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[Volume Nono e volume decimo.]
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nienti dal padre. Più crescea neglianni, e più se ne dimostrava passio-nato. Primo suo maestro fu il sa-cerdote Mazzetti, organista nellaperugina cattedrale, che gli eraunito co’ vincoli di parentela. Gua-ri per altro non andò che fu postosotto la direzione del maestro Lui-gi Caruso napoletano, nome caroall’Italia per le opere vivaci e dot-te onde l’arricchiva. Alla età ditredici anni, per forza di genio sol-tanto, chè delle sublimi teorie del-l’arte era per anche digiuno, pro-dusse diversi musicali componimen-ti, fra’ quali un breve Oratorio in-titolato Gii Angeli al divino se-polcro, che destò maraviglia. Perraccomandazione dello stesso Ca-ruso, il conte Pietro Baglioni il fe-ce istruire nel contrappunto dal ce-lebre Nicola Zingarelli in Loreto,che seppe dare una classica dire-zione alle forze del suo genio : ne’classici quindi cercò il Morlacchi leinvariabili norme di quel bello chenon ebbe mai pari. Di ventun’annisi sposò ad Anna Fabrizi, che diassai contribuì a fargli divorare ilfaticoso stadio dell’arte. Yivea aqtie’dì Stanislao Mattei, uno de’piùchiari maestri italiani, nelle cui o-pere ammirasi la più recondita mu-sicale sapienza : a sì limpida fonteattinse il Morlacchi ; e per tale stu-dio svilupparonsi in lui que’ germipreziosi, che doveano in discorsodi tempo dare sì copiosi e matu-ri frutti. Prima di accingei’si a det-tare opere musicali, avvisò savia-mente di conoscere almeno queglistrumenti, a cui n’ è precipuamen-

te raccomandata la esecuzione.Lungo sarebbe il dire per minutotutto che questo insigne maestroprodusse nella sua mortai carrie-ra, sebbene sia stato rapito a’viviinnanzi quel tempo cui suol natu-ra concedere agli umani; e quin-di ci limiteremo ad accennare quel-le opere soltanto, che furono e sonoin maggior grido. Oltre la musi-ca da chiesa da lui prodotta nellasua qualità di primo maestro del-la cappella del re di Sassonia, scris-se le seguenti opere teatrali : « IlRitratto, il Corradino, l’Enope eParide, Rinaldo d’Asti, Oreste, laPrincipessa per ripiego, le Avven-ture di una giornata, le Danaidi,Raoul di Creauì, la Capricciosa, ilBarbiere di Siviglia, la Semplicettadi Pirna, Boadieea, Gianni di Pa-rigi, Donna Aurora, Tebaldo e Iso-lina, la Gioventù di Enrico Y, II-da, i Saraceni in Sicilia, il Co-lombo. »

Ora discorriamone un po'più alladistesa. In Bologna erasi distinto condue opere minori, col Salmo cioèdel profeta re penitente compostoa 16 voci, e colla Cantata pel som-mo Capitano, che diè nome al suosecolo; quando del 1807 recossi aVerona per esporre su quelle sce-ne la prima sua opera II Ritrat-to scritta di 23 anni. Poco dopo,cioè quand’ ebbe fatto eseguire inFirenze il suo Poeta di campa-gna, si portò a Parma, ove diede ilCorradino, il quale, a malgradod’averlo scritto in 13 dì, ottennequel successo che per lui sperarsì poteva maggiore. Fu in Livor-