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pütazione a Yenezia, ed a 6 maggio dellostesso anno eonsegnö le chiavi della cittä«1 provveditoro Girolamo Gonlarini, chefuricevuto con gran festa. Il senato lasciöoi Bergamaschi le proprie leggi, largi loromolti privilegi ed immunitä e distinzioni,conlentandosi di mandarvi un magistratoa governarla, i titoli e le attribuzioni delquäle variarono coi tempi,
I)a quell’epoea in poi Bergamo seguile sorti della republica, e si affezionö tal-mente alla medesima che fu tra le ultimeprovincie ad abbandonarla nelle estremedi lei ngonie,
Durante la lega di Cambrai, subito dopola famosa battaglia di Agnadello (44 mag-gio 4309) nella quäle restö sconfitto l’e-sercito veneziano, i Bergamaschi impo-tenti a difendersi contro i nemici dellarepublica che giä stavano alle sue porte,si diede a Luigi XII re di Francia, chemaltrattöla provincia smembrandone moltifeudi per darli a’ suoi cortigiani e la op-presse di esazioni forzate, di alloggiamentimilitari e di gravezze di ogni genere, a cuisi uggiungevano le prepotenze de’ coman-danti ed ufliciali, e la licenziosa vita deisoldati. Questa mililare tiraunide durö20 anni, peggiorando sempre col mutardelle vicende; perclie nel 4342, i Vene-ziani avendo ripresa Brescia , i Bergama-schi ne scacciarono i Francesijma ricad-dero quasi subito in loro potere, e pocomancö che in vendetta non fosse ster-minata tutta la cittä. Ma se per 1’ inter-cessione di Gian Giacomo Trivulzio fu-rono sparmiate le vite, non fu lo stessodelle sostanze.
Nel 4343 dopo la battaglia di Ravenna Bergamo tornö sotto i Yeneziani, ma nellostesso anno fu presa e ripresa piü volte,e dal 4313 al 4529 passö sette volte inpotere dell’ imperatore aiutato dagli Spa-gnoli, e per altretante fu riconquistatadai Yeneziani a cui restö definitivamenteper la pace di Castello Cambresis nel 4359.
Onde assicurare quella cittä da ulte-riori sorprese nemiche a cui era espostaper trovarsi sul confine di vari stati, larepublica veneta venne in determinazionedi ridurre Bergamo a fortezza reale coleingerla di forti mura; la quäle operazione,cominciata nel 4561 e terminata nel 4594,costö all’ erario tesori immensi, la cittäperdette un terzo di abitazioni demolite,e pianse la distruzione dei piü nobili edi-ficii, fra li quali la celebre cattedrale disant’Alessnndro , il monastero col tempiodi santo Stefano , ecc. Divenuti ora diDu. CüROGR. Yol. I.
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nessuna necessitä quesli imponenti ba-stioni, si sono ridotti a deliziosi paaseggie in alcune parti piü elevate se ne sonoabbassati e resi piani gli eccelsi promon-torii, onde facilitarne il comodo passeg-gio anche ai ruotabili.
Nel 4797 in seguito all’invasione deiFrancesi, Bergamo fu democratizzata,indi riunita alla republica Cisalpina; passösotto il dominio degliAustro-russinel breveintervallo dei tredici mesi, e dopo la bat-taglia di Marengo (44 giugno 4800) fece,parte della republica Italiana; nel 4805divenne una porzione del regno d’Italia sotto la denominazione di dipartimento delSerio, e cosi durö sino al 4814 quandola Lombardia essendo ritornata sotto ildominio della casa d’Austria , 1’imperatoreFrancesco istitui il regno Lombardo e glidiede la forma e la divisione che ha ancoal presente.
Il dialetto che parlano i Bergamaschi egutturale, ma aspro e in pari tempo ener-gico e pieno di espressione. Tale era ancoai tempi di Dante ; perö nel decorso mezzosecolo si ö assai raddolcito, massime nellacittä e nei dintorni. Del rimanente ei su-bisce sensibili modiücazioni, essendo piüflessibile alla pianura e piü duro e gor-goliante nelle valli e sulle montagne, atalche esso diviene quasi inintelligibile aquelli che non vi sono avvezzi. Ciö non-dimeno esso piegasi benissimo alla poesia,e la Gerusalemme Liberata travestita inbergamasco da Carlo Assonica, e la mi-gliore versione di questo poema che siasifatta ne’dialetti popolari d’Italia .
E noto che la famosa maschera di Ar-lechino vanta Bergamo , o per dir megliola Yalle Brembana per sua patria: essaritrae al vivo la semplicitä comica, e inpari tempo lo spirito vivace e scaltro dique’ montanari. Ulancano ricerche su 1’ o-rigine di questa maschera; il celebre Lo-renzo Mascheroni,volendo morliöcare 1’in-solente domanda diungentiluomo di Arles ,inventö un ingegnoso racconto, eol quälefaceva discendere l’Arlechino da Arles ; mae verosimile che salga ad un'antichitä re-mota ed e forse un residuo delle farseAtellane introdotte nella provincia dagliEtruschi.
Bergamo e la sua provincia produsseroun numero grandissimo di personaggi di-stinti nelle lettere, nelle scienze, nelle arti,nella milizia e nella chiesa. Essa contendecon Sorrento l’onore di essere la patria aTorquato Tasso , ö ahnen certo che Ber-nardo suo padre era di Bergamo . Alla7