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di cinque in cinque nnni ancora; oltrechenel 4294 fu nominato vicario imperiale inLombardia , e fu abbastanza scaltro perfar approvare questo titolo dal consigliodel eomune, A poco a poco estese il suodominio sopra Novara, Vercelli , il Mon-ferrato , Alessandria , Como e Bergamo .Ma l’imprudente condotta di Galeazzo suoiiglio e una guerra dal medesimo mal go-vernata, fu cagione che Matteo nel 4302venisse balzato dalla signoria per una co-spirazione fra Ii Scotti di Parma e iconti di Langosco. Matteo si ritirö a No-garola sul Veronese ove visse da privato.I Torriani rientrarono in Milano , do-minarono eziandio con assai moderazione:ma non erano fortunati! Nel 4340 Matteofu rimesso in patria dall’ imperatore En-rico YII di Lucemborgo, il quäle a’ 6gennaio 4344 fu incoronato re d’ Italia inMilano , e si adoperö con molti modi perriconciliare le due famiglie rivali, Ma unasollevazione contro i Tedeschi , di cuifurono artificiosamente imputati i Tor-riani, riusci loro /unesta, Matteo fu di-chiarato vicario imperiale, i Torriani fu-rono di nuovo espulsi ; e 1’ inqnieto Vi-sconti diventato il capo de’ Ghibellini siimpacciö in continue guerre co’ Guelfi lequali sostenne piü colla corruzione checolla personale capacitö militare. Nel 4322fu scomunicato solennemente dal cardi-nale Bertrando del Poggetto , mandato inItalia dal papa onde patrocinare la causade’ Guelfi; perloche Matteo, vedendosi inpericolo di un nuovo rovescio di fortuna,rassegnö il potere a suo figlio Galeazzo eritiratosi fra i canonici di Crescenzagomori a’ 24 giugno 4322.
III. Galeazzo figlio di Matteo naquea’ 24 gennaio 4277, lo stesso giorno dellavittoria di Desio . Prima ancora di succe-dere al padre aveva dato segni della suapoca capacitä nel governar popoli, essendoimprudente, scostumato e senza talentomilitare, quantunque anibizioso di governo.Meglio di lui valeva Marco suo fratello,il cui valor militare gli tornö utile varievolte, ma col quäle non andava di ac-cordo.
Pure Galeazzo era giä signore di Piacen-za quando fu chiamato alla signoria di Mi-lano ■, ma non volendo acconsentire allapace tra Guelfi e Ghibellini, verso la quälesospiravano i popoli, perdette in primaPiacenza, poi fu scacciato anche da Mi-lano per opera principalmente di LodrisioVisconti suo cugino, che lo fece richiamare34 giorni dopo, Ma i Guelfi (4323) asse-
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diarono Milano per 42 giorni, e il cleroper ordine di papa Giovanni XXII ab-bandonö la cittä. La peste, e un soecorsomandato da Lodovico il Bavaro, sventa-rono i progetti de’ Guelfi, e la battagliadi Vaprio ( 4324 ) gli disordinö intiera-mente , essendo restato prigione il lorogenerale Raimondo di Cardona, Con tuttociö Galeazzo volendo pacificarsi co’Guelfie colla chiesa, per maneggio di Lodrisiofu nel 4327 fatto arrestare dall’ impera-tore Lodovico il Bavaro e ehiudere nelleprigioni di Monza . Ne fu liberato pocodopo per le intercessioni di CastruccioCastracani signore di Lucca ; ma privodella signoria , andö in Toscana pressoCastruccio e mori a Pescia a’ 6 agosto4328.
IV. Azzo naque in Ferrara nel 4302,Fu figlio di Galeazzo e di Beatrice d’ Este,vedova di Nino Visconti di Pisa , giudicedi Gallara in Sardegna della quäle parlaDante nell’ vrn del Purgatorio . Da gio-vane si distinse militando sotto Castruc-cio Castracani ; involto nelle disgrazie delpadre fu egli pure chiuso nei cosi dettiForni di Monza che Galeazzo aveva fattocostruire pe’Guelfi, Intanto Milano si reg-geva in apparenza come republica, matiranneggiata nel fatto dall’ avarizia degliagenti imperiali, Liberati i Visconti, comeabbiam detto , per Ii uflizi di CastruccioCastracani, Azzo si riconciliö con Lodo-vico il Bavaro , riebbe la signoria di Mi-lano col titolo di vicario imperiale , edopo la partenza dell’ imperatore, si ado-perö con tutti i nervi onde riconciliar-si colla chiesa e far levare 1’ interdettoche durava fino dal 4321. Ad istanza dipapa Giovanni XXII nel 4330 lasciö iltitolo di vicario imperiale e prese quellodi signore oflertogli da’cittadini, coi qualistabil! vari accordi, e si convenne che lapace, la guerra, le imposte ed altri og-getti di publica amministrazione non sa-rebbero trattati dal principe senza 1’ as-senso de’ consigli popolari. Da! 4334 al36 aquistö di seguito Vercelli, Bergamo ,Pavia, Cremona , Como, Lodi , Crema ,Borgo San Donnino e Piacenza ; poi inuna lega contro Mastino della Scala , eb-besi Breseia nel 4337, Fattasi la pace dueanni dopo, e lo Scaligero avendo licen-ziate le sue truppe , Lodrisio Visconti,di cui abbiamo giä parlato , e che mal-contento si era allontanato da Milano ,assoldö que’ mercenari, per lo piü avven-turieri francesi, e Ii condusse in Lom-bardia per isgabellare il cugino, Ma egli