Band 
[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
Seite
563
JPEG-Download
 

MIL

CE?üNI ST0R1CI.

Seguendo una tradizione riferita da TitoLivio, Milano o Mediolanum fu fondatadai Celti o Galli-Aulerci, venuti in Ita -lia con Belloveso, circa 600 anni avantil’era volgare e 450 anni dopo la fonda-zione di Roma ; ma il territorio era giästato preventivamente occupato dagü In-subri, altri Celti, i quali sembra fosserouna tribü o diramazione degii Edui. L’eti-mologia di Mediolanum e stnta spiegataassai _ variamente, e per lo piü a Capric-cio. E perö indubitalo che il vocabolo eceltico , ed e assai frequente nella geogra-} fia di quella nazione. Nelle Gallie eranviI per lo meno quattro cittä o borgate cliiu-| mate Mediolanum, ed una di queste eraprecisamente nel paese degii Aulerci, Me-diolanum jiulercorum, oggiEvreux. Leun in celtico signiiica palude, e conviene collaqualitä del terreno su cui giace ora Mi-lano , e che anticamente doveva essere ouna palude o un piano paludoso. Quandopoi surse la vanitä di einulare 1’ originedi Roma e di rintracciare derivazioni tro-jane, o similitudini delle medesime,— comeEnea al primo sbarcare nel Lazio ebbeper buono augurio l’incontro di una troja,cosi pure s’imaginö che Milano traesse ilr Home da una troja lanuta, detta in celticoI Mediolanum.

Cheche ne sia di eiö, 3Iilano non poteessere una cittä fondata di getto, ma unvillaggio piantato verosimilmente versoPorta Comasina o Piazza Castello, cheforma quasi una collinetta otto o diecimetri piü alta che non e il piano dellaparte orientale e meridionale della citiä,Al pie di questo rialto estendevasi un ter-reno basso e paludoso, attraversato da unfmmicello, forse allora piü grosso che alpresente non e , e che i Celti, con unnome giä usitato fra loro, chiamaronoOloxa ( Y. 1’ articolo ).

La prima notizia positiva di Milano , edell’anno 224 avanti l’era volgare, quandofu conquistata dai Romani, sotto i con-soli Cajo Cornelio Scipione e Marco Mar-cello. Ma a quest’ora, ell’era per testimo-nianza di Polibio , la capitale degl’Insubrie come il loro granaio; ma non sappiamoquäl area occupasse la cittä: e solamentechiaro che doveva essere o murata e for-tificata, o cinta almeno da una ( palizzatacon terrapieni, narrando lo storico che iRomani la espugnarono. Il Yerri pensa cheMurcello facesse costruire la torre detta

MIL m

poi F Arco Romano, tanto celebre appo inostri storici, e la di cui smisurata molefu impicciolita di molto dal giudiziosoGiulini, che la colloca in Borgo di PortaRomana, ov’e il teatro Carcano, e il sop-presso monastero di San Lazaro. Qnestatorre, ampia, quadrata, molto aIta,costruttadi pietre , piantata sopra quattro solidis-simi pilastri e sostenuta da quattro archi,sembra che in origine fosse una fortezzaper custodire il paese.

Come altre cittä dellTnsubrin, cosi ancoMilano fu aggregata alla ciltadinanza ro-mana da Giulio Cesare e fece parte dellatribü Oufentina. Al presente essendo lacittä nostru assai celebre in fatto di ga-stronomia, cosi non dispiacerä agli ama-tori di questa stomatica scienza il sapereche trovandosi il detto Giulio Cesare acenare presso un agialo milanese, furonoportati in tavola li asparagi non conditicon delicatissiino olio come si usava daiRomani , ma con unguenlo , o come iol’interpreto, con btirro distillato; lo chefece ridere i Romani, a un di presso comeridiamo noi, quando passando per la Ger-mania ci si presenta l'insalata condita conliquefatto lardo. Ma resta intanto che lamoda , la quäle e cosi voluhile, ancbe inciö che concerne 1' appetito, in punto agliasparagi ha cangiato in niente; e li man-giamo oggi ancora, tal quali ii mangiavanoi nostri buoni arcavoli 2000 anni fa.

Sotto i Romani Milano divenne cittäcospicua; e molto piü dopo che l’impera-tore Massimiliano Erculeo, verso la finedel III seeolo, vi stabili la sua residenza.Un seeolo piü t&rdi, cioe al tempo delpoeta Ausonio , aveva un doppio giro dimura, un circo, un ampio teatro, unazecca, le terme, un palazzo reale a mododi castello, belle case, molta agiatezza eincorrotti costumi: con tutto questo lacittä aveva poco piü di due miglia di

s ir0 - ., .

Nella divisione dell impero, attribuita aCostantino, e che conviene forse meglioa Diocleziano, l’Italia essendo stata divisain due vicariati, quello di Roma e quellod’Italia, come Roma fu la capitale delprimo, cosi Milano lo fu del seeondo, efurono soggettate a quest’ampia provinciala Liguria , l’Emilia, la Elaminia, il Picenoannonario, la Yenezia, f lstria, le AlpiCozie e le due Rezie; e qiri giova avver-tire che sotto il nome di Liguria da que-sto tempo sino a Carlo Magno , s’ intesenon il Genovese, come al presente, maquasi tutta V attuale Lombardia (perche