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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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CHE

CETO. Provincia di Bergamo (diocesidi Brescia), distretto (XVII) di Breno ,comune con consiglio del quäle fa parteonche il villaggio di IVadro, e tutt’insienieformuno una popolazione di 887 abitanticompresivi 234 collettabili, La parocchiaperö non conta che 624 anime,

Superficie pert. nuove 23,033. 0. 6.

. Estimo scudi 22,511. 4. 0. 9/48 5.

E un villaggio della Val Camonica so-pra una deliziosa ed alnena Collina. II süoterritorio, quasi tutto n vigna ed a campi,da in qualche abbondanza vino , biadee foglia da gelso; ha inoltre pascoli eboschi di altö e basso fitsto. Evvi unafucina da grosso maglio. II paroco, quan-tnnque soggettö alla pieve ui Cemmo, hail tiiolo di arciprete, Dista 4 miglia a tra-lnontana da Breno .

CEVO, Provincia di Bergamo (diocesidi Brescia), distretto (XVIII) di Edolo,Comune con consiglio e 982 abitanti, trai quali 288 collettabili.

Superficie pert. nuove 34,345. Ö5.Estimo scudi 20,596. 2. 3. 4/48. 6.

Villaggio della Val-Camonica nella val-letta secondaria detta Val-Saviore, bagnatadal Poia, uno de’ confluenti delEOllio. Es-sendo questa villa tutta sul pendio dfillamontagna, i suoi stessi campi a biade sonöüostemili ingegnosamente da liinghi e lar=ghi muri. Ha parimente prati a pascoloe boschi; i maggiori prodotti del suolösono segale', fieno e castagne, I suoi abi-tanti sono quasi tutti agricoltori o pa-stori. Un po’ superiormente di Cevo sca-turisce dal monte un’ aqua semitermaleche conserva imniutabilmente un calor na-turale. Sta lontano 10 miglia ad ostro in-tlinando verso levante da Edolo.

CIIEGLIO. Frazione del comune di Tai-no, provincia di Como s distretto (XVI)di Angera. Ha una chiesa sUssidiaria dellaparocchia di Taino, diocesi di Milano. Ilsuo territorio dä buoni vini.

CIIERENZONE. Vorne di un fiumicellonella provincia di Como , distretto dl Lec-co. Ila origine sopra i inonli di Ballabio,scorre presso Laorca, Rancio e Castello*öve lambisce i piedi boreali del Resegonee gettasi nell’Adda vicino al ponte di Lec-co. Le sue aque sono perenni e dannomoto agli opilicii pel lavoro del ferro edel ranie delle vicine m‘s?iere,

CHERIO o Ciiörio. Fiume della pro-vincia di Bergamo , distretto di Trescoree suoi confinanti. Esso ha origine dal lagoSpinone, forma la valle Cavallina e dopo20 miglia di eorso, da tramontana ad ostro.Du. Coroor. Vol. I.

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gettasi nell'Ollio alla destra sponda, intpiccol miglio al di sotto di Palusco e dueda Palazzolo.

CIIEA RI, Xome dl un altö monte nellaValassina, provincia ili Como , distretto diCanzo, un po’ al disotto di Magreglio . Lesue falde pfesehtano vari indizi di rame;Il nocciuolo del monte e calcareo e mar-moreo, ma vi sono sparsi d’intorno massigranitosi d’ogni qualitä e grandezza.

CHIARAVALLE . Provincia di Milano,distretto (XI) di Locat'e, comune con cori-vocato a cui sono unite le frazioni diGrande, Bagnölo, Poascö e Sorigherio.Formano tutt’insieme una popolazione di1,238 abitanti ivi compresi 307 collet-tabili.

Superficie pert. 45,242 0. S/ 12 .

Estimo scudi 260,752. 4. 6.

Ma la popolazione del solo Chiaravalle con Granoie e Bagnölo b di abitanti 938,collettabili 233; ed il censo di pertiche42,506.3. 3/12,l’estimo di sc. 222,947. 3. 2.

Villaggio quasi 5 miglia ad ostro-le-vante da Milano ed altretante a tramon-tana da Locate ; in ün territorio da pratie ccreali. Esso e celebre per un mona-stero di Cisterciensi fondato da San Ber-nardo nel 4135, indi rapidamente arric-chito da varie nobili famiglie milanesi,in guisa che nel 4237, cento anni dopola sua fondazione, i monaci furono ingrado di prestare utsa grössa somma didenaro alla republica di Milano . Essi pos-siedevano piü di 64,000 perliche di ter-rcno, e nove Grande, termine francesd((jrange ) equivalente all’ italiano Cascinrto Cassina; tra le quali la Graneia diViliöne o Vione che aquistarono cambian-döla Con unü possessione in Gessate do-nata lqrö da Bellebono da Trezzo . ilterritorio di Chiaravalle chiainavasi daprima Rovegniano ed era coperto daboschi e paludi su cui JtascolaVaho nu-merosi branchi di cicöghe , l’efligie dellequali divenne in Seguito lo stemma de-gii abati di Chiaravalle , Questi uccelli, oradiventati meno frequenti, si mantenneronel loro domicilio fino dall’ anno 4574rceandosi ogni anno ad annidare sui li-nöstroni o le vette del cdnvento, indiscomparvero forse per qualche cangiamentoatinosferico cagionato dalla fiera pesti-lenza del 4575. I Cisterciensi dissodaronood asciugarono quei terreni, cd a lorosiamo debitori dell’invenzione dei prati amarcita o prati artificiali, Il monasterosi chiamö ora di Chiaravalle ora di Cara-velle , e il Mabillon crcde che quest'ul-83