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Mairago, provincia di Lodi , distretto (IV)di Borghetto. Altrevolte era una villeg-giatura di Giovanni da Yignate che nel4403 si fece padrone di Lodi .
BELVISO. Valle della Valtellina ad ostro-ponente di Tirano, formata da un fiumeche scende dai monti Veneracolo e Glenoe correndo a tramontana va a gettarsinell’ Adda. Li stessi monti la separanodalla valle di Scalve nel Bergamasco .Y. Aprica.
BEMA. Provincia di Sondrio , distretto(IV) di Morbegno, comune con convo-cato che unito alla frazione di Faino fa252 abitanti, tra i quali 72 collettabili.
Superficie pertiche nuove -18,874. 68.
Estimo scudi 8,990. 4.
E nella Valle del Bitlo, 2 miglia a mez-zogiorno da Morbegno, sovra un territo-rio montuoso e splo atto alla pastura,
BENACO o Lago di Garda . II piü granlago della Lombardia ed anco dell’Italia .Esso e alimentato principahnente dal fiumeSarca che scaturisce fra le ghiacciaie delMonte Adamo, e dai fiumicelli Pönale,Campione e Toscolano che scendono dallevalii di Ledro, Tavalo e Vesta, II suoemissario e il Mincio che n’ esce a Pe-schiera, forma il lago o stagno di Man-tova , poi continuando il suo corso va agettarsi nel Po . La maggiore lunghezzadi questo lago da Riva a Peschiera e di30 miglia geografiche italiane , e la suamaggiore larghezza da Podenghe a Lazize e di 9 miglia,o di 10 da Desenzano a Garda .Fino alle foci del fiume Campione la sualarghezza e di miglia 1 l l% , poi cominciaad allargarsi gradatamente fino a Salö ,ove si spiega in un ampio bacino. La partesuperiore per circa 3 miglia appartieneal Trentino , e del rimanente la metä ostro-orientale forma parte della provincia Ve-ronese , e la metä opposta e della provin-cia Bresciana , Esso giace dunque fra ilMonte Baldo, e le alpi dette Giudicarie dal 45° 26' al 45' 15 di latitudine. La suaprofonditä varia senza fine, generalmenteoltrepassa i 120 piedi, ma nella direzionedi Mallesine alla Madonna di Monte-Ca-stello di Tignale arriva quasi ai 600, eda Gargnano fino a 800, La sua superficiee 77 metri al disopra del mare Adriatico,La costante sua temperatura subaquea edi 6° 5o', qirindi maggiore di quella delLario e minore di quella del Verbano ; enell’estate la sua temperatura alla super-ficie e di 8° 53. La sua aqua b limpidis-sima e giusta il signor Perego non deponetampoco un mezzo millesimo di materie:
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una metä incirca del sedimento sareäibecarbonato di calce e magnesia derivantedalle circostanti dolomie; un quarto e salrnarino., il rimanente solfato di magnesia,poca sostanza silicea, un lievissimo residuoorganico e qualche traccia di iodio. — Lacosi detta riviera di Salö e circondatada amene colline e influenzata da un cli-ma tanto dolce che sulle sponde fruttanoabbondantemente i limoni, li aranci e icedri di cui si fa un gran connnercio; madall’opposta parte Veronese , speciahnenteda Garda sino a Törbole ed a Riva nonpresenta che eminenti ed orridi gioghi iquali si ergono quasi verticalmente dalfondo di modo che riusci sempre impossi-bile di aprirvi un sentiero praticabilalungo la riva, Si enorme squarciatura ebbeIuogo certamente da gravi urli de’ terre-muoti, de’ volcani e dall’ intiera massadelle aque che di concerto, per secoli in-numerevoli minarono, corrosero e capo-volsero i lapidei sostegni della barrieraalpina che sta fra loro ad Oriente ed atramontana. I venti dominanti sono ilSovero o settentrionale e la Finesza odöra che spira dalla parte opposta. 11priino, che e il piü forte, incomincia dopola mezzanotte e cessa dopo la metä delmattino; il secondo, men gagliardo e piüdolce, incomincia subito dopo il primo eva perdendosi verso sera. Non imperanoventi dalla parte di levante e di ponentese non nelle grandi meteore ed altera-zioni dell’ atmosfera. Del resto l’ aqua diquesto lago dominata da impetuose cor-renti d’aria, che massimamente nella freddastagione sortono di frequente dai senidelle circostanti montagne, diventa soventivolte burrascoso in maniera che le sueonde agitate si sollevano dal proprio al-veo fino all’ altezza di 7 piedi con unospettacolo non meno calamitoso ed orri-bile delle grandi burrasche di mare, sottodi cui non di rado rimangono vittima inaviganti. Perciö da Virgilio fu attribuitoal Benaco il fremito rnarino.
Ma d’altra parte e verosimilmente a ca-gione della sua ampiezza e dei pochi ver-santi che sboccano in esso le loro aquenon eleva mai le sue piene ad aftezze in-solite, come troppo spesso succede, frali altri, del lago Lario. Il Benaco olfreun fenomeno singolare : perche non lungedal lato orientale della penisola di Ser-mione, quando le aque sono placide, siscopre una congerie non interrotta dibolle d’ aria, talora fumanti, che in ciuquedistinte parti escono gorgogliaado dalla