Band 
[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
Seite
907
JPEG-Download
 

VAL

cuni paesi, che hanno la stessa analogia,come Oi'ibbio , Morgobbia, Robbiar.o ,Orobbio, ece. La verita perö di tale as-serzione e ancora incerta per la mau-cunza di documenti patrj. Aggiungono glistessi storici ehe gl’ lusuhrj occupasserograu parte della attuale Lombardia , equindila Val Sassina; e questo e piit ‘ "e,imperocche nelle antiehe geogralie e pre-valso il nome d’ Insubria alla Lombardia fino alla domiaazione de’Longobardi .

Agli Insubri succedeltero gli Etruschi,popolo islrulto, e oltremodo polilieo; ven-nero quindi i Celli e i Galli , ehe in mi-mero sterminato condoiti da Belloveso,diedero aH’insubria il nome di Gallia Ci-salpina. Questi popoli perö scomparvero,o si ritirarono ne’ ioro dominj qnandoRoma divenne potente, forte e guerriera.Ginlio Cesare, domata la Gallia , fortilicöalcuiie parti della Val Sassina per opporsiai Rezii che continuamente la travaglia-vano,

Morto costui da pugnale, Augusto presele redini dello Siato, e si fece proclamareimperatore; ma siccome nel riparto delleprovincie e liel ioro reggimento non tran-quillizzavansi i valligiani, in que’tempi li-beri e feroci non solo di carattere , maancora per la natura del suolo alpestre ediflieile a scorrervi eserciti, spedi nellaVal Sassina, ed anche in Val Tellina, i ni-poti di Druso e di Nerone , affinehe cor-reggessero della Ioro baldanza que’popoliindomiti.

Visse la Val Sassina in pace fino al 270di Cristo; ma i Yitorgi invadendo la ValTellina e la Val Sassina vinsero sui Ro-mani ; fu breve perö la Ioro vittoria, per-che gl’ imperatori inviando rinforzi nellevalli, superarono i nemici.

Memorie romane rincontransi ancoraqua e lä nei villaggi della Val Sassina,parte a testimonianza di servitu, parte atitolo di retta giustizia. Il Cristianesimocominciando a dilatarsi nell’ alta Italia ,prese forti radici nella Val Sassina, e, que’buoni valligiani mostrano ancora ad onoredella Ioro credenza templi e cappelle, nellequali veneransi le immagini de’loro mur-tiri compatriotti che la vita diedero perCristo .

Alla potenza romana snccedettero i Bar-bari, (476-500) e Vandali, Eruli, Turingi e Goti oecuparono l'Italia del Nord , e perla Ioro sfrenatezza di conquista, impone-vano gabelle, o saccheggiavano cittä eville per appagare i Ioro feroci ilesiderj.

Meno feroci degli Eruli, .dei Vandali,

VAL 907

dei Goti erano i Longobardi , i quali sce-sero in Italia nel 568 e vi teunero sedefino sl 739. L>opo avervi fatto vurie scor-rerie e portalisi anco a Benevento neiregno di Napoli , non che domata e vintala potenza dei Goti, si stabilirono nell’ln-subria, alla quäle poi conlinuandosi ladominazione, diedero il mme di Lom-bardia .

Pochi documenti ci rimangono di quantofecero i Longobardi nella Val Sassina, mada alcuni frammenti di storie e di mo-numeuti possiamo dedurre che i Valsas-sini sosteunero lunghi assedj e guerre,segnatamente daiie parti di Lecco e diBellano; ma collo scorrere degli anni,pacificatasi la Lombardia , e que’barbariapprolittando dell’ inciviliinento italiano che, soprattutto coll’ajuto del cristianesimofuceva progressi, alcuni de’re e regine lon-gobarde abbracciarono la religione cri-stiunu, accordando la pace ed il benes-sere ai popoli Ioro soggetti.

Rimarchevole & nella storia la vita dellaregina de’Longobardi, Teodolinda , la quäledatasi in singolar modo alla pietä, fon-dava monasleri, innalzava cappelle e chiesein tutti i luoghi dove passava o dimoravaper qualche tempo. Molti castelli dellaVal Sassina e chiese vantano tale origine,e noi ci asterremo dal descriverli parti-colarmente, imperocchö se ne e gia ba-stantemente parlato ai singoli articoli.

Passata la dominazione Longoburda, evenutiin Italia i Carlovingi, chiamati daiPontefici di Roma , la Val Sassina nonebbe grün parte in quelle rivoluzioni d’im-perj; vivea sotto leggi speciali, od era fre-nata da alcuni feudutarj, che vi si stabi-lirono.

Ili troppo poca importanza era questaVolle pei dominatori stranieri, e se si ec-cettuino alcune scorrerie, visse tranquilladalla guerra. I successori del magno Carlo,vennero a continue discordie, e a guerrecivili o straniere, le quali durarono finoa tanto che 1’ Impero cadde nelle mani diBerengario I, principe italiano (888-924).ülentre speravasi pace da questo principesuccedeva I’ invasione degli Ungari nelNord dell’ Italia e dei Saraeeni al mezzodi.Erano gli Ungari feroci e terribili, aldetto di qualche cronista contemporaneo,e molti credevano che fosse gi.unta la finedel mondo, per taute stragi e rovine concui segnavano i luoghi per ove passavano.

I Valsassini, come gli altri valligianicirconvicini, per quanto potei ono si oppo-sero al nemico. Allora comineiossi a co-