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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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Val

rer de’lempi, scadendo in parte e perdendoquesti Staluti di autoritü e di forza, co-mineiarono piü o meno le stesse anghe-rie che prima del 4620.

Chi l’avrebbe detto che il Robustelli cdaltri capi dovessero affaticarsi e rivolu-zionare il paese, onde venisse di nuovosotto il dotninio de’Grigioni e piü solidodi prima!

Un secolo dopoi Grigioni temendo nuovitrambusti nella Val Tellina, vieppiü strin-sero la loro alleanza coi dominatori delDucnto di Milano , in allora Austriaci (2).

Nel 4789 scoppiando la rivoluzionefrancese, i popoli d’ Italia ne risentironointorno al loro riordinamento politico; esette anni dopo, essendo i Francesi vin-

poraponando quella popolazione colla presente, sarcbboscem&ta di umquarto. Vedi la seconda parle di que-si’ arlicolo, Statistica intorno alla Val Teilt na.

^2; La Val Tellina, propriamento detta, era divisa incinque l>aliag"i, ossiano Terzieri , i Grigioni vi man-davano un governalore residente in Sondrio , con cin-que allri ruppresentanti, destinati per gli allri princi-pali luoghi, sceglicndosi il restanlc Ira i nazionali, se-condo i priviiegi stati confermati dal Trattato del1639.

K curiosa un’ osservazione che trovasi fatla in unanlico Dizionario geografico siampulo in Venezia nelloscorso secolo, il quäle parlando della Val Tellina dice« Non v’e forse altro governo piü dolce di quello» della Val Tellina, ne popolo che goda maggion pri-n vilegi di quei che godono gli abiianii della medesi-» ma. 5ono lutli zelantissimi catlolici. »

Scmbra strano che un governo quäl tu quello deiGrigioni , che cagionö lunghe pene e disagi ad un po-polo, il quäle, e malgrado la pace del 1031), fu quasisempre in continue loue e dissensioni, abbia potuloda! buon geografo esserc chiamato Governo dolce.

Il Laviiari ( secondo Francesco Visconti Venosta)scrittore alquanto ligio ai Grigioni, dice che !a com—pera degli uflicj in Val Tellina al pubblico incanlo co-stasse a quegli ulTiciali da 1 2,000 fiiippi, echeoltreil loro salario, non ne ricavassero meno di 24,000fiel bieunio che durava Ja loro carica. £ ciü acca-deva precisamente dopo il 1639.

Non sara discaro al lettore il mettergli sott’ oc-chio una lettera, la quäle certamente non fa troppoonore ai Giudici, che in quel tempo amministravanola giustizia nella Valle .

Noi N. N. giudice dei malefizj, con mero e misloimpero e colla autorita della spada, come dalle letterenoslre credenziali ecc. In vigore della presente ed inogni altro ecc. liberiaino ed assolviamo, libero ed as-sollo essere vogliamo da ogni e qualunque pena pe-cuniaria e corporaJe, ed in qualsivoglia modo affliuivadel corpo, in cui sia e possa essere in corso il Sig.. . . per avere . • . . siecome anche per tulte

le cose annesse. connesse, incidenti, emergenti, ed inqualsivoglia modo dalle premesse lütte a singoli dipen-denti, liherando, cessando, annullando, comandando,volendo, supplendo, restituendo ecc.

Alla quäle siamo addi\cnuti altesa I’autoritü no-stra in cui ecc. ed atteso una composizione con noioggi falta, e pagaiaci anche in nomo della Camera Do-minicale.

Dato in . . . Dal pafazzo di nostra Residenza

H . . . (L. S.)

N. N. Manunropria.

N 7 . N. Caneelliere.

VAL 927

«itori in Lombardia , il generale Vial venneincaricato della spedizione in Val Tellina;ed in un Consiglio generale tenutosi daque’vnlligiani, svincolaronsi da qualsiasi di-pendenza dalla Rezia, efu la Valle' unila allaRepnbblica Cisalpina, esiliandosi le famigliegrigione, e facendo incamerazione dei lorobeni , ed all’ epoca del Regno Italico,venne relta da un Prefetto, e la valleportö il nome di Dipartimento dell’ Jdda,

Provö aliora la Val Tellina di quantovantaggio le tornasse essere reita da unforte governo.

L’ amministrazioue francese , con savieleggi politiche e giudizinrie, ed uomini in-eorrotti che mandava negli Ufficj del Di-partimento , proteggendo il commercio ,i'acilitando le comunicazioni di paese inpaese, di dipartimento in dipartimento,rendeva prosperosa e felice la Valle , ilricco ed il povero eguali davanti alle leggimedianti i Codici civili e penali ehe sipubbliearono nel Regno Italico, la ValTellina godelte di quella pace e di quelbenessere che danno i grandi Imperi ailoro soggetti.

Nel 4844, cessata la dominazione deiFranchi, i Valtellini spedirono al Con-gresso di Vienno, che ebbe luogo nel 4845,il loro concittadino Diego Guicciardi , affin-che rimperntore volesse tenerli uniti allaLombardia e soltomessi all’ impero Au-striaco; la quäle loro brama fa esauditacol proelama del 45 aprile 4815, in cuivenne dichiaratoche laVal Tellina, insiemeai contadi di Rormio e Chiavenna, fosseaggregata al dominio di Sua Maestä,

Kel 4846 fu decretato che la Val Telli-nn, insieme ai contadi di Bormio e di Chia-venna, fosse chiamata provincia della ValTellina; di poi nella notificazione del 4844,venne stabilito che chiamar si dovesseprovincia di Sondrio , dal sno capoluogo,e flno ad oggi fu governnta colle stesseleggi delle altre provincie lombarde,

Gli scrittori piü rinomati che tratta-rono la Storia della Val Tellina sono:Quadrio ab. Francesco Saverio , Diserta-zioni-critico-storiche intorno alla lieziadi quä delle Alpi ogqi detta Val Tellina,Milano nella stamperia della Societa Pa-latina 4775, Yol. 3 in-4.° — Simone de’Alberto, Prospetto storico-politico ed apo-loyetico del Governo della Val Tellina,Italia (Como , 4794 in-8.°). — LavizariPietro Angelo, Storia della Val Tellina,in 40 libri descritta, Capologo 4838, —Oantu Cesare, llivoluzioni della Val Tel -lina nel secolo XFII, Como 1834, — Ro-