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[Volume Nono e volume decimo.]
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a’ Chigi ed allegrò de’ suoi versinon di rado il gioviale e dotto con-sesso de’ padroni e degli ospiti :siccome poi que’suoi scritti piega-vano alla satira e di spesso so-verchiamente mordace, cosi priache si divulgassero, e per sottrarsianco alle ripetute inchieste, pensòdarli alle fiamme. Raccoltosi novel-lamente in Roma, si ascrisse alleadunanze che tenevansi nelle saledella Propagazion della Fede, ovediscutevansi gli argomenti più ar-dui della storia ecclesiastica, dellateologia, del diritto pontificio, ed'altre scienze affini. Non potevacomprimere l’odio che gli bollivain petto contro gli scolastici ed icasisti, e non pago di avere inalcune dissertazioni accademiche ein molte lettere inveito controqueU’oi'diné di persone assai nu-meroso, si cimentò ad una operic-ciuola che voleva intitolata De ve-terani philosophia. Avendo posciainteso il romore che sen faceva, cpaventando le conseguenze, si con-tenne dallo scriverne più innanzi;ond J è che, non trovandosene al-cun indicio ne’ manoscritti, argo-menta il Fabbroni che questo lavo-ro avesse il medesimo destino cheebbero le poesie recitate nella fa-miglia Chigi. Varii di quest’epocagli si offrirono gl’incarichi onori-fici che avrebbe potuto assumeree in ispecial guisa presso il princi-pe de’ Medici. Li ricusò, amandomeglio la libertà e la indipendenzadella sua vita, se puossi dire liber-tà e indipendenza quant’egli scrivedi se medesimo : Habeo domcsti-

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cani aulam in secreto mentis re-cessiij ubi e[frenae cupidUates acrebelles affectus quolidie insur -glint dominanturque rationem. Nècredendo bastevoli le parole a di-pingere la sua condizione, si ritrassepur anco in sul fiore degli anni edin vago e sorridente aspetto, cir-condato da libri, ov’eran miste ledecisioni della Ruota Romana alleepistole amatorie, le divine Scrit-ture a Marziale ed Ovidio, nè man-cavano i muliebri adornamenti ele sacre tavolette di Protogene eZeusi. Morto Alessandro XI ebbeegli per opera del Cardinal Petruccil’onore di recitare al collegio apo-stolico il discorso intorno alla no-vella creazion del pontefice. Uscieletto Alessandro Vili, ed al papaed al cardinale Pietro Oltoboninipote tornò accettissimo il Ser-gardi. Lo volle questi suo uditore,lo amò, sen valse de’suoi consiglie dell’opera massime nella latinaepistolare corrispondenza con laFrancia. Fu allora che il Sergardisi strinse in amicizia col Mabillon,col Ruinart e con altri personaggiragguardevolissimi di quella nazio-ne; fu allora che usò di moltepratiche assai prudenti con NataleAlessandro perchè volesse correg-gere gli errori in che diede nellasua storia ecclesiastica, e di cui iteologi lo accusavano. Tanto favorecongiunto a’ meriti gli promettevauna prossima ed onorata mercede,quando la morte del pontefice chenon aveva ancor tocco il sedicesimomese di suo governo, fece andara vuoto tutte le concepite speranze.