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Viliaggio sulla sinistra del Seveso in sitoda cereali e gelsi, Nelle vicinanze i Gar-gantini vi hanno una bella villeggiatura.Dista 6 miglia a ponente da Mouza, e 3ad ostro-ponente da Desio , Forma unasola parocchia eon Dugnano,
INCREA. Frazione di Cernusco -Asina-rio , provincia di Milano , distretto (IX)di Gorgonzola ; in sito da gelsi e viti.
IINCROCIATO. Casale nella provinciae distretto di Cremona , comune di Due-Miglia, Quartier-Battaglione.
INCUDINE Provincia di Bergamo (dio-cesi di Brescia ), distretto (XVIII) di Edolo,comune con coiisiglio e (nel 1843) 519abitanti, tra i quali 133 collettabili. Nel1845 li abitanti furono 539.
Superficie pert. nnove 20,426. 49.
Estimo scudi 11,017. 2. 4. 11 l48.
Viliaggio della Val Camonica, attraver-sato dail’ Ollio, in un territorio che pro-duce soltanto segale, orzo e rape; ma visono praterie, pascoli e boschi. E famache li abitanti siano molto feroci ed ac-corti: sono montanisti o pastori, trannequelli che passano a Verona a fare il fac-chino. Sülle loro donne esiste il proverbioche non si lavano se non a pasqua. Si puödire che ciascun capo-famiglia e possi-dente, perche li estimati passano i cento-cinquanta. Dista 3 miglia a tramontanada Edolo.
INCLGNATE. Frazione del comune diTruceazzano , provincia k di Milano, di-stretto ( X) di Melzo , in sito da pascolie cereali.
Conta 181 abitanti ivi compresi 58 col-lettabili,
Superficie pert. 2855, 1.
Estimo scudi 23,073. 5. 7.
INDOVERO. Viliaggio della Valsasina ,provincia di Como (diocesi di Milano),distretto (X) d’Introbbio; forma un solocomune , come aneo una sola parocchiacol vicino viliaggio di Naro o Narro.Sta in sito montuoso, al cui pie scorre iltorrente Pioverna. Li abitanti sono perlo piü pastori. Dista 7 miglia a tramon-tana-ponente da Introbbio, e 5 a levanteda Beilano ed uno ad ostro da Taceno.Per 1’ estimo vedi Naro .
INDUNO. Provincia di Milano, distret-to (XIV) di Cuggiono, comune con con-vocato che unito alht frazione di Guadofa 180 abitanti tra i quali 45 colletta-bili.
Superficie pert, 4699,16.
Estimo scudi 26,098, 1. 0. 4 l48-
Viliaggio verso !a sinistra spondn del
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Ticino, un miglio a levante lungi dal Na-viglio Grande e 2 miglia a tramontana-ponente da Cuggiono. Prima del 1591 eraunito alla parocchia di Robecchetto , alpresente forma parte di quella di Malva-glio, I Bossi vi hanno magnifica villeg-giatura con delizioso giardino.
INDUNO. Provincia di Como ( diocesidi Milano) , distretto (XIX) di Arcisate ,comune con consiglio che unito colla fra-zione di Frascarolo fa 1801 abitanti frai quali 525 collettabili.
Superficie pert. 18,986, 22. 6.
Estimo scudi 51,647 . 5. 2. 1/4.
Viliaggio ai piedi meridionali del montePoncione, poco distante dalla sinistra rivadell’Olona, cui si arriva da Varese scen-dendo la cosi detta Costa-Mala (V. l’art.)Esso e formato da ben 18 casali fra cuiprimeggiano Frascarolo ( V. l’art. ), laQuadrupana, San-Fermo e Montebello. Neitempi di mezzo Induno era un forte ca-stello, e cola nel 1160 Uberto arcivescovodi Milano collocö un polso di soldati perfronteggiare i Comasehi e i fuorusciti no-bili inilanesi rinforzati in Castel-Seprio.Di esso castello se ne vedono ancora liavanzi nella torre assai ampia compresanel palazzo dei Medici sul colle di Fra-scarolo. Li abitanti sono molto industriosi,ed occupansi in gran parte nella coltiva-zione delle viti, dei gelsi e delle piantefruttifere.
Poco lungi da Induno, in un amenorecesso, giace la rinomata Fontana degliAmmalati. « A pie del colle, sotto la roc-« cia, racconta il signor Nessi i J si apre« profondo speco, e di lä sgorga per largo« meato un rivo della piü limpida aqua,« che forma dapprima un grazioso bacino,« cui danno accesso alcuni incavi, che« l’arte sembra nel sasso aver fatti; indi« balzando sul sottoposto scoglio di fitto« muschio coperto, tutta a schiume bian-« cheggia; poi va col vicino fiumicello a« congiungersi. Quest’aqua nel crudo ver-« no mantiensi a mite temperatura, fre-« schissima neli’estate. L’ antica diffusa« opinione che essa possieda virtü alte a« risanar gli egri corpi, e come un di la« diva Igea invocavasi, qua traggono piü« malati, che fiduciosi di miglior salute, a« larghi sorsi la bevono, ed altri, non« sofferenti del cammino al disagio, man-« dan vasi a raccoglierla. Da qui l’appel-« lativo degli ammalati. — Al vedere lo