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»oscere 1’ utile delle fortificazioni delleeittä e dei borghi, ed iufiniti castelli ven-nero inualzati in diverse parti della ValSassina) duchi, conti e gentiluomini si im-padronirono di qualche fortezza, o neinnalzarono a pi'oprio conto, imponendoni lavoratori ed ai vassalli di coltivarela terra , riservandone i poveri e trava-gliati cultori solo lu terza parte pel pro-prio sostentamento. I feudatarj avevanoquasi potere assoluto sui Ioro vassalli.
Sussistano ancora nella valle molti ditali edificj ctipi, nusteri, ma solidi) in modoche dopo avere trionfuto de’nemici, resi-sterono per piü secoli alle ingiurie deltempo; fabbricati spesso in luoghi selvaggi,solle sommitä delle rupi, o in fondo adiflicili passaggi, hanno ancora oggigior-no , piü 1’ architettura e la forma dicarcei'p,Jclie di regia abitazione. Quantun-ipie i Longobardi fossero feroci, tuttaviai Valsassini amavano piü le loro leggi chel’anarchia in ctii il governo trovavasi neiX secolo, poiche le leggi longobarde eranoassai miti, e proleggevano i servi control’ingiustizia o il rigore de’ padroni, e re-gohnano le pene proporzionalamente aidelitli) madopo quesl’epoca, inancato ognifreno a’ feudatarj, essi reggevaao a pro-prio Capriccio i vassalli, ed angherie moltee crudeltä facevano loro sopportare,
Kella Val Sassina tennero soprattuttodominio i Conti) e gli storici pretendonoche i Torriani la prendessero in feudo dal-l’arcivescovo di Milano . 1 Torriani ebberoa patria il villaggio di Primaluna, il quäleper lo passato era capo Iuogo del la valle,ed aveva un castello ben fortificato. Ye-desi tuttora in questo villaggio un’ altatorre in rovina appartenente giä alla casade’ Torriani. V. Priüuluna, — II primoConte di questa volle fu Deila TorreTazio, che visse verso il 1010.
Pochi anni prima delle guerre di Mi-lano contro Como, regnando Corrado ilSalico , (1026) natu disputa era tra l’Imperoe la Chiesa, i popoli d'Italia tenevano oraper 1' nno ora per l’altro parlito, e ieeittä prendendo forma libera per la lon-tahanza degli imperatori, incominciaronole intestine discordie. I Milanesi in ispecieassediarono Como , e comechö i Comaschifossero dai valligiani soccorsi , e soprut-tutto da quelli di ValSassina, dovettequell.» eittä, dopo una decada di assedio,capitolare (1127).
Veut’anni, dopo Martino I Deila Torre,soprannoininnto il Gigante, fecesi assolutopadrone della Val Sussina, e gli venne
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conferito il titolo di Conte. A lui succe-dettero Jacopo, ePagano, delto Padre dellapatria, il quäle fu podestä di Milano dal1216 a! 1241. I Valsassini molto si di-stinsero nell’esercito de’ Torriani, e nellelotte che quesli sostennero sia col popo-lo che coi Visconti ; come pure nelleguerre tra Lecco e Milano , non ristetteromai di favorire con annati e con denaroi Lecchesi .
Nel tempo che quesle cose accadevano,i Visconti tolsero il dominio dei Torriania Milano , arsero le loro case, e i loroseguaci andarono dispers’», Allora la ValSassina dovette riconoscere nuovi dotni-nanti: Filargo Pietro, e Visconti Gio-vanni, arcivescovi di Milano , se ne feceroper alcun tempo protettori (1402-1412).Dopo furonvi Facino Ca ne, Rusca Lotte-rio e Arrigoni Simone, i quali loro pro-tettorati e signorie durarono per quasiun secolo, e Simone ne addivenne feuda-tario, perche dopo avere spenlo Lan-driano, ricevettene in ricompensa dal redi Francia , la signoria della Val Sassina.Anco i Veneziani dopo In metä del XV se-colo, nelle guerre contro Francesco Sforza ,tennero per alquanto di tempo possessoin Val Sassina. Cosi pure Lodovico XIIdi Francia, nelle guerre pel Ducato di Mi-lano cui pretendeva, resse la Val Sassina)ne troppo contenti rimasero que’valligianide’Francesi , imperocche oltremodo arro-ganti e scostumati erano quegli invasori.
L’avventurijjro Gian Giacomo de Me-dici, giä fatto signore del lago di Como e di Lecco , tenne per alcun tempo il do-minio della Val Sassina, (1524-1532) enelle guerre che sostenne contro i Gri-I gioni, i quali dopo d’essere entrati nella! Val Teliina, scorsero anche la Val Sas-sina, questa vi soiTri tutli i disagi chetali scorrerie inevitabilmente producononelle popolazioni; e non fu la valle li-bera da quel capitano di Ventura, se nonallora che Carlo V lo rimosse dulia si-i gnoria del lago di Como e di Lecco , percrearlo marchese-di Melegnano .
Fin dal 1388 ebbe la Val Sassina isuoi proprj statuLi, i quali vennero ap-provali da Gian Galeazzo Visconti , pro-tettore, governatore e conservatore dellavalle.
Tali statuti tra l’altre cose conlenevano :che il Vicario, Podestä o Rettore, doveamantenersi per lo spazio di sei mesi incarica (che fu protiatta dappoi fino albiennio); dovea giurai'e di governare senzafi’ode.’ Gli avvocati o procuratori avevano