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^e' quali fa eziandio 1’ istoriografo della
sua patria f 1 ).
Prima fra queste e la cattedrale in formadi croce latina, con Ire maestose facciate:la principale tutta di marmo, di stile go-tico moderno, e opera di teinpi diversi,raa non perciö di spiacevole disaccordo.La navata inaggiore ha 425 hraccia mi-lanesi in lungo e 24. 2. in largo. Le la-terali sono lunghe braccia 400 e larghe 43,44: cosiche tutte tre insieme hanno unalarghezza di braccia 52. E ricca di ottimidipinti, e tra li affreschi ehe fregiano learcate della navata maggiorc belle oltre-modo sono quelle di Boccaccio Boccaccino ,che ha ornato di altri suoi dipinti qneltempio. Yi sono poi altri dipinti del Campi,di Altobello Melone , dei fratelli Bembo,di altri pittori della scuola cremonese, olombarda e di Lodovico da Pordenone .Yi sono anco reliquie di pitture di Poli-doro Casella che salgono al 4345.
Tra le chiese che piu abbondano d'insignipitture sono da notarsi quella di San Do-menico, vasta e gotica al di fuori, a trenavate e rimodernaLa di dentto; quellade’santi Giorgio e Pietro, di san Luca, disant’Agata, di san Giacomo ed Agostino ,di santa Margherita , dei santi Celso edAbbondio; e quella finalinente di san Si-gismondo, in un sobborgo della cittä, laquäle puö dirsi una scuola di pittura,dove i piü distinti artisti cremonesi agara concorsero, facendo prova ciascunodel proprio valore.
Accanto alla cattedrale sta il Battistero ,superbo edifizio che credesi eretto nel 900:i dipinti sono di Boccaccio Boccaccino , eduno moderno in tela e di Gallo Gallina ambi cremonesi.
La piazza inaggiore, se non e delle piüspaziose, e certamente delle piü magnificheper le belle ed alte fabriche che la fian-cheggiano, come sono la cattedrale e il bat-tistero giä nominati, la torre maggioredetta volgarmente il Torrazzo , il palazzocivico ed il palazzo de’giurecunsulti.
11 Torrazzo credesi edificato nel 754 ecompiuto nel 4284; sale all’altezza dibraccia milanesi 485. 40. o metri 444.Fino ui merli sono due torri, l’una den-tro dell’allra, e intramendue sono prati-eate comodissime scale. Dall’alto la vistasi stende fino a Bergamo, Brescia e Pia-cenza che scorgonsi anche ad occhio nudo,
(1) Per una piii minuta descrizione di Cremona sivedano la A’uova Guida di Cremona del marcheseGiuseppe Picenardi. 12.° Cremona 1820 el'lndi-*i(ore della cittä e provincia di Cremona perl' anno 1844. 12.° Cremona 1844.
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Il palazzo de’ giureconsulli e un goticomoresco edifizio fabricato nel 4292; e de-stinato di presente ad uso della R. scuolaelementare feminile.
Di fronte alla cattedrale s’inalza il pa-lazzo publico, magni'fica sede della congre-gazione municipale, ristaurato di recentesopra disegno delE architetto cremoneseLuigi Voghera , morto da pochi anni.
Sontuoso e il palazzo vescovile erettoa nuovo dal vescovo Omobono Offredi.
Altri notabili edifizi sono T archivio no-tarile fabricato dai Ghibellini nel 4256,il vasto e maestoso palazzo Persiehelli, ipalazzi san Secondo e Raimondi; quellocon una bellissima porta in marmo, lavorodello scultore Bramante Sacchi, questo conuna bella facciata in marmo, disegno del-1’architetto Eliseo Raimondi: il palazzoTrecchi dove nel 4529 alloggiö Carlo V ,e nel quäle e un Giudizio di Paride di-pinto a fresco da Giulio Campi ; i palazziSehinchinelli, Schizzi, Zaccaria ora Palla-vicino ed altri. Pregevolissimi quadri pos-siede altresi la famiglia Bressiani, allaquäle appartiene il celebre storieo di que-sto cognome. Ma non bisogna dimenti-care il palazzo Ponzoni con facciata riccadi busti, statue e bassi-rilievi, cosiruttosopra disegno deH’ architetto Carlo Yisioli.Lo scalone e fiancheggiato da un vagobalaustro in fini marmi lavorato ad ele-gante traforo dallo scultore cremoneseGiuseppe Giudice, Negli appartamenti visono belle dipinlure, un gabinetto ornito-logico, ed un museo ricco di monete, dimedaglie, di sigilli d’ogni maniera , diantiehi cimeli, di belli e curiosi avori, Nel4838 , in occasione dell’ incoronazione ,alloggiö qui il regnante imperatore Fer-dinando I coU’augusta sua consorte, Que-sto palazzo appartiene ora alla MaestäSua, a cui lo lasciö per testamento il conteSigismondo Giuseppe ultimo superstitedella famiglia Ala-Ponzoni.
Le porte Po e san Luca, come ancheil publico macello, sono costruzioni mo-derne sul disegno delfarchitetlo Voghera ,che di molteopereha abbellita la sua patria.
Per la publica istruzione vi sono unliceo ed un ginnasio mantenuti a spesedello stato: al primo sono annessi un ga-binetto di fisica esperimentale ed uno distoria naturale, oltre un orto botanicomantenuto a spese del comune; al secondoe annessa una scuola di disegno. Li studisono i medesimi, prescritti in tutti li sta-bilimenti di questo genere. Yi sono inoltredue scuole elementari maggiori, l’una permaschi e l’altra per femine, ed una seconda