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tuario distinto, fu eziandio com-mendato fusore. Egli con un nuo-vo suo trovato riesci a giungerealla perfezion degli antichi ; e pro-ve luminose sono e il gruppo dellaPietà di Canova da lui fuso peltempio di Possagno, e il busto co-lossale di Francesco I esistente nelveneto Arsenale, e gli ornamentidell’ara massima nella Basilica Mar-ciana.
Dopo tanti lavori di merito di-stinto, dovette soccombere alla leg-ge di natura, domato, più che da-gli anni, dalle sostenute fatiche, edalle burrasche morali, e quindimoriva gli 8 febbraio 4844, com-pianto da tutti i buoni.
Le di lui opere rilevano in luigusto squisito, sentimento nobile,stile elevato, natura portata albello ed al grande. E si tutto do-vette a sè più che alla scuola dal-la quale sortiva. Nè questi sono isoli meriti del Ferrari ; avvene unaltro del pari solenne, quello diaver educato all’ arte, egli stessoun figlio, per nome Luigi, il qualenon solo oscura molti artisti con-temporanei, ma conserva la memo-ria perenne del genitore e dell’ e-stinto genio di Canova.
FRANCESCO ZANOTTO.
RENUCCI (Francesco Ottaviano).Nacque in Corsica a’ di 45 agosto4767 nel villaggio di Pero, da o-nesti e virtuosi parenti. Educatonella semplicità de’ costumi Corsie ne’ principii della religione da undotto suo zio, laureato in teologiaa Milano, i primi rudimenti delie
lingue latina e italiana, e poesielatine e italiane compose negli an-ni suoi giovanili ; le italiane sulmetro di Fulvio Testi autore ,siccome il Tasso, comunementecantato in Corsica. In versi italia-ni celebrò il ritorno (verso la finedel 4789) di Pasquale de’ Paoli.Mortogli lo zio, sua guida e soste-gno, essendo già cherico, delibe-rò di consacrarsi tutto alla vitaecclesiastica che gli aveva lo ziofatta prendere. Fatti ne’ Seminarjdella Porta (4) e di Bastia, alcunistudj sacri, allo scoppio della rivo-luzione di Francia parti per l’Ita-lia, ed a Genova fu consacrato sa-cerdote. Il grand’amore allo studio,le nobili doti del Renucci merita-rono che il Du Verclos, vescovodi Corsica, lo raccomandasse al-l’arcivescovo di Milano: onde ot-tenne, sebbene estero, l’ingressoal seminario retto dagli Obluti,de’più celebri dell’Europa cattoli-ca. Gli fu concesso frequentarel’Archiginnasio di Brera; dov’eb-be maestri il Soave, il Raccagni,e ’l vero amico della gioventù Giu-seppe Parini, sommamente dal Re-nucci amato e pregiato, e da cuiattinse egli que’ principi d’italia-na letteratura che sparse poi contanto amore ne’ giovani Corsi. IlParini gli prese affetto ; onde ilRenucci ebbe la sorte di conversa-re famigliarmente con lui. Conob-be inoltre ed ammirò il Verri, ilBeccaria, il Passerotti. Poi condot-
(i) Ebbe quivi emulo l’ab. FrancescoSebastiani, ora maresciallo di Francia.