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[Volume Nono e volume decimo.]
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dal maggior numero con sì gravedanno perdute. Fu allora che sistrinse a’ più svegliali di una ami-cizia che appresso durò per quan-to vissero inalterabile. Il Morgagnioccupò il primo posto nel cuoredel Polene, ed era degno di occu-parlo. Nel 4708 condusse a sposaOrsola Roberti, fanciulla d’indoleegregia e di nobilissima famigliaBassanese e questo lietissimo av-venimento precedeva di pochi me-si l’altro onorato assai della suaelezione a professore di astronomiae di meteore nella Università Pa-dovana. Intorno a questa elezioneed alle Miscellanee che il seguenteanno dava alla publica luce parlòdi simil guisa il Giornale de’Lette-rati d’Italia. « Il signor marchese» Giovanni Poleni, cittadino Vene-5 » ziano, con quest’ opera ci dà un» bel saggio del suo maturo sapere.» A lui con pienissimi voti fu con-» ferita in sin nell’anno decorso,» eli’ era il 26 dell’età sua, la catte-» dra di meteore e d’ astronomia« che nello studio di Padova han» prima di lui sostenuta con tanto» applauso tre insigni letterati (Ge-» miniano Montanari, Michelangelo” Fardella e Giovanni Graziani).» Divide egli questa sua prima fa-« tica come in tre parti. Nella I.» fa un ragionamento de’ Barorne-» tri e de’Termometri : nella II. ci» dà la descrizione di una nuova» macchina aritmetica e del suo» uso : nella III. espone un trattato» intorno le sezioni coniche de’pa-» ralelli negli orologi solari 5 e in» tutte mostra sì gran dottrina eVoi.. X.

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» giudizio che ben fa conoscersi» degno del posto che ha conse-» guito » (Tom. I, pag. 370). Nètardò a promulgar colle stampe adilucidazione maggiore del primotra gli accennati ragionamenti lesue Considerazioni intorno al Ba-rometro elei Cartesio ed al pesodell '’ aria , e del 4745 richiamava lacomune attenzione sopra il dialogointorno a’ vortici celesti ove sitrovano esposti i fenomeni eh* e-rano allora da*migliori astronomiosservati, e dopo ciascun fenome-no vi è secondo le leggi fisiche emeccaniche dimostrato ciò che puòdare l* ipotesi de* vortici per laproduzione di esso, e ciò che restada desiderarsi. Una lunga analisidi quest’ opera sta nel volume Xarticolo I. del Giornale de’Letterati,ove a parte a parte si sottopon-gono ad esame le ardue questioniastronomico-matematiche che dalPoleni con vastezza di erudizioneed acutezza di criterio si trattano ^in onta a tutto questo ebbe T ac-cusa di mostrarsi soverchiamenteaddetto alla scuola cartesiana, nèl’accusa era ingiusta. Nullamenodi, giorno in giorno guadagnavanella stima dei dotti, e le sue nuo-ve operette di matematica pura edi meccanica, che in quest’ epocadivulgaronsi, gliene davano tuttoil diritto. Nel 4745 promuovevasiallo insegnamento della fisica edinauguravate con una orazione la-tina grandemente encomiata, cheportava a titolo : La utilità dellafisica nelle cose matematiche. Siscrisse di que’ giorni non aver al-43