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vili che tribolarono l’Italia dalla deposi-zione di Carlo il Grosso fino alla venutadel primo Ottone . Anselmo II succedutoad Ansperto coronö Berengario re d’Italiain Verona , nell’ 888. E la prima voltache si parla di una incoronazione dei red’ Italia , la quäle , a quel che sembra ,apparteneva di diritto agli areivescovi diMilano ; rna non e ben chiaro se l’istitu-zione eoininciasse soltanto allora. Giä l’ar-civescovo Lamberto (921-3-1) era tale dafarsi accarezzare o temere dui re d’Italia ,e sotto Oi'derico nel 943 si tenne in Mi-lano la dieta de’ Signori Longobardi incui Lotario fu eletto re d’Italia : era laprima di questo genere dopo quella incui (nel 390) fu eletto Agilulfo marito diTeodolinda . Nel 961 successe la primasolenne incoronazione di un re d’Italia che si facesse in Milano ; la quäl ceremo-nia fu eseguita dall’arcivescovo Valpertonella persona di Ottone I che l’anno se-guente fu in Roma coronato imperatore.II Verri riferendo un passo di LandolfoSeniore osscrva giudiziosamente che aquest’ epoca non si parlava ancora neGel la corona ferrea, diventata poi tantocelehre, nfc di San Barnaba cume fon-datore della ehiesa milanese. II Sassi credeche Ugö di Provenza fosse coronato red’Italia in Milano dall’ arcivescovo Lam-perto nel 926, ma non ne adduce alcunaprova.
Nel 10011’arcivescovo Arnolfo II fu dal-1’ imperatore Ottone III mandato a Co-stantinopoli agli imperatori Costantino eBasilio per chiedere la principessa Elena inisposa. Vuolsi che in questa occasione eglisi avesse in dono, dagli augusti bizantini ,il serpente di bronzo che si vede nellaehiesa di Sant’ Ambrogio , e che gli fufatto credere esser quello che Mose inalzönel deserto. Sbarcava a Bari colla fidan-zata nel 1002; ma in quel frattempo losposo era morto.
A quest’ora li areivescovi erano diven-tati tali, che senza di loro non si potevaoramai eleggere nissun re d’ Italia , e illoro favore o disfavore in questa bisognaera decisivo, come lo esperimentö il reArduino nella sua lotta contro Enrico redi Germania eletto dopo la rnorte delterzo Ottone .
Ma la loro potenza e con esso il pri-mato di Milano sulle cittä della Lombar-dia si manifeste sotto il famoso Aribertodi Antimiano (1018-1045), A dispetto deglialtri signori, ei riconobbe e fece ricono-scere Corrado il Salico da cui si ebbe in
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ricompensa, oltre il dirittodeU’ordinazionecome metropolitano , quello anco di darel’investitura al vescovo di Lodi , cosa cheapparteneva al jus regio; ed egli per ag-giunta si attribui anco il diritto dell’ ele-zione che era del popolo Da cid ne rennela prima guerra fra Milanesi e Lodigiani( V. Lodi ). Ariberto fece o lasciö che sifacessero abbrueiare vari eretici o pretesitali, primo di siffatti esempi in Italia ,che poi per disgrazia diventarono tantofrequenti, Piü soldato che vescovo , diedenuovi ordini alla milizia colla invenzionedel carroccio], palladio militare, punto diunione per 1’ esercito, segnale alle mosse,da difendersi colla vita, ed ultima igno-minia il perderlo. Questa invenzione di-venne famosa, fu adottata da tutti i Lom-bardi', e si mantenne fino all’ arcivescovoOttone Visconti che vi soslitui le ban-diere. Ariberto, riceo, valoroso, con par-tigiani moltissimi, aveva giä dato assaiprove del suo genio militare ed intrapren-dente, e della sua ambizione al signoreg-giare, Caduto perö in sospetto all impera-tore Corrado, ei lo arrestö e lo condussea Piacenza . Ma avendo ubbriacato i suoicustodi, fuggi, tornö a Milano , ove 1’ im-peratore 1’ assediö inutilmente e fu anzicostretto a ripassare le Alpi .
Lo spirito guerriero aveva destato1’ amore dell’ uguaglianza. Giä i Valvassorio nobili di secondo ordine malcontenti del-1’ oppressione in cui li tenevano i capitanio nobili di prim’ordine, si erano solle-v u ti ed unitisi co’ Lodigiani, ebbe luogola battaglia di Campovialo (V. l’art. Lodi ,e Motta Visconti ). L’ amor sedizioso sisparse nei popolani, anco piü oppresside’ Valvassori, che fatta causa comune conquesti, nel 4042 cacciarono 1’ arcivescovocoi nobili. Da qui ebbe principio la lungalotta fra le due classi , durata alcuni se-coli, con pregiudizio di entrambe che lini-rono a tirarsi il giogo de’ Visconti. Dueanni dopo, 1’ arcivescovo pote ritornare inpatria e mori al principio del 4045, I no-bili e il popolo non potendo accordarsinella scelta del successore, essa fu rimessanell’ imperatore Enrico II , che, con som-mo rancore de’nobili, eiesse Guido, unplebeo.
Sotto questo arcivescovo, nel 4056 co-mineiarono le sanguiiiose discordie a ca-gione de’ preti ammogliati, Quantunquela ehiesa sia sempre stata avversa al ma-triinonio od al concubinato legale degliecclesiastici, pure quest’ uso si era intro-dotto in quasi tutta l’Europa , e segnata-