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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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pi-uzioso reliquie i'urono deposte in quellachiesa. Ma e difiicile il credere che i pon-tofici volessero spezzare il corpo tantovenerato del protopapa principe degli apo-stoli: almeno san Gregorio non lo avrehbefalto. La cliiesa sussisle ancora, eostruttasul rnodello dell’antico San Pietro in Va-ticano; l’altare non ha tabernacolo, e iicelebrante dice la messa rivolto al popolo.Era altre volte in gran venerazione, e vivenivano processioni dalle terre presso ilVerbano, e da Caccivio e Lurate nellapieve di Appiano. La chiesa e il mona-stero presero piü tardi il nome di San Ca-locero, dal corpo di questo Santo ivi tra-sportato da Albenga dall’arcivescovo Ari-berto verso il 4048, Ivi era ancfie la pa-rocchiale; ma a cagione delle discordieche erano tra i frati, e della loro disu-nione col popolo, il eardinale Erba-Odescalchi nel 4735 trasportö la curadelle anime in San Vito, possieduta al-lora dagli Olivetani, e che conserva ancoal presente il rito romano.

L’ abazia di San Pietro, detta in Vald’Oro, era molto ricca e possiedeva 34terre; tuttavia i monaci, quasi tutti nobilied alleati coi nobili milanesi e coi Coma-schi, nemici alla fazione popolare che do-minava in Alilano, furono accerriini ghi-bellini, ed alleati dell’imperatore FedericoBarbarossa . Perciö nel 41G2 si ebberoda esso un diploma che li metteva sottola protezione dell'impero. Nel 4254 il mo-nastero servi di sicuro asilo all arcivescovoLeone da Perego espulso da Milano ; piütardi fu convertito in commenda, e sottoquesto titolo fu goduta da eminenti per-sonaggi, tra i quali dal eardinale NicolöSfondrati che fu poi papa Gregorio XIV ,da Paolo Emilio Sfondrati suo nipote, daleardinale Scipione Borghese e da altri pre-lati, tra i quali il eardinale Erba citatodi sopra, e cosi continuö linche fu sop-pressa nel 4798,

A ridosso di Civate sta il Monte-Pedalequasi di fronte a Monte Baro. A lato dcl-1’ antico tempio si sprofonda la valle diSan Benedetto irrigata da viva sorgente,attigua alla quäle e la Valle dell’ Oro (odell’ alloro , pianta ivi comune ), L’ aquaivi raccolta fa una cascata detta I’Orridodella Valle dell’ Oro, e dopo aver giratomulini, frantoi e setificii va a metter focenel laghetto di Annone. Civate e lontano4 miglia ad ostro-ponente da Lecco edaltretanto a tramontana da Oggiono.

GIVEDATE, V. Cividate.

C1VELLO. Provincia e distretto (I) di

CIV

Corno, comune eon convocato che unitoalla frazione di Brugo fa547 abitanti, frai quali 434 collettabili.

Superficie pert. 4424. 6.

Estimo scudi 20,046. 5. 2.

Villaggio alla sinistra della strada cheda Como conduce a Varese , lontano cin-que miglia ad ostro-ponente da Como ,eireondato da colli ubertosi di viti, gelsi,fichi ed altre piante fruttifere.

CIVENNA. Provincia di Como (diocesidi Alilano), distretto (III) di Bellaggio,comune con convocato e 439 abitanti, frai quali 409 collettabili.

Vecchio estimo scudi 6,898; ma il ter-ritorio censuario di questo comune, comequello di alcuni altri adiacenti, avendo, acagione delle alluvioni, subito varie alte-razioni, fu per decreto governativo del4843 scutizzato provvisoriamente in per-tiche 7,830.40. 8; scudi 5,433. 2. 7. 4/43.

Civenna sta a ponente del lago di Como ( ramo di Lecco ) nella Valassina , sullastrada che attraversa questa valle, allefalde di un monte che ripido gli sta allespalle. Dall’835 al 4797 fu un feudo delmonastero di Sant’Ambrogio in Alilano,lasciatogli dall’imperatore Lottario, e l’a-bate di quel monastero portava perciö iltitolo di conte di Civenna , Liinonta e Catn-pione: mandava in ciaseuno di questi luo-ghi un monaco a disimpegnare le funzionidi paroco ed un giudieente per la partenmministrativa; per cui esso abate eser-citava senza verun contrasto i diritti sa-cerdotali e principöschi. Questo villaggio elontano 4 miglia ad ostro da Bellaggioe 7 a tramontana da Asso.

CIVESIO. Una delle frazioni che com-pongono il comune di Viboldone, provin-cia di Alilano, distretto (XII) di Alelegna-no, Novera 223 abitanti, compresivi 65collettabili.

Superficie pert. 2459. 4.

Estimo scudi 25,730. 0. 4.

Giace in riva al fiume Vettabia in sitofertile di cereali e pascoli. Nel secolo XIera una specie di feudo di certo Silbertoda Alelegnano, a cui era stato concedutodalF arcivescovo san Galdino ; piü tardi,nel 4480, appartenne al monastero diSant’Ambrogio in Alilano, che vi nomi-nava il podestä. Era unito alla parocchiadi San Giuliano, ma nel 4578 fu separatoda san Carlo Borromeo e costituito inparocchia da se, dipendente dalla pieve diesso San Giuliano; sono uniti ad essa ivillaggi attigui di Borghetto, Cantalupo eViboldone e conta come parocchia 4450