576 MIL
loro visioni, perirono pel fuoco, A questiinali aggiungivi guerre improvvide, ca-pricciose, per lo piü senza seopo, pas-saggio di eserciti indisciplinati e feroci,frequenzit di pestilenze e di fand, calamitädi natura ed ultri si fatti flagelli, e non siavrä che un debole schizzo di quel chesi fu il governo spagnolo nella Lombardia ,massime nel seeolo XVII; la quäle perciöfutalmente ridotta in fondo di ogni miseria,che il governo austriaco succedutogli dap-poi appena la pote ravvisare con cinquan-t’ anni di assidui sforzi. Con ciö non sivuol giä dire che il governo spagnolo fosse intrinsecamente malvagio, o che inal-vagi fossero i governatori, che anzi moltifurono affabili, cortesi ed anco illuminatiper quanto il permettevano i pregiudizidei tempi e della nazione, oltreche lasomma delle cose era quasi tutta in inanode' nazionali ; ma il vizio era nella formastessa della monarchia che mancava diunitä, ed era nelle istituzioni che man-cavano di concerto.
L’ imperatore Carlo V diventato ducadi Milano, ne affidö il governo ad Antoniode Leyva , soldato di Ventura, audace,fortunato, e perciö salito a grau potenza;giä signore feudatario di Pavia e di Monza ,e che giä da piü anni faceva pesare sulducato il suo rapace e soldatesco dominio.Egli mori in Provenza ai 15 settembredel seguente anno 1536 durante la spe-dizione di Carlo V in Francia .
Gli succedette Alfonso d’Avalos marchesedel Vasto, figlio di quel marchese di Pe-scara che si rese tanto infame pel tra-dimento fatto agli Italiani . Pel trattato diCrespy 18 settembre 1544,CarloV concedetteil ducato di Milano a Carlo duca d’Orleans che doveva sposare Maria flglia dell’ im-peratore ; ma quest’ accordo , che resti-,luendo al paese l’antica sua indipendenzalo liberava dalle guerre tra la Francia eSpagna duranti omai da un mezzo seco-lo , non ebbe elfetto per la morte delgiovane duca seguita agli 8 settembre delseguente anno, alcuni giorni prima chesi celebrassero le nozze. Il marchese delYasto, accusato di concussione , mori agliUltimi di marzo del 4556 inlanto che glisi faceva il processo,
Il suo successore Don Ferrante Gon-zaga, giä vicere di Sicilia , fece costruirele nuova mura nell’ambito che hanno alpresente. Furono terminale nel 4555. Pro-curö anche molti abbellimenti a Milano ,lo che se fu di ornamento alla cittä, fuanche un nuovo aggravio al publico, giä
MIL
oppresso da esorbitanti imposte; e fln d’al-lora corsero pericolo le colonne di SanLorenzo, idolo degli antiquari, ed ingom-bro ( ort’ibile dictu l ) a piü confacentimigliorie di quella contrada.
Coli’ investitura di Ratisbona 5 luglio4646, confermata colla bolla d’oro 42 di-cembre 4549, Carlo V diede il ducato diMilano a suo figlio Don Filippo, il quälevi fece una visita fugace nel dicembre4348,e non piü ricomparve : perche nel 4554succedette al padre in una porzione de’suoi Stati, poi in tutto il resto nel 4556,tranne la corona imperiale che Carlo Vrinunciö al fratello Ferdinando. Questomonarca, la c'ui vita fu tanto inquieta eburrascosa, si ritirö in un convento diGerolomini, ove per ammazzare la noja sidiede a fabricare orologi, e dopo 49 mesivi mori a’ 21 settembre 4558 di soli 58anni, Quattro anni prima (nel 4554) ancheil Gonzaga fu accusato di concussione ,chiainato in Ispagna , riconosciuto inno-cente , ma non ebbe piü il governo delMilanese, in cui gli succedettero di filaDon Giovanni di Figueroa, il duca d’Alba,il cardinale Cristoforo Madrucci principe evescovo di Trento, il marchese di Pescara e Gonzalvo Ferrante di Cordova duca diSessa che governarono ne piü ne mendiverso de’ loro antecessori, L’ ultimo sidistinse pe’ suoi sforzi onde dare all’ in-quisizione di Milano , quivi stabilita nel1559, la inedesima estensione di quella diSpagna : ma dovette desistere, stante l’op-posizione dei magistrati e del popolo.
Dopo il duca di Albuquerque mortonel 4574, venne Don Luigi di Requesensgran comendalore di Castiglia, indi il mar-chese di Ayamonte , i quali furono in per-petuo litigio col cardinale CarloBorromeo,per oggetti di giurisdizione eeclesiastica.Nel 4575 il gran concorso di geilte indi-gena e forestiera che trasse per 1’ Italia il giubileo, vi portö anco la peste chedesolö la penisola, e che si manifestö inMilano verso la fin di luglio 4576 : durödiciotto mesi 1 , colpi 47,000 persone, perben sei mesi intorno a 50 mila personefurono mantenute a spese publiche, e lacittä spese un milione di zecchini,
AU’Ayamonte morto nel 4584 successeDon Sancio di Guevara, che per compia-cere al cardinale Borromeo bandi i ciar-latani e i commedianti e proibi ogni di-vertimento di questo genere. Bel vivere 1A lui successero il duca di Terranuova ,poi Don Juan Fernando de Yelasquez con-testabile di Castiglia, i quali a quel chepare furono di genio meno austero.