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* Principa fondamentali di Dirittoamministrativo (1814). —* Supple-menti. — * Scritti varii. Questi ulti-mi segnati con asterisco non sonoper anco pubblicati, ma lo sarannoin breve.
I molti articoli che si trovano nelGiornale di Giurisprudenza (1811a 1814) sono inseriti nei varii volu-mi secondo richiedeva l’argomentodel quale trattavano. A questa edi-zione mancano soltanto le Consul-tazioni forensi, (che furono pubbli-cate da Marsilio Carrara in Milano(1836-37) in tre grossi volumi, neiquali però ve n’ha alcuna delle po-che che si leggono nel voi. VIIdella mia edizione, in cui furonostampate secondo l’edizione origi-nale); e l’opera intitolata: DellaCostituzione di una monarchia na-zionale rappresentativa della qua-le fu stampato soltanto il primotomo, anonimo e colla falsa data diFiladelfia l’anno 1815. Oltre le ope-re dcH’autoi'e sono in questi volu-mi parecchie note, dissertazioni earticoli dell’editore e di altri, cheservono a chiarire molte sentenzedi lui, e ad analizzare i varii suoiscritti, cd il voi. Vili è destinatoall’ Indice Ragionato e ad altri lavo-ri dell’edilore
DOTT. ALESSANDRO DE GIORGI.
(Agosto 1846).
SERGARDI (Lodovico). In Sie-na di Curzio ed Olimpia Biringucci,nobilissime famiglie, nacque Lo-dovico Sersardi a’ 27 marzo del
4760. Sortì dapprima in propriacasa l’educazione, la quale tuttaviapiegò all’ indole dei tempi, i qualiper l’Italia nel yuslo letterario era-no infelici assai. Alle umane lettereaccoppiò lo studio della pittura nonsenza qualche profitto. Come sivolse alle filosofiche discipline ebbea maestro Pirro Gabrielli, perso-naggio, scrive il Fabbroni, di sin-goiar dottrina e di nettissime co-gnizioni. Abbandonò la patria eportossi in Roma onde apprendereil pubblico diritto, e vi si conse-crò a tale di ottenere in giovanis-simi anni i comuni applausi nellecause che imprese a trattare pub-blicamente e decidere. In Roma,avvedendosi dei corrotti principiiche bevve coll’educazione nellostudio delle lettere, s’accinse a ri-formare se stesso, ed a questo ri-guardo scriveva ad un suo amico:« avesse voluto il cielo che con mi-» gliori destini fossi caduto in ma-5> no di ottimi precettori, che sen-» za inverniciamenti mi avessero» posto innanzi una virtù non in-» finta , ma semplice e nuda ! Ora» non sarei colto da vano penti-» mento di aver trascorsa in ridi-» coli ed ingannevoli giuochi poe-» tici la fanciullezza. » Ricorse agliottimi esemplari e de’ latini gli fucaro Orazio massimamente. Pienodel brio di quegli anni, di sYeglia-tissimo ingegno, di modi cortesi,e di nobile nascita, com’era, videa sè dinanzi aprirsi le porte dellefamiglie più illustri ed essere ovun-que festeggialo. L’autunno del 1786che villeggiò nell’Arida fu presso