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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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PIÜ

un monte calcareo detto Tatoga , ehegiunge fino al punto di confluenza del Va-noj col Cismone. Le cime piü elevate diquesta serie non vanno oltre alla vegeta-zione alpina ; le raeno elevate, come il mon-te Beclole , hanno le vegetazione subalpina.

Le molte acqne e rivi che scatnrisconoda questi monti confluiscono nei due fiu-mi principali il Cismone ed il Vanoj, iquali confluiscono ai confini del distrettoed uniti si scaricano sul Veneto nei fiumeBrenta .

La valle e aperta in direzione da set-tentrione a mezzodi ed e perciö sufiicien-temente difesa dai venti freddi boreali edai seccbi di levante. II suo elima mon-tano e temperato, Testate piultosto caldo,e il corso delle stagioni quasi regolare.

Secondo un’antica tradizione questa vallesarebbe stata popolata, alla guisa di Ve-nezia , da gente del Friuü fuggita da-gliincendj e dalle stragi dell’esercito deva-statore di Attila ; e si credette trovare qual-cbe appoggio a questa tradizione, essendonei Friuli anticamente una grossa borgatache si appellava Primeriacum, dalla quälene sarebbe venuta Temigrazione. Comun-que sia, i nomi dei monti, delle valli e deivillaggi di Primiero ci aditano una terrapopolata da italiani.

La comunitä era divisa in quattro se-zioni distinte col nome di columelli, ognu-na delle quali nominava un uomo al co-mune governo, e siccome questi üominivenivano eletti il primo marzo si chiama-van Marzoli, I quattro columelli dellacomunitä erano: 4.° Pieve, Transacqua,Ormanico; 2.° Tonadico , Siror e Sagron;3.° Mezzano; 4,° Imer con Canal SanBovo .

Sembra che questa comunitä nei primitempi si fosse retta a repubblica libera,e n’e indizio il diritto serbato nello sta-tuto ai Marzoli o sindaci della comunitädi assistere alle giudicature del vicarioper vegliare nelle cause civili acciö fossefatta sentenza a norma dei loro statuti,e nelle criminali avevano voto con esso.

Ke la storia ne i documenti lasciaronoalcuna memoria di questa valle, e solosappiamo di positivo eh’ essa passö nel-l’anno 4027 colla donazione delT impera-tore Corrado sotto il dominio temporaledei vescovi di Fellre, i quali si fecero sol-leciti di erigere a S. Martino di Castrozzaun monastero con ospedale pei viaggiatori,acciö avessero un sicuro ricovero dopo illungo e pericoloso cammino per la selvadi Paneveggio.

In Tre^tino

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II potere dei vescovi andö scemando neisecolo XIII per le usurpazioni di Ecce-lino; il vescovo Adalgerio veniva bensiristabilito, ma stretto dalle condizioni deitempi creava a capitano di Feltre Gerardodi Camino serbandosi Primiero nell’inve-stitura del capitanato. Si crede che que-sto vescovo sia stato il primo a dare unostatuto alla comunitä di Primiero. Kellaraccolta di documenti del Verci rilevasiche nei 4320 il capitano di Feltre deei-deva che la gente di Primiero potevacondurre il bestiame al pascolo in tuttoil distretto di Feltre , come da lunghissi-mo tempo aveva in costume. Sembra daciö che i vescovi avessero poca influenzadi potere, e meno poi quando gli Scali-geri si annidarono nei capitanato di Feltre .Kell’anno 4335 essi conferinarono Io sta-tuto di Primiero. Kella breve occupazionedi Feltre per parle di Giovanni conte delTirolo, il vescovo si riserbö ancora la po-desteria di Primiero; ma essendo poi statoil Feltrino usurpato da Lodovico ilBavaroe ripigliato da Carlo di Lucemburgo, essocreö nei 4355 la giurisdizione di Primieroconferendo a Bonifacio de Lupis il pote-re col titolo di podestä, il quäle essendoaltrove impegnato, nominava a suo luogo-tenente Andrea de Codagnedis da Parma.Passato il Feltrino sotto il dominio dlFrancesco da Carrara , si compilö il nuovostatuto di Primiero, il qoale nei 4367 fuapprovato e sottoscritto dal podestä Boni-facio de Lupis.

Questo statuto e dei piü nnlichi, divisoin quattro libri con poclii capitoli affastel-lati senz’ordini. Si riferiscono la maggiorparte a cose comunali; le civili e criminalison poche. Le contravvenzioni al culto re-ligioso eran punite con multe in danaro;Tiinpotente a pagare veniva tuflato trevolte nelT acqua, A danaro eran ridottequasi tutte le pene; le multe spettavanoper metä al comune, Taltra metä in parteall’accusatore in parte al danneggiato, Con-tro le sentenze criminali aveva luogo Tap-pello; i ferimenti eran puniti con multa,per le uccisioni non era indicata la pena,ma quella del comune sul cui territoriofosse commesso il delittoenon avessepro-ceduto contra il malfattore. False testi—monianze eran punite con multe, col tron-camento della destra e marcazione sullafronte. Quando un arrestato prestava cau-zione il podestä o rettore doveva rimet-terlo a piede Iibero; nei caso contrariopoteva gridare per ujuto e ognunoeraindrilto di liberarlo.

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