono bassi, la frase non èpoetica, non differiscono dalla pr o-sa se non che per la posizione deivocaboli accomodati agli accenti :è vero. Ma bisogna dire ch’egli hatentati i martelliani per una novi-tà nel Molière , sapendo che le no-vità sono sempre necessarie pertrattenere il pubblico. Piacqueronel primo tentativo, quindi non èmaraviglia che gli abbia continua-ti. Furono applaudilissime in que-sto metro la Sposa Persiana ,Ircana in Julfa, Ircana in Ispa-han, il l'asso , Terenzio. Non è giàda inferire che il favore ottenutospecialmente dalle tre prime si do-vesse al ritmo, perchè sono vera-mente piene di forle passione, disituazioni eminentemente dramma-tiche; ma si vuol dire, che piacen-do allora assai i martelliamo il Gol-doni, mentre avrebbe potuto conminore fatica stenderle in prosa,ha dovuto scriverle in versi per-seguitare il gusto del pubblico acui gli bisognava anche servire.Credo dunque che la necessità, lasola necessità forzasse Carlo a det-tare versi, il suo volere non mai;laonde è dovere perdonargli.
Un’altra risposta qui si può fa-re a coloro che accusarono il Gol-doni di leggerezza nello studio delcuore umano : risposta che valesopra tutte a mostrare la falsitàdel giudizio. Allorché in Francia,mosso dal desiderio di farsi cono-scere siccome autore nel Teatro
Francese, volle scrivere una com-media in quella lingua, forse chenon istudiò profondamente i modisociali di quella nazione? Forseche non entrò nello spirito de’Francesi? Ove fosse stato osserva-tore superficiale, come dicono alcu-ni, come avrebbe saputo fare unritratto in che tutti trovarono per-fetta rassomiglianza? 11 Burberobenefico è commedia affatto fran-cese nella invenzione, nell’intrec-cio, nella condona, ne’ caratteri. Etanto è veramente locale, che l’au-tore medesimo diceva di non saper-la volture in italiano. In fatti por-tata alle nostre scene non fu mol-to gradita, e così doveva essere.Coloro dunque che accusano ilGoldoni di superficialità, badino aquesto fatto e tacciano.
Carlo Gozzi, il maligno Carlo,pronunziò, che, meno il Burberobenefico , nessuna commedia del Gol-doni era veramente perfetta, mache in tutte trovava qualche beltratto. Lodava le opere nel dialet-to veneziano, chiamandolo maestrone! linguaggio del popolaccio. Mala lode al Burbero era maligna,perchè conoscendola commedia nonitaliano, intendeva astutamente de-primere tutte quelle altre che cor-revano siccome italiane.
11 Gavi nell'opera più sopramentovala, parla del Burbero inquesta guisa: — Apollo dia sennoa chi non l’ha se questa comme-dia approva. Ella mi sembra unacontinua azion muta> solo da al-cune parole interrotta : smorfie ,ira e furia per tutto ; scritta per