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non è necessario eh'* io nomini per-chè tutti gli conoscono. Oh sonosicuro che una compagnia che rap-presenti a dovere quanto alla in-telligenza, ed esattamente quantoal costume le commedie del Gol-doni sarà sempre applaudita. Do-po il 4761 in che il Goldoni si èrecato a Parigi e fu perduto perla Italia, chi ha supplito alla suamancanza nella commedia ? Deiviventi non favello ; degli autorimorti, nessuno. Rimase a VeneziaCarlo Gozzi con le sue rappresen-tazioni eroiche, non senza merito,ma, fuorché nella parte delle ma-schere, senza natura. La Caminercontaminò il teatro con una tem-pesta di cattive traduzioni dal fran-cese. L" Albergali, il freddo Alber-gati, trattenne il pubblico qualchetempo con opere magre nella in-venzione, più magre nella condotta,senza verità. Il Pepoli dette alcunecommedie, ma di ghiaccio. La mi-gliore è l’ Amico di sua moglie. Ilsuo Ladislao , che intitolò Fiedia ,cioè canto delia natura, piacque,ma morì quasi appena nato. Il PFil-li piagnoloso, tutto Arnaud , finìprestissimo annoiando. Il Sografi,con molto valore, si sostenne lun-go tempo ed a buona ragione conle sue commedie Olivo e Pasquale ,le Donne avvocati, Lauretta diGonzales, e con quei dipinti tuttivita, le Convenienze e Inconvenien-ze teatrali. Se non che dopo ave-re bene incominciato, per seguirela moda, trascorse in alcuni dram-mi riprovevoli. La sua comme-dia intitolata Ortensia non è che
un carro di erudizione gettatasenza proposito ; è un cadavereprofumato. Il Greppi, in quat-tro volumi di opere teatrali digiusta mole, non merita memoriase non che per la sua Teresa vedo-va. Il Federici ebbe propizia for-tuna per molti anni, nè gli si puònegare arte e forza; ma, semprestudiato, non è libero, naturale,mai. UAvelloni fecondissimo, contalento sommo, donato di maravi-gliosa facilità nella invenzione, a-vrebbe potuto condurre la comme-dia italiana forse oltre il Goldoni;ma la fretta del comporre, il biso-gno, i desideri! avari dei comici,che guastavano il pubblico, cercan-do passioni esagerate, ferri, veleni,cannonate, trasformazioni, bestiali-tà d J ogni genere, corruppero un in-gegno creato da natura pel teatro.Del Piazza, misero, plebeo in tutto,meglio non parlare. Il TommasiniSoardi è regolare, ma freddo. GianGherardo de Rossi ha qualche veracommedia. Fra le altre merita lodequella intitolata le Conseguenze diuna imprudente risoluzione. Il Gi-rami, meritamente applaudito perVAio neWimbarazzo, per la Casadisabitata, pel Don Desiderio, fuscrittore dotato di molti pregi, mala sua fantasia si stancò troppo pre-sto. Il Foppa non fece che dividereper scene e dialogizzare i romanzidel Chiari. Lo Zanchi ha spiritonelle sue farse, ed i comici a torto1’ hanno abbandonato. GiovanniPindemonte , fortunatissimo collesue composizioni, non entra nel nu-mero, non avendo scritte comme-