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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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Venezia , alla nobiltä della qnale era statonggregato alcuni anni avanti.

Dopo la morte del duca Filippo Maria (13 giugno 1447), Crema fu presidiata edifesa dui republicani Milanesi , ma ai 16settembre 1449 si diede ai Veneziani , periin segreto accordo con Francesco Sforza ,il quäle la cedette formalmente ai mede-simi nel 1453.

I Veneziani confermarono a Crema liantichi suoi privilegi, e li accrebbero an-che, la mantennero nell’ integritä del suoterritorio, la fecero governare da un pa-trizio veneto col titolo di podestä, e collasaggia loro amministrazione fecero cessarele nimicizie fra guelfi e ghibellini che per-turbavano Crema giä da due secoli; e chequasi ad ogni lustro costavano 1’ esilio dinumerose famiglie quando dell’una e quan-do dell’ altra parte. A por fine a questasociale anarchia, oltre al vigore del nuo-vo governo, contribuirono principalmentele beneficlie sollecitudini del domenicanofrä Gian Battista da Novara che nel 1456conciliö le diverse famiglie rivali, ed in-dusse il governo veneto a richiamare icaporioni de’ ghibellini, i quali p'er nonvolersene star queti, erano stati esiliati.

Le mura e le fortificazioni essendo moltodecadute , nel 1488 il podestä BernardoBarbarigo persuase i cittadini a eiligere laciltä di nuove mura. La fabrica durö 40anni e si spesero 120,000 ducati, per unterzo de’ quali contribuirono i Cremaschie li altri furono suppeditati dal governo.

Durante la lega di Cambrai ed in seguitoalla sgraziata battaglia di Agnadello, fu-nesta ai Veneziani , Crenia fu occupata pertre anni dai Francesi (1509-1512) che sicomportarono quivi non meglio di quelloche facessero altrove, e negli Ultimi mesidel loro dominio , temendo una solleva-zione de’ cittadini, cacciarono tutti i ma-schi, non restandovi che le donne, i fan-eiulli ed i vecchi.

Tornata sotto il dominio veneto , dalmaggio alla fine di agosto!514 Crema ebbea sostenere un disastrosissiino assediocontro le truppe di Massimiliano Sforza duca di Milano e degli Spagnuoli e Sviz-zeri suoi alleati. Oltre la distretta divettovaglie, i Cremaschi soggiaquero alflagello della peste per la quäle ne inori-rono da 100 al giorno , e in pochi mesifra la cittd ed i contorni si numeraronointorno a 16,000 vittime. Finalmente lanotte tra il 25 e il 26 agosto, Renzo daCeri comandante della piazza sorprese ilcampo nemico, lo incendiö e passö a lil

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di spada quasi tutto 1’ esercito. E questo1’ ultimo fatto di qualche importanza cheriguardi la storia di Crema.

AI 27 marzo 1797 Crema fu occupatada alcune truppe della republica francese ,e due giorni dopo, i Cremaschi, ad esem-pio de’Bergamaschi e Bresciani, si democra-tizzarono e si emanciparono dal decrepitoLeone di San Marco. Sotto il regno d’Ita-lia Crema col suo territorio fece parte deldipartimento del Po ( Cremona ) trän nealcuni comuni che furono aggregati al di-partimento del Serio (Bergamo ); ma dopoil 1814 il ierritorio Cremasco fu reinte-grato come prima , e fece una sola pro-vincia con quello di Lodi .

La storia di Crema fino al 1586 fuscritta da Alemannio F’ino , che la com-pendiö sulla Cronaca tutt’ ora ineditadi Battista Terni. La migüore edizionee quella colle annotazioni di GiuseppeRacehetti, 2 vol. in-16, Crema (Milano ),1844-45.

Nello spirituale Crema e suo territorioprima del 1580 dipendeva dalla diocesi diCremona, ma Gregorio XII ne formö unadiocesi speciale, sulfraganea dell’arcivc-scovo di Milano ; poi Clemente VIII lasoltopose all’ areivescovo di Bologna ; alpresente e ancora sotto la metropoli am-brosiana.

Il primo vescovo di Crema fu GerolamoDiedo, nobile veneto, ordinato da Gre-gorio XIII a’ 21 novembre 1580; abdicö nel 1584; e mori a Venezia a’ 10 giugnodell’anno seguente.

2) Gian Giacomo Diedo nipote dell’an-tecedente, giä primicerio di Padova evicario generale dello zio. Fu eletto 22maggio 1584 e mori in Venezia 6 giu-gno 1616.

3) Pietro Emo, nobile veneto , dell’or-dine de’ Teatini , vescovo di Larissa inpartibus, nel 1613 fatto coadiutore delDiedo con speranza di futura successione,successogli a 13 giugno nel 1616: mortoa Roma 27 settembre 1629.

4) Marc’Antonio Bragadino, nobile ve-neto , eletto 3 ottobre 1629. L'anno dopofu trasferito alla sede di Ceneda, poi aquella di Vicenza , nel 1641 fu fatto enr-dinale e mori in Roma 28 maggio 1658di 68 anni.

5) Alberto Badoaro, nobile veneto , eletto21 febbraio 1633 e morto ottuagenario inVenezia nel 1677.

6) Marc’ Antonio Zolli, nobile berga-masco, eletto 10 luglio 1678, prese pos-sesso nel maggio 1684, e mori settuage-nario a’20 aprile 1702.