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qualche apprensione do’ Bresciani, e cre-dendo di abbassarli, permise a’ Guelfi eGhibellini di potersi battere fra loro per
10 spazio di sei mesi, sempreche fosse il-lesa la maestä del principato; di manierache i guasti portati alla campagna in queifunesti mesi furono incalcolabili, e mag-gior danno n’ ebbero i Guelfi perche ilduca favoriva segretamente la parte con-traria. Anco in eittä vi furono baltaglie;
11 Avogadro erano alla testa de’Guelfi,i Gambara capitanavano i Ghibellini;quelli chiamarono in loro aiuto FrancescoCarrara signore di Padova , e questi Ot-tone III principe di Parma ; e la rabbiaandö a tal punto che in una battagliapugnata nelle vicinanze di Brescia , confurore uguale agli uomini si batterono ancole donne e i fanciulli.
Gian Maria essendo stato ucciso di li anon molto tempo dopo, il governo dellostato cadde »eile deboli mani di Caterinasua madre , che ebbe a lottare colle Fa-zioni delle eittä e cogli ambiziosi che siribellavano e se le dividevano. Malgradola crudele discordia che la travagliava,Brescia si tenne fedele; finchä PandolfoMalatesta nel 4404 se ne impadroni, ab-bassö i Ghibellini, conquistö una granparte del territorio Bergamasco , e .si sa-rebbe procurata una signoria non ispre-gevole se non avesse trovato un emoloterribile nel conte di Carmagnola gene-rale di Filippo Maria Visconti , il quälelo batte in piü incontri, gli tolse molteterre e lo obbligö finalmente a 46 marzo4424 a rendergli Brescia che fu resti-tuita al duca di Milano .
Nel seguito il Carmagnola disgustatodel duca passö al servizio dei Veneziani e tirö seco lui i Guelfi Bresciani che of-frirono la loro eittä al senato. Allora iVeneziani , fatta lega co’ Fiorentini, mos-sero guerra al Visconti e si portarono adassediar Brescia . I cittadini udendo che1’ esercito milanese era stato sconiitto eche li afiari del duca erano a cattivo par-tito, d’ altronde allettati dalla prosperitä equiete che la republica veneta garentivaa’ suoi sudditi, a 28 settembre 4426 sisottomisero a molto vantaggiose condizioni;perche fu stipulato che si sarebbero man-tenuti tutti i privilegi e le immunitä dicui i Bresciani godevano, che sarebberoparimenti mantenuti li statuti del comune,tra i quali che nissun forestiero potessecomperar terreni nel territorio Bresciano ,lo che impediva ai patrizi veneti di arro-gare a se medesimi tutto il possesso ter-
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ritoriale della provincia; che Brescia esua dizione sarebbero governati da un mn-gistrato veneziano spedito dal senato, mache tutte le magistrature interiori delcontado sarebbero aflidate a Bresciani , eche non s’ imporrebbero altre gravezze,tranne i dazi delle porte ed altri consueti.
Dopo la battaglia di Maclodio, in cuiFilippo Maria Visconti perdette tutto ilsuo esercito insieme col di lui generaleCarlo Malatesta, il duca di Milano fu ob-bligato a cedere formalmente Brescia aiVeneziani (4428).
Ma dieci anni dopo, Nicolö Piccinino ,altro generale del Visconti , I’assediö dinuovo e vi stette dintorno quasi due anni.I Bresciani si erano talmente afleziouatial dominio della republica, che le diederola prima insigne prova di fedeltä nel di-fendere coraggiosamente la loro patria.Tutti i cittadini di ogni classe, di ognietä, d’ ogni sesso , persino i fanciulli siadoperarono con un vigore straordinario,e con quasi incredibile costanza soppor-tarono la fame e le malattie contagiose ,finche 1’ esercito Viscontesco rotto in piüincontri dai Veneziani , e la eittä (ridottaagli estremi) avendo potuto ricevere moltisoccorsi, il Piccinino fu obbligato a desi-stere dalla sua itnpresa; indi colla pa-ce del 4440 fu reslituita anco la quietealla provincia, che la godette impertur-bata per quasi 70 anni. Brescia uscitagloriosamente da quella lotta, mnndo aVenezia il proprio stendardo colla iscri-zione: Brixia magnipotens caeteris urbibusfidei praebuit exemplum. (La grandi-po-tente Brescia ha dato esempio di fede allealtre eittä), ed ottenne dal senato moltiprivilegi, tra i quali che nissuna porzionedel territorio bresciano fosse alienata odistaccata; che la eittä fosse esente inperpetuo dal dazio della macina e da ognialtra gravezza non compresa negli statuti jche fossero conferiti a’ Bresciani gl’ im-pieghi civili della provincia, che si otte-nesse dal pontefice che parimente ai Bre-sciani fossero conferiti i benefizi eccle-siastici della diocesi, e che alla eittä diBrescia fosse donato un palazzo in Vene-zia per servire di comoda abitazione aisuoi cittadini che colä si trovassero.
Nel 4509 fu tra la Francia , il papa,l’ imperatore, il re di Arragona e di Na-poli conchiusa la famosa lega di Cambrai ,che fu di gran danno a Venezia senza averrecato il beuche minimo profitto a’ suoinemici, Per la battaglia di Agnadello, larepublica perdette tutti i suoi stati di