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[Volume Nono e volume decimo.]
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la dedicava; non già perchè la mo-destia sconvenga ai grandi uomini,dei quali anzi è il primo ornamen-to, si bene pel contrasto tra uncosi fatto operare e la sfacciata al-terezza di certi saputelli che nonarrossiscono di farsi altrui maestriquando avrebbero più presto biso-gno d’incominciare ad essere di-scepoli. Sedici anni dappoi ritocca-va l’autore quest’opera, cui nellaterza edizione fatta in Milano nel4823-24 aggiungeva le due ultimeparti. Quanto applaudissero gli stra-nieri a questo lavoro fin dal suoprimo comparire, lo si può dedur-re dalle congratulazioni che il Pa-storet ne scriveva all’autore, dal-l’accoglienza che le faceva il corpolegislativo francese, cui presentollain nome dell’autore l’Àzuni; dal-l’averla l’università di Gottingareputata classica; nel ducato diWiirtemberg secondo quella si re-digeva il codice penale; era tra-dotta negli stati uniti d’America;adottata come testo in molte uni-versità. Fu ed è poco nota soltan-to in Francia; nella Francia chesi decanta da sè stessa capo e prin-cipe della civiltà in Europa e ladomina infatti e la corrompe coiromanzi. E questa osservazione noncontraddice punto ai due soli fattio testimonianze di stima date dallaFrancia al Romagnosi; poiché se ilcorpo legislativo onorevolmente ac-cettò l’omaggio di un esemplaredella Genesi , fu in un tempo (4809)in cui erano stretti i vincoli cheunivano 1 J Italia alla Francia, e l’A-zuni che la presentava era italia-

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no: e perchè se nel 4834 il Ro-magnosi veniva ascritto tra’ sociistranieri dell’accademia delle scien-ze morali e politiche, era deferen-za ad una fama che non potevaignorarsi perchè divenuta univer-sale iu Europa e fuori, non già ef-fetto di uno studio diffuso sulle o-pere di lui.

L’anno stesso nel quale uscivaalla luce quest’opera, e in vista del-la fama che per essa acquistò, ven-ne il Romagnosi chiamato a Pre-tore di Trento, allora principatoretto dal Vescovo e amministratoda un consiglio aulico, ov’era co-stume eleggere ogni anno uno stra-niero che rendesse giustizia, secon-do l’antica usanza dei Comuni. Esebbene di regola non venisse con-fermato alcuno, pure rimase inquella magistratura fino al 4793,e nell’uscirne quel Principe Vesco-vo, Pier Vigilio dei conti di Thunn,rimeritava il sapere e lo zelo on-de ne aveva adempiuti i doveri,conferendogli il titolo di consiglie-re aulico (4). Ebbe campo in que-st’ufficio di mettere alla prova lemigliori sue dottrine in fatto digiurisprudenza penale, e di trovarenei fatti la dimostrazione di queiprincipi! capitali, che sono pur trop-po sconosciuti da molti che gover-nano le nazioni, forti della pretesaloro senile esperienza. Egli vi ap-prese, come solea dire scherzando,a condurre gli uomini con un filodi seta. Si volea frenar l’abuso delportar armi, e taluno proponeva

(i) Con patente 6 maggio