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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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MIL

Due passi fuori (li porta Orientale evviI’ampio Lazzaretto che il romanzo de’ Pro-me&si Sposi ha reso celebre in tutta l’Eu-ropa, Esso e un magnifico e vasto edificio,di forma quasi quadrata, cioe lungo 396metri e largo 387, e quindi ha quasi unmiglio di circonferenza. Ebbe principionel 1489 con particolare peculio del ducadi Bari Lodovico Sforza , sopranominatoil Moro, e reggente del ducato di Milano ,a cui contrihui pure il fratello cardinaleAscanio, e ciö per ia piü cornoda cura, eper la separazione delle persone infeltedal morbo contagioso, che sovente domi-nava in Lombardia , Quell’edificio, alloranon compiuto, fu ridotto allo stato pre-sente neU’aiino 4307 da Lodovico XII redi Fraucia , in quell’ epoca signore di| Milano , Consiste esso in un portico ar-| cuato, sostenuto da colonne di granito ,

; il quäle da accesso a 296 carnere, tutte avölto, destinate al separato ricovero degliappestati: ogni cella corrisponde ad un arcodel portico. Narra il Tadini, che vi si tro-varono congregati fino a 46,240 appestati;che molti ne ammazzava 1’ assidua vampadel sole,ed in un giorno la pioggia ne uccisepiü <li duemila. Nel centro deli’ ampia areaergesi un ottagono tempietto sostenuto duscdici colonne in vece dei nniro circolare,ed e un disegno del celebre Pellegrini diBologna . QueH’ampio recinto divenne fa-! moso nel 4797 per la riunione nel gior-? no 44 luglio di centosessantamila persone,

I trentamila delle quali armate, per la fe-derazione de’popoli Cisalpini. Quell’unionedi tanta gente presieduta era , pel civiledal Direttorio della nuova republiea ; pelmilitare dal generale Bonaparte ; e pelceto ecclesiastico dall’arcivescovo priinutedella Lombardia , il quak» col suo ponlifi-cale corteggio associossi nel benedire quellaaugusta unione. Da quell’ epoca naeque1’ esercito italiano, che in pochi anni fu sinumeroso, ed acquistossi tanta gloria.

Fra i luoghi di publico passeggio oitrei corsi, i bastioni, la piazza castello edaltri giä ricordati, sono da rammentarsi i>giardini publici lungo il corso di PortaOrientale, ed attigui al suo bastione. Essiformano un vasto ricinto, con cancelli dij:ferro all’intorno, e boschetti, viali, siepi,Sjtappeti verdi, Fu disegnato dal Pienna-rini. Kella estate vi e grau concorso dieleganti, ivi chiamati da ottimi concertidi musicü. Vicino al giardino publico evviil delizioso boschetto di tigli, detto laiStrada Marina.

Fra i luoghi di convegno, speciahnenteDu. Cut. Vul. 1.

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per la sera e ne’ tempi piovosi, e da ri-cordarsi il C’operto de’ Figini sulla piazzadel Duorno. Fu eretto da Pietro Figiniin occasione delle nozze di Giovan Ga-leazzo Visconti con Isabella figlia di Gio-vanni re di Francia. E un lungo porticoabbellito da botteghe di chincaglieri egiojellieri, Ma ha perso molto del suo lu-stro dopo che fu aperta la Galleria DeCristoforis, detta altrimente il Bazar. Essadeve il suo nome al proprietario che neaffidö il disegno e la costruzione all’archi-telto Pizzala,

E lunga.metri 440, 67

larga.» 4. 46

La luce viene dall’ alto, e un soffitto digrossi cristalli la premunisce contro leintemperie. Sta fiancheggiata da 70 ele-ganti botteghe e nel fondo vi e un ele-gantissimo caffe,

Una cittä riinodernata tante volte, con-serva quasi piü nissun monumento dellasua antichitä, e diflicilmente si potrebberotrovare le traccie del suo circuito nelmedio-evo. De’ tempi romani, le colonnedi San Lorenzo sono forse 1’ unico resi-duo. Alcuni vi aggiungono anche li archisul ponte di Porta Nuova , per un’ iscri-zione romana che vi e, dove si ricordanoun Q, Novellio ed un C, Novellio, ondecredesi che qui fosse la porta Novelliadetto poi Nuova. Ma quei ruderi appar-tengono piuttosto ad altro edifizio, e sol-tanto furono adoperati come materiali dafubrica quando fu costrutta quella porta.

Una statua la cui etä e molto contro-versa e il celebre Uomo di Pietra sulcorso Francesco. Chi lo dice rappresentarCicerone , appoggiandosi a un detto diquest’oratore, scritto nel piedestallo, chialtri; e v’ ha chi lo crede eziandio Ala-manno o Adelmanno Menclozzi arcive-scovo di Milano nel 948-53, E certo chequivi eravi una chiesa detta San Gior-gio alla Nocetta, da una pianta di noceche vi stava dinanzi; che Adelmanno nel940, essendo ancora Cimeliarca dei duomo,la fece rifabricnre, ed aggiungendovi rie-che dotazioni a favore del clero, di po-vere zitelle e di altre opere pie, ne co-stitui un patronato di fainiglia, onde ancola chiesa fu poi sopranominata di SanGiorgio Alamanno. Il Calchi aggiugne al-tresi che in memoria delle sue beneficenze,la sua statua fu collocata nella chiesa ,che in un certo giorno dell’ anno si so-leva pararla di bianco e nero, e che nellostesso giorno i Menclozzi distribuivanoviveri ai poveri del loro vicinato, Cosi69