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ma tradito e venduto dagli Svizzeri a iXo-vara , cadde in man de’ Francesi ai 40aprile 4500 e mori in Francia Otto annidopo. Milano fu non governato , ma ti-
I ranneggiato dai Francesi fino al 4542.
Y. Massimiliano iiglio di Lodovico e diBeatrice d’ Este , naque nel 4490. Ricon-dotto sul trono dagli sforzi generosi dipapa Giulio II e dal mercenario valoredegli Svizzeri fece il suo ingresso in Mi-lano a’29 dicembre 4512, Fu principe dapoco e non adatto a tempi calamitosi epieni di turbolenze. Regnö a discrezione1 degli Svizzeri, e del cardinale di Sion , tutti| egualmente di una insaziabile avarizia.Li Svizzeri s’impadronirono della Valtel-lina colla contea di Chiavennn, e di Bel-linzona, Locarno e Lugano che non la-sciarono piii. Sconfitti dai Francesi allabattaglia di 3Ielegnano(44 settembre 4545),3Iilano divenne proprietä di Francesco I ,e 3Iassimiliano mori prigioniero in Fran-cia nel 4530.
Cosi Slilano tornö in balia di un feroceed incomposto governo messovi dal redi Francia , nel quäle tutto era rapina edarbitrio; finche per la lega fra papaLeon X e Carlo V fu restituito il tronoa Francesco II ed ultimo degli Sforza.
VI. Fkancesco II fratellodiMassimiliano,naque nel 4492, entrö in Milano ai 4 aprile4522. Il suo regno non fu ne tranquillone libero. Nel 4524 fu scacciato nuova-mente dal re di Francia , ma tornö su-bito dopo la battaglia di Pavia . Quantosuo fratello fu tiranneggiato dagli Sviz-zeri , altretanto lo fu egli dai ministriimperiali, che anzi sotto pretesto di fel-lonia, Io spogliarono nel 4526; sulla finedel 4529 oltenne da Carlo V i suoi Statirovinati dalle guerre e che egli dovettedi bei nuovo esaurire per pagare le con-; tribuzioni ad un imperatore che coman-dava a due mondi ed era in perpetua in-digenza di denaro. 3Iori al 4.° novembre4535 e con lui terminö la signoria degli: Sforza durata 85 anni, con poca o nissunagloria; e tranne il fondatore della dina-stia tutti li altri furono di poco valore,non perö crudeli, tranne Galeazzo Maria ,j Ora incomincia quel governo spagnolo ,i durato 470 anni e che segna un periodof tanto infausto nella storia della Lombar-\ dia e si puö dire di lutta 1’ Italia . UnaS monarchia che possedeva i piü bei regnid’Europa e la metä piü ricca dell’America ,e che faceva scavare a suo profitto le do-viziose miniere del Peru e del Potosi , eraciö nondimtno la piü poyera e la piü
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male amministrata che immaginar si po-tesse. A talche senza guerre molto rui-nöse , senza grandi rivoluzioni interne ,ma per proprio ed incorreggibile difettoorganico, andö lentamente consumandosida se medesima e si ridusse a quella con-dizione miserabile di cui anco al presen-te esperimenta le funeste conseguenze,Tutti gl’ imperi nel corso prescritto lorodalla Provvidenza hanno un periodo digloria , in cui se i popoli non sono sem-pre felici, appariscono almeno grandi; edurante il quäle le scienze, le arti, le let-tere, la prosperitä publica e privata , eln potenza intellettuale degli ingegni sem-bra raggiungere il massimo grado del suosviluppo, 31a questo periodo e sconosciutonella storia della Spagna : ella imbarbaril’America, imbarbari l’Europa , fece 1’ in-felicita di due mondi, e ida per tuttoIasciö quelle traccie di devastazione che1’ islamismo Iasciö nell’ Oriente, Quanto a3Iilano, ad abbreviarne in poche parole lastoria, basti dire che la proviucia giä de-vastata nelle precedenti guerre, fu preci-pitata nell’ultima sua rovina, Governo mi-litare e dispotico, magistrati corrotti,leggi incerte o slravaganti , giustizia ar-bitraria, arbitrarie e sproporzionate leimposte, e tanto piü eccessive quanto piüdiminuivano le fonti della publica e pri-vata ricchezza; licenza nei nobili, idio-taggine nel popolo , la religione falsatadall’ipocrisia o corrotta dalle supertizioni,1’inquisizione che abbrutiva gl’ingegni, lecorporazioni monastiche moltiplicate fuormodo, intanto che deperivano le industriee lunguiva 1’ agricoltura; la piü crassaignoranza neH’amministrazione; 1’ immo-ralitä, la perfidia, la violenza fatte co-muni a tutte le-classi, che si rimbercia-van di rappresaglie ; quindi frequenza didelitti anco atroci, susseguita da frequenzadi atrocissimi supplizi che servivano inluogo di publici spettacoli e che in vecedi correggere il popolo lo rendevano viepiü insensato ed atroce: le torture, le ta-naglie, la squartazione, la ruota, il fuoco,erano le consuete sanzioni penali, appli«cate non di rado ad azioni credute alloramisfatti, e che oggi giorno hanno appenaun iiome nel catalogo delle diverse speciedi alienazioni inentali. Cosi la stregoneria,e la magia, superstizione antica quanto eil mondo , allora non fu piü un ideale,ma divenne un fatto storico e positivo: ecentinaia di pretesi stregoni, uomini edonne, per lo piü esseri deboli di menteed iugannati dalle stesse ipocondriache