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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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nnolta riputazione, come la sostenne ezian-diio nell’ altro ramo del ferro malleabilepier 1’ ottima sua qualitä che esclusiva-imente da moltissiini anni serve per lafaibricazione delle armi da fuoco, le qualipter conto dello Stato costruisconsi inBlrescia. Fra le sue produzioni meritanor'icordo quattro pezzi di artiglieria delcialibro da 8 , fusi per la marina di Ve-niezia e che furono trovati alla prova mi-giiori di quelli delle principali fonderieoiltramontane.

Le dette miniere producono pure delr ame , dal quäle trarrebbesi maggior van-tiaggio se fosse piü abbondante; ma la fu-siione non fassi che ogni triennio. Quantoa.l ferro il minerale di esso da 50 per 400im ghisa; e nei primi 40 anni del secoloattuale si calcola per adequato che lo sta-b'ilimento possa avere fornito ogni anno4200 quintali metriei (o 500,000 libbregrosse di Como ) in getti di ghisa o inferro malleabile ; ossia 2/g de’ primi, ed ilresto dell’altro; occupava circa 30Ö per-smne al giorno, e consumava circa 35,000nnoggi di carbone all’ anno.

Nel 4839 lo stabilimento sotto la dittaRubini, Scalini, Falk e C. fu accresciuto perla ginnt a di nuovi soci e nuovi capitali,per cui furono introdotte tutte le miglio-rie , che 1’ industria oltremontana abbiasaputo inventare in questo ramo ; ed eanzi il solo stabilimento metallurgico nelLombardo-Yeneto che abbia un gran-dioso alto-forno rotondo sullo Stile inglese ,che da assai piü prodotto dell’antico alto-forno quadro sullo slile bergamasco.In que-sli Ultimi anni il prodotto annuo fu di40,000 quintali metriei, un *13 del quälee consumato in oggetti di ghisa, e 2/3 inferro malleabile; il consumo del carbone eaumentato in proporzione, e non bastandoquanto e fornito dal paese e suoi con-torni, una parte di esso si fa venire dallaprossima Yaltellina; il totale degli ope-rai e dai 400 ai 500. Fra gli oggetti dighisa fabricansi principalmente pezzi permacchine, per istulfe, per ornati di cancellie di poggi ec,, ed e lavoro uscito da quest’officina il piccolo ma elegante ponte diferro sul naviglio di Milano fra il pontedi Porta Tosa e quello di San Damiano.I bassi-rilievi e le statue furono mo-dellate sui gessi del riputato scultore si-gnor Cacciatori: e solo dispiace che perquesto grazioso lavoro sia stata scelta unaubicazione cosi poco convenevole, a talche ei rimane quasi inosservato.

Anehe il ponte fuori di Porta Ticinese

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sul Naviglio grande al luogo detto la Ma-donnina, pure costrutto in ferro, e operauscita dalla fonderia di Dongo .

Attualmente lo stabilimento avendo riu-nito le miniere di ferro di Yal-Cavargnanel distretto di Porlezza e quelle sui montiTarone e Arlino nella Valsasina, distrettodi Introbbio, e merce le incessanti eureavendo introdotto il sistema dei forni apudlane e a bolline coadiuvati da possentelaminatoio per distendere il ferro e ani-mati da relativa macchina soffiante, haparimente aumentata la sua fabricazione,e produce in commercio il ferro cilin-drato o laminato che dapprima potevasiottener solo dalle estere fabriche,

Inoltre e corredato da un atteliere peri lavori meccanici e con esso costrussetutto quanto oceorse per la rimonta delproprio stabilimento , e somministrö varilavori compiti alle strade ferrate.

L’ Amoretti asserisce aver letto nellecarte autentiche esistenti nell’archivio Tri-vulzi, che Giaeomo Antonio da Desio scopritore dei sovraccennati liloni me-tallici, trovö pure, li presso, massi di ru-bini e smeraldi da farne tavole e colon-ne, che si obbligö di vendere al duca diMilano Filippo Maria Yisconti, ad un de-terminato prezzo, Ma poiche di tali gem-me, soggiung’egli, non v’ha traccia in quelluogo, e probabile che siasi dato il nomedi rubino allo schisto granatifero, o dismeraldo al serpentino o smaragdite cheivi pur si trovano.

11 territorio di Dongo e in parte alpiano, ma il piü a colle o a monte. Vi sicoltivano pochi cereali, ma piü presto vitie gelsi, vi sono anco boschi di castanied altri alberi, prati e pascoli,

Oltre Dongo il distretto conta 40 altricomuni che sono Consiglio di Rumo , Cre-mia, Garzeno, Germaseno, Musso, Pia-nello, Rezzonico, Sant’ Abbondio, San Siro,Stazzone.

Popolazione totale

nel 4837 abitanti 8660nel 4838 » 8784

nel 4843 » 9356.

Sulla popolazione del 4838 si conta-rono maschi 4363 , e femine 4448. Inquella del 4843 vi furono 2389 colletta^bili ossia maschi dai 44 ai 60 anni sog-getti al testatico.

Totale superficie censuaria nel 4839pert, 452,747.

Estimo scudi 447,273. 4.

Estimo del 4843 scudi 446,967, omessialcuni rotti,