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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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ciati via dal contagio petecchiale, II pa-lazzo passö in retaggio ai duchi di Alvito nipoti del cardinale, che lo trasmisero ailoro discendenti i quali vi abitarono va-rie volte; ma nei primi anni del correntesecolo fu aquistato dalla famiglia Del Perodi Gravedona, che lo possiede anche nt-tuahnente.

Un altro bei caseggiato, osservabileprin-cipalmente per l’amena e pittoresca situa-zione del suo giardino, e la casa Volta,ora Curti, sul Castello. II giardino, espo-sto a levante ed a mezzogiorno, dominail sottoposto lago per quasi 30 miglia, edameni viottoli conducono in riva al me-desimo, Le nniraglie che sostengono que’terrazzi presentano l’aspetto di una for-tezza, ed e fama che li Spagnoli, verso lametä del secolo passato , lo scambiasseropel forte di Fuentes al cui assedio si re-cavano, e cbe vi tirassero non poche can-nonate,

II castello non esiste piü da Iungo tem-po , e le sue reliquie furono convertitenella casa comunale; da essa e da unapiazzetta che vi e intorno si gode unaamenissima vista su tutta la parte infe-riore del borgo, e sopra un tratto estesis-simo del lago. La parocchiale, titolata altrevolte a San Giovanni Baltista ora a SanVincenzo, giace alquanto fuori dell’abitatoin una pianura in riva al lago; e ampiae non inelegante , ha un atrio sostenutoda colonne, vi sono edifizi con portici dailati, sotto cui stavano le antiche sepolture,ed e internamente adorna di alcuni buonidipinti. «Nella sagristia, tra le suppellettili,« si ammirano per la loro antichitä e pel« lavoro la croce, il ealice, la pace, ma« specialmente un dossale antichissimo,« sul quäle si vedono in distinte meda-« glie i santi titolari delle chiese paroc-« chiali della pieve di Gravedona . » Ac-canto a questa sta l’antiea chiesa di SantaMaria, ov’ e il battistero grandemente os-servabile per la sua remota antichita.

« Esso giace quasi sulle arene del lago,« i! quäle certainente era men alto in que’« tempi lontani, Alcuni arboscelli hanno po-« sto radice tra le smosse pietre di questo« tempio vetusto, e piü venerabile ne ren-« dono la maestä. Sorge una torre sopra« la sua porta, e la facciata e distinta di« liste bianche alternate di grigie, Nella« stessa guisa che la chiesa di S. Michele« in Pavia , questo battistero ha di fuori« alcuni geroglifici in basso-rilievo schie-« rati in fila, de’ quali e perduto il signi-« ficato per noi, Rappresentano questi un

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« centauro saettante; una croce dentro« un laccio d’amore; un cervo trafitto da« una freccia il quäle indietro si volta a« guardare; un altro misterioso nodo, e« finalmente un drago piü in basso. Den-« tro il tempio havvi un dipinto a fresco« che si reputa anteriore al risorgimento« delle arti in Toscana . Esso esprime un« miracolo che dicesi avvenuto nell‘823,

« e che vien narrato dal Sigonio con que-« ste parole: « L’ immagine della Beala« Yergine, tenente in grembo il bambino« Gesü , mandö grande splendore per lo« spazio di due giorni ». —■ Gli anna-« listi aggiungono che la fama di tal pro-« digio mosse il figlio di Carlomagno a« limosine ed a preghiere. Checche ne sia« del vero, la fede prestata dal debole Lu-« dovico ad un maraviglioso racconto, non« ne aumenta gran fatto la credibilita ».Cosi il Bertolotti,

Ivi pure sonvi due iscrizioni sepolerali,I’una ad Agnela od Agnelia e 1’ultra adOnoria morta quella di 30 anni a 30 marzo302, questa di 20 anni a 24 giugno 508.

Nella parte superiore del borgo fuoridell’abitato, ed in una ubicazione campe-stre sorge la chiesa de’ Santi Gusmeo eMatteo, il cui martirio dipinto still’ altarmaggiore vuolsi opera del Guercino , e visono anco altri pregevoli dipinti diPam-filo detto il Nuvolone. Bella ma quasi ab-bandonata e l’antica chiesa de’Cappuccini,il cui convento fu soppresso al tempo diGiuseppe II .

In Gravedona sonvi varie filande ed al-cuni filatoi di seta, una sega per legnami,un inaglio per lavorare il ferro e in ge-nerale tutte le agiatezze di una cittä: visi tiene una fiera a 22 luglio, giorno diSanta Maddalena , ed un’altra anche piüfrequentata agli 11 settembre, in cui ri-corre la festa dei Santi Gusmeo e Mat-teo. Varie famiglie milanesi vi hanno leloro villeggiature, e vi passano rautunno.

Il territorio e per la massima parte aclivo o a nionte; la parte in pianura elasciata a prato ; i colli sono lavoratl avigna, a ronchi, piantati anco di gelsi, viprosperano eziandio li ulivi e li agrumi:li asparagi vi sono eccellenti, squisiti ifichi, e in generale molto saporite vi sonole altre frutta. Yi abbonda eziandio lacacciagione, per cui neU’autunno vi sonorocoli ed altri parietai di vario genere.

Vicino a Gravedona passa il Liro, fiumc-torrente, detto semplicemente il fiume, chescende dall’Alpe di Pezzolo e ingrossatoda altri rivoli de’ vicini monti, e scor-