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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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nnetri 2 U 3 fanno vedere essere state se-pO)lte le rovine antiche dalla ghiaia che leomde del lago gettaronvi sopra. Onde pri-vaire per sempre i Torriani di questo lorofoirte punto di appoggio, il Salimbeni pu-bliicö un bando,col quäle proibiva di ri-falbricar Lecco . Un bando uguale era statofulminato contro Castel-Seprioj per que-sf’ultimo fu osservato fedelmente, e leciircostanze vi contribuirono (V, Castel-Sieprio ) j ma Lecco era in sito troppovmntaggioso al commercio per non essere,anche in breve, ripopolato.

Fra mezzo a tanto sterminio , era so-pravanzata la rdcca (il villaggio di Castello),e nelle vicinanze di questo non andö guaria sorgere un nuovo borgo, che ritenne ilnioine dell’ antico : e convien credere chefoisse giä risorto nel 4310, imperoeche inum traltato tra Matteo \isconte e l’arci-viescovo Cassone Torriani, fu da quelloriconosciuta negli arcivescovi la padro-manza di Lecco . Un po’ piü tardi caddesotto il dominio de’ Visconti, ed Azzo nel4335 fece erigere il bei ponte sull’Adda,che muni alla testa di due torri.

Piü tardi fu assediato per 40 giorni daiVeneziani sotto il comando di MicheleAttendolo. Poi il famoso generale GianGriacomo Medici vi fu sotto anch’esso permolto tempo, e l’ebbe eziandio col titolodi conte, nel 4528, da Antonio de Leyva governatore di Milano a nome di Carlo V.Qualtro anni dopo fu costretto a ristituirloal duca Francesco II Sforza , ricevendoneiti compenso il marchesato di Melegnano .Cosi Lecco rimase immediatamente sog-getto ai duchi di Milano . Nel 4635 pocomanch non diventasse preda dei Francesiche, discesi dalla Valtellina, attraversandola Valsasina, sotto la condotta del duca diRoano, minacciavano di assalire la capi-tale della Lombardia ; ma arrivati pressoLecco , c trovando ivi Paolo Sormanniconte di Missaglia, con gran levata di gen-te, e d’ altronde il generale francese nonvolendo fare che una diversione, contentodi avere ottenuto il suo scopo, tornö in-dietro. Finahnente nel 4647, Lecco col suoterritorio e col titolo di contado, fu datoin feudo a Marcellino Airoldi. Demoliteposcia le fortificazioni, 1’ imperatore Giu-seppe II ritirö il presidio da Lecco , e ilforte propriamente detto fu venduto a casaSerponti.

E memorabile il fatto d’armi avvenuto alponte di Lecco tra Francesi e Russi al 26aprile 4799: la zulfa fu breve, ma due archifurono balzati in aria dai Francesi onde

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arrestare la rnarcia dei loro nemici. Nelseguito furono restaurati.

In Lecco abitano varie famiglie signo-rili, e un gran numero di commercianti diogni genere. Nell’ autunno specialmentemolti signori di Milano vanno a passarvila stagione nelle loro villeggiature sparsene’ contorni, Ivi risiedono il commissariodistrettuale, ed una pretura di II. classeche estende la sua giurisdizione sui distrettidi Lecco e di Oggiono e parte di quellod’Introbbio; evvi pure un uflicio di ipo-teche, filiale di quello di Como ed un sotto-ispettorato de’ boschi. Olt re le pubüchescuole elementari, nel vicino Castello vi euna scuola privata d’ istruzione elementaree commerciale diretta dal signor Luigi Ga-baglio, poc’ anzi esistente in Como , e suc-ceduta a quella del signor Pelizzari. Nellacasa dell’ ingegnere Giuseppe Bovara evviuna piccola coilezione di oggetti di pittura,di antiquaria e di mineralogia, ma sonoprincipahnente notabili i lavori in soverodel fategname Anghilari rappresentanti di-verse antichitä romane. Evvi pure un tea-tro per divertirsi, e per soccorso de’poveriuno spedale di 30 lelti, fondato nel 4843:i comunlsti vi sono accolti gratis , e li al-tri mediante pagamento. Vi e anche unacausa pia de’ poveri, ed un assegnamentodi doti a povere zitelle.

La parocchiale di Lecco e piccola, e malcorrispondente all’agiatezza del paese, edalla sua popolazione: aveva altre volte unacollegiata di canonici, che dopo la distru-zione del borgo , si trasferi a Castello , eche da san Carlo Borromeo fu di bei nuovotrasportata a Lecco ; onde i borghigianimemori di taut’ onore, quando il Santo fucanonizzato regalarono al suo sepolcro uncandeliere d’argento. Ora la collegiata nonesiste piü, e cosi anco un convento dicappuccini soppresso negli Ultimi tempi. Ilparoco e plebano e vicario foraneo, e di-pendono da lui dodiei parocchie filiaii chesono quelle di Aquate, Ballabio, Brumano,Castello,Germagnedo, S,Giovanni,Laorca,Maggianico, Malgrate, Morterone, Olalee Rancio.

Sotto il regno d’ Italia Lecco era unavice-prefettura, da cui dipendevano 129comuni e 84,583 abitanti, Al presente ilsuo distretto conta 24 comuni compresoil capoluogo , e sono Abbadia, Aquate,Ballabio inferiore, Ballabio superiore, Bel-ledo, Castello,Chiuso,Germanedo,Laorca,Lierna, Linzanico, Mandello, Morterone,Olate, Olcio, Rancio, Roncio, S. Giovanni,Somana, Vassena,