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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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stavano una molto debole ubbidienza aiJ'e, e si pno dire che fossero poco inenche indipendenti. Sotto i Carolingi ai du-cbi furono sostitaiti i conti ; vi furonoanche varie mutazioni nelle leggi, e dopoIa morte di Carlo Magno, 1’ Italia sottoi deboli suoi successori fu presso che ab-bandonata al Capriccio e all’ arbitrio de’conti, al tempo de’ qaali cominciö ad in-trodursi il sistema feudale giä da CarloMagno stabilito nelle sue conquiste inGermania .

Ma quantunque non vi fosse un verore d’ Italia residente nel paese, il titolocontinuö ad essere portato dagli impera-tori tedeschi , e fu anzi considerato comeun preliminare necessario per ottenere lacorona imperiale. La corona de’ re d’ Ita-lia si riceveva in Milano , per inano degliarcivescovi, donde venne la potenza diquesti prelati,

Dopo Carlo il Grosso ultimo de’ Caro-lingi morto nell’ 888, il regno d’ Italia ela corona imperiale fu disputata da variprincipi, italiani ed oltremontani, e vi fu-rono persino quattro imperatori e re d’ I-talia tutti in una volta.

Nel 904 Ottone il grande giä re di Ger-mania fu fatto re d’Italia , e l’anno se-guente anche imperatore; egli e i duesuoi successori regnarono mezzo secolo,e volendo ubbattere la troppa potenza deigrandi signori, rialzarono la libertä deicomuni conculcata sotto il regime feudalede’principi antecedenti. Quando Ottone III nel 1002 mori, la vita republicana, an-corche non manifesta, fervea in quasitutti i comuni d’Italia , e molti giä ven’ erano che regolavansi da se con leggie magistrati propri.

Nel 1018 Eriberto d’ Intimiano, diaconodi Cantü , poi canonico ordinario di Mi-lano , fu eletto arcivescovo di questa, e dalui incomincia 1’ epoca dell’ emancipazionemunicipale e della guerra dei popolo con-tro i nobili che da Milano si diffuse pertutta la Lombardia , ne andö guari che lecitlä Lombarde formarono altretante re-publiche, di cui Milano fu il centro deimovimento. Questo sistema fu consolidalodurante le guerre tra i papi e gl’impera-tori a cagione delle investiture. FedericoI Barbarossa eletto imperatore nel 4133concepi il disegrio di rialzare la dignitäimperiale e di aggiogare 1’ orgoglio dellerepubliche lombarde; ma dopo una guerradi 24 auni quella lunga contenzione fuappianata nella dieta di Costanza nel 4183,

Allora queste cittä erano governate da

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un gran consiglio, o assemblea sovranalegislaliva a cui intervenivano tutti i cit-tadini senza distinzione, e dove d’ ordi-nario prevalevano i popolani; da un con-siglio minore o corpo esecutivo, ove inobili avevano spesso la maggioranza; eda uno o piü consoli o da un podestä cherappresentava 1’ unitä dei potere. La for-ma generale era questa, in particolare vierano poi varie modificazioni. Una im-mensa industria si era sviluppata quasihnprovvisamente e contribui alla pro-speritä generale, e niuna altra storia of-fre 1’ esempio di uno slancio cosi prodi-gioso di tutte le facoltä di pensare e diagire, quäle fu quello degli Italiani ne’secoli medii. Fu in que’secoli che lo spi-rito patriotico degli Italiani inalzö quellemoli gigantesche che chiamansi cattedrali,e que’ sontuosi palazzi publici ammiratiancora dai posteri.

Al tempo di Federico II eletto impe-ratore nel 1220 incomineiarono le fuzioniguelfa e ghibellina, tormento d’ Italia perpiü di tre secoli. Ed allora i Lombardi non avendo piü occasione di esercitarela loro operositä guerriera contro li esteri,si applicarono a straziarsi fra di loro.Ogni cittä iombarda ebbe i suoi tirannie la libertä di tutte soggiaque alla potenzaprima de’Torriani, poi de’Visconti, cheprima dominarono col titolo municipaledi podestä, poi di signori, finehe sottoGiovan Galeazzo Visconti nel 4310 la Lom-bardia fu eretta in ducato, il quäle finisotto Francesco II Sforza nel 4533,

Dopo di allora questa provincia fu lun-gamente soggetta alla Spagna , poi allaFrancia, all’Austria e dopo varie guerrerimase a quest’ ultima, II governo spa-gnolo ne feee un corpo di marliri; impe-rocche il feudalismo , 1’ inquisizione, an’annninistrazione ignorante e dilapidatrice,pregiudizi di casta e di religione, odioalle arti, all’ industria , al commercio ,alle lettere, le frequenti pcstilenze, le fa-mi, le calamitd naturali, ogni flagello in-somma concorse a desolare e ad impove-rire una delle provincie piü rieche del-1’Europa , e 1’ enorme improvvidenza diquel governo e talmente passata in odio chedura ancora nella tradizione popolare ilmotto imprecativo Maledeila la Spagna .

Tempi migliori preparö alla Lombardia la dominazione austriaca, massime sottoi regni pacifici e riformatori di MariaTeresa e di Giuseppe II , sotto i quaii idue ducati di Milano e di Mantova eranoquasi republiche sotto Ia dipendenza di unmonarca,