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[Volume Nono e volume decimo.]
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mano ai Francesi, Romagnosi ven-ne eletto segretario del Consigliosuperiore stabilito in Trento il 9gennaio -1801 ; nel qual ufficio ebbeoccasione d’essere utile altrui, in-spirando quei sentimenti di mode-razione dai quali era animato, e che

ce l’estremità della cassetta di legno iso-lata senza scuoterla, e la ritenne cosi peralcuni secondi. Allora si vide l’ago calami-tato muoversi lentamente, e ripigliare lapolarità, non tutto ad un tratto, ma persuccessive pulsazioni, a somiglianza d’unasfera d’orologio destinata a segnare i mi-nuti secondi.

“ Questa esperienza fu fatta il mese dimaggio, e fu ripetuta alla presenza di al-cuni spettatori. In tale circostanza otten'ne pure senza fatica l’attrazione elettricaad una sensibilissima distanza. Egli feceuso di un sottil filo (li refe bagnato nel-1 acqua pregna di Sale ammoniaco, e loraccomandò ad una cannetta di vetro;approssimò indi la catena d’ argento sud-detta al filo, a distanza d’una linea in-circa, e vide il filo volare e combaciarsicol bottone della catena ed a volgersi insu, sempre attaccato come nelle sperien-ze elettriche.

» Il signor Romagnosi crede suo do-vere di pubblicare questa esperienza, chedeve formar corpo con altre in una me-moria eh’ egli sta componendo sul galva-nismo e sulla elettricità, nella quale siriserva di dare la relazione d’un fenome-no atmosferico che ogni anno accade inun luogo del Tiralo vicino al Prenner, eche affetta fortemente un’intiera popola-zione, e le fa provare tutti gli effetti delgalvanismo ».

Queste ultime parole ( dice il sig. Ce-sare Cantò nella sua notizia di Giando*memeo Romagnosi , dalla quale trassi que-sta nota) si riferiscono ad una disserta-zione sul vinto caldo diInnsbruck, chesi trova di fatto fra i suoi manoscritti.

VOL. x.

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sono tanto rari in mezzo ai politicirivolgimenti ; e riuscì una volta asalvare dalla morie quattro paesaniaccusati d’intelligenza coH’inimico.

Altra occasione di mettere a pro-fitto le sue dottrine gli venne offer-ta daH’amministratore degli Stalidi Parma Moreau Saint-Mery, cheaderendo a’ voti della famiglia dilui lo invitava in sul finire del 1802alla cattedra di diritto pubbliconell’Università di Parma (1). LietoRomagnosi di avvicinarsi alla suapatria, accettava quel posto, e peruso de’ suoi scolari pubblicava nel1803 l’ Introduzione allo' studiodel Diritto pubblico. A quest’ope-ra premetteva nell’edizione di Fi-renze cinque Lettere a GiovanniValeri, professore di ragion crimi-nale in Siena, sull’ordinamento del-la scienza della cosa pubblica, oveespone le idee capitali del suo lavo-ro, col quale, ad onta dei non lievidifetti che vi s’incontrano, tuttaviaun gran passo faceva per l’adem-pimento del compito che s’era im-posto, e cui tutta diresse la lungaserie de’ suoi scritti, di restaurarequesta importantissima disciplina,la civile filosofia.

Magistrato, avvocato, pubblici-sta , institutore distintissimo fra isommi fino a questo punto Roma-gnosi, era per divenire anche legis-latore. Preludeva quasi a questasua nuova destinazione l’incaricoche gli diede il ministro della giu-stizia pel regno d’Italia Giuseppe

(i) Con lettera del 3i dicembre di que-st’anno lfi 02 .

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