Band 
[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
Seite
122
JPEG-Download
 

\m pr [

Veile cose civili lo statuto coutenevadelle norme Stil processo e quasi nessunnsnl diritto medesimo, neppure sulla suc-cessione ereditaria. Non era concessa l’alie-nazione di beni stabili a chiese e mona-steri, siccome questi non contribuivano asostenere i pesi del comune,

Nell’anno -1373 Francesco da Carrara cedette il capitanato di Feltre , e con essoPrimiero e la Valsugana, ai duchi d’Au-stria , i quali promisero di conservare Bo-nifacio de Lupis nella sua giurisdizione,Morto poi Bonifacio , il duca Leopoldo con-feri nell’anno 3380 la giurisdizione e larocca di Primiero, la quäle ad Orientedella valle sorgeva sopra una rupe dove an-cora se ne vedono le rovine, a Corradino diRottenstein, al quäle sueeedeva nel 3386Sigismondo di Starchenberg di lui genero.Lo Starchenberg rassegnö la giurisdizioneneü’anno 3403 in favore di Giorgio diWelsberg, che verso il pagamento di 4000fiorini d'oro ne fu investito dal duca Leo-poldo. D’allora in poi il feudo di Castel-Pietra e della giurisdizione di Primierorestö in possesso della casa Welsberg, erassegnata in questi Ultimi tempi al go-verno, fu istituita f I. R. giudicalura deldistretto di Primiero.

Presentemente il distretto e diviso in9 comuni ehe sono: Fiera, Transaqua, To-nadico, Siror, Mezzano, Imer, Canal SanBovo , Sagron e Miss,

Abitanti 30,903, dei quali 8473 disesso maschile, 8428 di sesso femininile.

Case 3999, abitate da 2162 famiglie.

Estimo fior. meran. 236,736, car. 47,

Il distretto pagn d’ imposizione direttafior. 2705, car. 33, d’industria fior, 358,car. 30.

L’industria delle miniere 6 antichissimain questa valle; e ineerto se primo a darvimano sia stato il duca Federico d’Austria o il di lui suceessore Sigismondo. VersoJa metd del seeolo XV giä producevanoallo Stato austriaco una rendita lloridis-sima. II Castelrotto, scrittore quasi con-temporaneo, assicura, che sotto i’arciducaSigismondo esse producevano ottanla epiu mila fiorini. Questi lavori traevanomolti industrianti e trafiieanti in Primiero,donde venne la necessitä di erigere nuovifabbrieati di fianco alla Pieve. Presso allachiesa parrocchiale fu eretto dagli arci-duchi un palazzo a forma di forte per gliuffiej delle miniere, dei boschi e del da-zio. Di la continuando l’erezione di fab-brieati in giu per un pendio. si giunse finoal piano ove allargandosi si diede forma

PRI

alla piazzn. II giurisdicente eresse nelmezzo un palazzo e divise cosi in duecontrade regolari la borgata. Sicconie quivisi tenevano i mercati la borgata fu ap-pellata la Fiera e divenne il capoluogodella valle. Questo piccolo borgo e di gratoe piacevole aspetto per la regolaritä dellesue vie e dei suoi fabbrieati.

I metalli che si estraevano dalle caveerano argento, rame e ferro, e la grandequantitä di legnamiche abbisognavano allafusione indusse il re Ferdinando nell’anno3557 all’acquisto di tutti i boschi che ap-partenevano al feudo di Primiero, i qualifurono in seguito, siccome regale sovrano,dichiarati in riserva per il lavoro delleminiere. Fosse 1’ esaurimento delle cavedei metalli nobili, o le stesse cause influentisopra taute altre miniere d’ Europa , esseandarono in deperimento e solo si tennela miniera di ferro, che tutt’ora continuaper conto degli eredi della casa Welsberg.Giace questa miniera sulla sponda sinistradel Cismone, quasi alle falde del monteAsinozza. Essa produce 6575 quintali diferro greggio, i quali in gran parte ven-gono smerciati e tradotti sopra muli perdilficili sentieri di montagna allo stabili-mento delle miniere di rame di Agordo.Una parte perö di questo ferro viene la-vorato nell’interno della valle di Primiero.

Le grandi masse di selve, che nei tempinndati coprivano tutte le pendici dei montidi questa valle, formavano la sua ricchezza.Giä per tempo si conobbe il vantaggio diutilizzare le foreste erariali di Primieroper il commercio di legnami nel Veneto ,specialmente allorquando rallentato il con-sumo interno collo scemare delle miniere,animava ad imprendere questo commercioil prezzo elevato dei legnami e la facilitädel trasporto sui due fiumi il Cismone eVanoj che si prestano bene alla flotta-zione. Formossi quindi un commercio dilegnami col Veneto assai animato e lu-croso, il quäle recava allo Stato una ren-dita signiticante e agli abitanti conside-revoli mercedi e guadagni. Ma in ciö siprocedette piü colla smania del guadagnomomentaneo che colla mira di ritrarre unfrutto perenne da queste selve, le quali fu-rono per la maggior parte sulfiniredeltra-scorso seeolo e sui principare del presentedevastale e distrutte. Ma se da un latocolla dislruzione di queste grandi forestesi arenö una fonte di guadagno, dall’altrogli abitanti ne trassero maggior vantaggio,imperocehe i lerreni migliori furono ri-dotti a pascoli e prati e con essi fu au-