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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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ei., eil e infiitii una fra le piü operose epiiü agiate terre della provincia berguma-sci«, L’antico castello, appartenuto altrevo'lte ai Giovanelli, fu convertito in co-nxoda ed amena ahitazione Hei PaLerani.La paroechiale fondata nel 4455 e ristau-rata nel 1654 e di nobile e grandiose ar~ch.itettura e riccamente ornata di marini,stmtue e sacri arredi. Mugnifica sopratuttoe la tribuna dell’altare maggiore tutta diargento e di gusto antico. Fra i tesorisaieri, possiede un ostensorio di argentoaltto circa 2 braccia di Bergamo (m, 4 1/3 ),peisante 48 libbre grosse (circa 45 kilogr.)edl udorno di statue e bassi-rilievi di fi-nissimo lavoro. Yi sono altriricchi ad-dotbbi o mobili, e varie baone dipinturem a nissnna di autore distinto,

Eranvi Ire conventi, uno di Benedettine,uno di Terziarie Franceseane, eduno di Mi-liori Osservanti, soppressi nel 4840. Lachiesa di quest’ultiini, in alta ed amena po-sizione, possedeva uno de'migliori quadridi Enea Talpino, detto Salmezza, che orasi trova nella chiesa di Sant’Alessundrodella Croce in Bergamo , La chiesa fu rie-diiicata ad uso di ospitale, e il conventofu ceduto parte a servizio del medesimoospitale, e parte per la casa di ricoverode’ poveri.

Detto ospitale fu fondato da CeciliaCaccia nel 4663 che Io dotö di 40,000seudi. Al presente ha un reddito annuodi L. 41,000; mantiene 24 letti, 40 pergl’ incurabili, e 44 per nmmalati ordinari.

La casa delle orfanelle fu istituita daun Giovanelli: ha una rendita di L. 40,000e mantiene 27 orfane. Yi e anche un or-lanotrofio pei maschi.

Lo stabilimento della Misericordia hauna rendita di L, 47,000 che distribuiscein sussidii ebdomadari o mensili a’ po-veri.

La pia fondazione Castelli, con un red-dito annuo di L. 4000. e destinato all’in-coraggimento delle belle arti.

Oltre le scuole elementari e ginnasialivi e una casa privata di educazione fe-ininile con convitto, esistente fino dal 4818.

Possiede pure un teatro non inele-gante ; e risiedono in questo borgo ilcommissario distrettuale ed una preturadi IV classe.

A Gandino appartengono le frazioni unpo’ distanti di Cirano, Ca del Pozzo, delleTintorie e de’ Molini. Il territorio al pianoe fertiie ed accuratamente coltivato, se-gnatamente a biade: quello al monte etutto a boschi e pascoli.

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Profitlando del ricco prodoLto di lauesomministrato dai pascoli del Bergamasco ,Gandino, da tempi antichissimi, si applicöalla manifattura dei lanificii, la quäle saliin grau fiore sotto la republica venetache per mantenerla in crcdito stabili sta-tuti appositi sull’ incannaiura de’lili, sul-l’altezza dei panni, la lunghezza e il pesodelle pezze e simili. Nel 4600 forniva ognianno 3000 pezze di panno alto, e 4000di panno basso, che Si spedivano nel Mi-lanese, nel Piemonte, nella Romagna , nellaGermania e nel regno di Napoli. Nel vi-cino comune di Vertova se ne teneva duevolte la settimana un grau mercato, e ilcomune di Gazzaniga somministrava i mi-gliori pettini, Fu allora che sorsero vai iesignorili fainiglie che tuttavia rimangono,e piü altre che espatriarono o per bril-lare nell’aristocrazia veneta o per stabi-lirsi in grandi citta. Ma introdottasi I’ in-venzione delle macchine nelle manifattured’ Inghilterra e di allri paesi d'oltremonte,i manifatliirieri di Gandino, costretti dal-!’ immutabile statuto veneto , e piu aneoradalla vecchia ed indolente abitudine , aseguire i metodi vecchi, non poteronopiü sostenere la concorrenza collo stra-niero, e il loro commereio decadde sen-sibilmente. Marco Ghirardelli nel 1820fu il primo a rompere questo giogo d’ i-nerzia introducendo macchine dispendioseall' inglese , e la sua fabrica, direlta orada’suoi eredi, e aneora la piü ripu-tata di Gandino. L’esempio trovö ben pre-sto imitatori e tra li altri fu seguitatodai Pasini, Motta e Radici: la fabrica diquesti Ultimi esiste lino dal 4722. AI pre-sente oltre ai panni si fabiicano altreStoffe di laria di ogni qualita e colore Lapi'oduzione annua consueta de’panni (4830)tra fini ed ordinari e di 4,200,000 brac-cia de! paese ossiano 800.000 metri circa,e nelle occasioni straordinarie ascemle adun quarto o ad un terzo di piü. II prezzode’ panni e da 4 alle 42 lire aintriache albraccio, secondo la qualita. Questa indu-stria occupa circa quattro quinti della po-polazione di Gandino, oltre un mig'iaiodi persone che vi concorrono dallevicineterre ed un altro niigliaio che stabilmentelavora nelle adiacenze della valle. Per ali-mentarla s’importano ogni anno intornoa pesi 58,830 o quintali 6000 di luua chesi estrae Halle vicine valli Camonica, Ca-vallina, Seriana Superiore e Brembanache per la filatura degli stami sono comele ausiliarie di Gandino. Inoltre si con-suinauo pesi 7,633 o kilogrammi 65,000