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«loveva essere ancora nel secolo XVI qunn-<lo serivevn il Cnlchi; nia la chiesa findal XII secolo chiamavasi San Giorgio alPozzo Bianco, da un publico pozzo diirmrino che ivi ern. A tempi del Lattnada(metä del secolo passato), esisteva ancorala chiesa, di cui ora non rimane piü ve-sti"io; ma la statua era giä di fuori in-castrata nel maro, ed ei sembra ignorarequando qnesta traslazione sia stata fatta.L’ abito della roedesima sembra romano ;rna i tratti delia fisionomia, corrosi daltempo, non porgono alcuno indizio. None perö inverosimile che in que’ seeoü rozzi,siasi acconciata, o sconciata alla meglioche si sapeva, qualche statua roinana ondefarle rappresentare l’arcivescovo Adelinan-no; e che quaicuno de’tardi suoi succes-sori, verosimilmente San Carlo, 1’abbiafatta trasportare fuor della chiesa , ondetogliere una specie di culto superstiziosoche prestavasi alla medesima, Questa sta-lua poggiava a terra, suH’ingresso di unaporta, quasi a custodia della casa, ed eraper Milano quello che Pasquino e perRoma . Ma non a gunri nei ristauri fatti aquella casa, la statua fu portata fino pressoal primo piano e questo inalzamento !efece perdere la riputazione. Ora non siparla piü dell’ Uomo di Pietra, ne eglipiü si mischia de’ fatti d’altri,
Uno storico monumento notabile, e unrozzo basso-rilievo rappresentante i Mila-nesi che, condotti da frate Jacopo, rientranonella distrutta loro ciltä da cui eranostati scacciati dal Barbarossa. Sta sulfianco di una casa sul ponte di Porta Iio-mana dal lato del naviglio.
Leoghi ci Bekeficenza.
Numerosi e per lo piü splendidarnentedotati sono güistitufi di beneficenza, tra iquaü primeggia l’Ospitale Maggiorefondatone! 1456 dal duca Francesco Sforza e dalladuchessa Maria Bianco Visconti, ehe dona-rono un proprio palazzo, e vi aggregaronoi fondi di piü altri stabilimenti di questogenere. Fu poi accresciuto da successivebeneficenze e tra li altri Gian Pietro Cnr-cano nel 1621, il dottore Giuseppe Macchinel 4797 e il marchese Secco Comneno nel 1841 gli iegarono alcuni milioni. Nar-rasi che il Macchi, nolaio di molto gridoal suo tempo, conducesse una vita ecces-sivamente parsimoniosa onde accumulareil ragguardevole patrimonio di circa tremilioni per farne dono all’ ospitalc. Quäle
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fosse il meschino suo vivere, ce lo descrive,senza nominarlo, il Zanoja inunode’suoisatirici sermoni, Ma almeno questa voltal’nvarizia ebbe uno scopo benefico, e gio-va desiderare che a tutti li avari vengala voglin d’ imitarlo. Questo graudiosostabilimento e di stile gotieo con unafacciata adorna di pregevoli bassirilievi;lin un vasto cortile quadrato circondatoda portici al piano lerreno, da loggieal piano superiore, Vi sono poi altri !otto cortili minori. Le sale dell’ inl'er- :ineria sono spaziose e ben ventilnte; fragrnndi e piccole se ne contano 383 dicui 222 al piano inferiore e 171 al sn-periore. 15 capace fin di 2000 letti: e ri-covera giornalmente piü di 1500 infermidi qualunque malattia, senza distinzionedi patria o di religione. 11 trattamento egratuito: vi sono perö alcune sale riser-vate per quelli che vogliono soggettarsi apagare una determinata pensione. che delresto e assai modica. Soccorre di baliaticoi gemelli nati da genitori poveri, ed ilattanti miserabili ed orfani della madrej |si medicano feriti, e si prestano altri soc- 1corsi di questo genere. La spesa annun,dato medio, e di 670,000 lire austriache.Le sue ricchezze si fanno ascendere alcapltale di oltre 40 milioni, con una ren- 1dita anmia lorda di L. 1,680,0Q0 austria-che. Paga di estimo circa L. 283,000.1 suoilittahili sono 375, i coloni 11,000. Contutto qtieslo, nmministrazioni trascurate,vicende di guerra cd altri disastri lo hanno;gravato di debiti, a cui si pensa a ripa-rarc con una amministrazione piü vigile,je potranno eziandio contribuirvi ie sueces-sivebeneficenze.intanto a sollevarloalqunn-to sono di recente concorse le pie eure del-le Suore della Caritä ehe gratuitamenlesi prestano al servizio delle donne inferme.,Fui'ono uniti all’Ospital Maggiore il PioIstituto di Santa Corona, e 1’ ospitale diSanta Caterina. Il primo fu fondato conpoblicbe Offerte da! domenicano Stefano!Seregni, nel 1497, e condotto a perfe-zione due anni dopo da frä Gregorio Spa-nizotta dello stesso ordine. Fu denoininatoSanta Corona ad onore della Corona diGesü Cristo . Esso provvede i poveri dellacitta di gratuita cura medica e chirurgicae di graluiti medicinali: a questi Ultimipnrtecipano suche li ainmalati de’CorpiSanti, L’ annua rendita lorda aminontaad austriache L. 280,500, e la spesa, datomedio, e di lir, 97,500. i
L'Ospitale di Santa Caterina accoglie iTrovatelli e le puerpere o povere o se-