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menlo primitivo delle matematiche ,che che ne dicano certuni, i quali nonsanno vedere nella matematica altropiù che un aggregato di formulel’una dall’ altra meccanicamente de-dotte (1), mostra quanto avantisentisse in questa disciplina, che for-mò sempre le delizie d’ogni menteprivilegiata, e come non mai nelcorso della vita ne abbandonasse lostudio. Quanto alla filosofia, eglistesso professa divozione filiale aCarlo Bonnet (2), il cui Saggio ana-litico sulle facoltà dell’anima avu-to da un suo compagno di studio incambio di un esemplare di Virgiliostampato dal Bodoni, o altro libroche fosse ben legato e adorno di beifregi d’oro, fu come la scintilla chesvegliò quella sua mente già da na-tura in sommo grado disposta alleindagini profonde. Tutti quelli chestudiarono nelle opere del Roma-gnosi hanno avvertito alle tracceche sempre vi s’incontrano del me-todo seguito dal filosofo naturalistadi Ginevra, e spesso ancora dellesue dottrine. Sopra tutte, la Genesidel diritto penale rassomiglia cosi alSaggio analitico , da sembrar quasifrutto della stessa mente se non leentrasse così innanzi per tanti ri-spetti. E io potrei qui far cenno ditale eh’è tra’primi scrittori viventi
(i) Anziché dimenticare quest’opera,mollo bene starebbe che la studiassequalche matematico il quale pensa esseretale scienza sperimentale. L’avviso parestrano ; eppure non è ozioso : me ne fo ga-rante.
(•>.) Vedule fondamentali sull ’ arie logi-ca, § r)4'J nella nota.
d’Italia nelle morali discipline, ilquale mi assicurava dover lui allaGenesi del diritto penale il suo svi-luppo intellettuale e la buona dire-zione data ai suoi studii. E se l’au-torità di chi scrive questi cenni fos-se tanta da valergli l’altrui fede,di-rebbe, che mal può immaginare, chinon ne abbia fatto saggio, qual sen-so produca nella mente e nell’ animolo studio (e non dico la semplicelettura) della Genesi del diritto pe-nale. Si potrà opinare diversamen-te dall’ autore su molte dottrineparticolari, e ancora sul fondamen-to dell’intero sistema, ma l’intel-letto impara sempre a quella scuolacome trattare le scienze morali, evi si addestra mirabilmente. Questoè il vero frutto che devesi trarredalle opere degli ingegni privilegia-ti. Bipetere le altrui dottrine allacieca è plagio; ma la robustezza delraziocinio, l’ordine nella trattazio-ne, l’accurata analisi, tutto ciò inuna parola che forma il buon meto-do, va senza fine imitato. Se pureimitazione può dirsi fare di una gui-sa che altrimenti non si può, giac-ché l’ordine logico è la forma ne-cessaria deirumano pensare, e nonè dato giungere al vero e al certoper altra via, nè questa può battersiove la mente non venga di buon’oraesercitata, e diretta da ottimi esem-plari. E non senza ragione volli in-dugiarmi alquanto sul metodo che èla nota più spiccata nelle opere diogni genere del Romagnosi; men-tre se nelle scienze giuridiche tro-viamo oltre il metodo eccellente,una vastità e profondità di dottrine