no che pose in iseena l’ Etiopee Paride : quindi fece eseguirel’Oreste di ritorno a Parma, cit-tà che il vide per la terza volta,quando ebbe ad esporre su quellescene il suo Rinaldo d’Asti. Perqueste opere ognuno potè andarconvinto essersi egli formato allascuola di que’ grandi maestri, ehetanto splendore diffusero su questaclassica terra ; e per esse tanto sa-li in rinomanza che Roma, reginadelle arti, il volle, e Milano pure.In Roma scrisse La Principessaper ripiego, dramma di generecomico, che fu ivi ripetuto 42 sere;e in Milano Le Avventure d’ unagiornata, dramma rappresentatonel teatro della Scala con felicesuccesso. Ritornò di poi a Roma,ove fe’rappresentare nel teatro Ar-gentina le sue Danaidi, produzio-ne che per sè sola basterebbe astabilir la fama di un maestro. L’e-sito felice di questi nove componi-menti teatrali, per lui compostinel giro di tre anni, non potea nonfar saputo il suo nome agli esteri.11 perchè venne richiesto dal re Fe-derico Augusto di Sassonia in qua-lità di primo maestro nella reaicappella, e direttore di tutte le ope-re e i concerti musicali in Dresda.Accettato l’incarico, vi si recavadel 4810. Non è a dirsi l’umana ac-coglienza con che fu accolto daquel buon principe, il quale finchégli bastò la vita l’ebbe sempre ingrande amore e riverenza. Qui co-minciò pel Morlacchi la secondaepoca della sua vita, nella qualeadoperò d’ogni sforzo a richiama-
si
re con intendimento di filosofo al-le estetiche norme del secol d’orol’arte musicale. Avverso alle novi-tà com’era, non gli pativa 1’ animodi vedere detronizzata l’armoniaper dar luogo a quello strepito so-noro, che mentre appaga l’orecchio,lascia vuoto l’intelletto e il cuore;e per quanto fu da lui procacciòdi porvi un argine, attingendo piuche mai alle pure fonti dello Zin-garelli e del Mattei, e studiando apunta d’ingegno sulle opere sacree profane degli Haydn, dei Mozart,de’ Gluck, degli Hendl, dei Back,dei Ivreutzer, de’Jomelli, de’Pae-sielli e de’ Pergolesi : e adorno dinovelli pregi riprodusse il suo Cor-radino, dette in luce il Raoul, in cuigl’intelligenti notarono un generedi musica per sapiente condotta altutto nuovo, dramma che fu pro-dotto, e riprodotto sulle scene diDresda ; scrìsse 1’ Oratorio , LaPassione, lavoro degno d’ un Ha-ydn o d’ un Ilendl ; non che quel-la Cantata, la quale fu eseguitanell’occasione che l’imperatore de’Francesi coll’augusta sua sposa,l’imperatore e l’imperatrice d’Au-stria, e i re di Prussia, di Napolie di Westfalia trovaronsi riuniti aDresda, da’ quali ebbe plausi e do-ni ricchissimi. A Dresda, per ordi-ne del suo re, scrisse eziandio unmelodramma di genere faceto LaCapricciosa pentita , tutto risplen-dente delle schiette e gioconde gra-zie del Cimarosa. Vennero intantoi tempi forti per Napoleone, e Dre-sda vide i monarchi collegati a tor-gli lo scettro d’Europa. Federico