Band 
[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
Seite
123
JPEG-Download
 

P11I

meulala la pasloreecia. Lo Stato riguar-dando queste dilatazioni di pascoli e diprati come usurpazioni alle sue proprietdboschive, commetteva a replicate e quasiannuali commissioni l’oggetto di rediinerein parte questi terreni alla selvicollura, ea queste commissioni era anche in parteriuscito di precisare e coniinare le pro-prietä boschive dello Stato, quando nel-l’anno di buona memoria 4848 si trovödi troncare queste controversie e confu-sioni d’un colpo, cedendo in piena pro-prietä dei eomuni 7,276,000 pertiche qua-drate di terreni abusivamente ridolti apascoli o prati del valore medio di fio-rini 363,800, ed altri 66,900 mattini dibosco del valore di fiorini 669,000.

In questo stato di cose la pastoreccia formaattualmente l’oggetto principale di renditadi questa valle. Lo stato del bestiaine deldistretto e il seguente: bovi 360, vaccheB072, vitelli ed allievi 2886, cavalli 68,asini e muli 440, gregge minuto 46,479,L’allevamento del bestiaine bovino costitni-see il ramo principale d’introito. La razzadelle bestie bovine e quasi esclusivamentebianco-griggia,piuttosto piccola che grandema diadatte forme, e costituisce il gradinodi passaggio dallarazza montana a quelladeila pianura. L’allevamento delle pecorenella valle e insigniücante, ma altrettantoniaggiore e l’introduzione di pecore dalVeneto al tempo del pascolo alpino. Illoro numero ammonta annualmente finoa 40,000. Piü esteso e l’allevamento delle

In butirro libbre 70,000,

Formaggio e ricotta » 30,000

Formoggio pecorino » 6,000

L’erba delle pendici inferiori e dellemigliori posizioni montane si falcia perle pasture d’inverno, il fieno viene ripo-sto nei casolari di monte e quivi si con-serva fino al trasporto nei villaggi.

Di prati artificiali e di colture d’erbeda foraggio non si trova traccia in tuttal’estensione deila valle di Primiero, e per-fino le irrigazioni dei prati si praticanosolo in poche singole localitä e senza me-todo. L’abitante deila valle pare ehe sentafinora assai poco il bisogno di migliorarein questo ed altrimodi la coltura dei prati,accontcntandosi esso di lasciare nlla solabenefica natura la produzione delle erbe.

PR! H3

capre e degli asini, che sono i fedcli com-pagni dei villici, quando dai villuggi sitrasferiscono ai loro casolari di monte.Älancando le strade carreggiabili s’impie-gano gli asini ed i muli per i trasportidei letlami e dei prodotti del suolo, comepure per tutti i trasporti fuori deila valle.

L’erba sulle alture viene consumota colpascolo; per le manifalttne dei latlicinjesistono apposite cascine o capanne al-pine, comuneniente chiamate le casarsdeila maUja. Ad eccezione delle alpi To-gnola, Neva, Valsorda ed Agnerolla, chesono giä provvedute di buone stalle, tnttele allre malglie deila valle di Primieromancano di ricovero pel bestiume neitempi piovosi, freddi e burascosi, cagioneprincipale delle frequenti malattie ed epi-zoozie. Su queste malghe vengono anchecondotti molti animali forestieri e I’ im-presa viene rilasciata in via di afiittanzaal maggior offerente.

Quest’industria tende alla produzionedel butirro, del formaggio magro e deilaricotta. La cura principale e rivolta allapreparazione del butirro , il quäle formaun articolo particolare di coinmercio conVenezia . La qualitä e realinente dislinta,cosicche si conserva sano e gustoso perun anno intero. 1 formaggi vengono sa-lati e dopo induriii si conservano in unaforte intonncatura di sale’ e vengonoconsumati nell’interno deila valle. Si cal-cola l’annuo prodotto:

prezzo carnntani 24, fiorini 28,000» 40, » 6,000

» 20 , » 2,000

In tutto » 33,000

Nei fondo deila valle si collivano i campia grano turco, senza alcuna variazionenelle seminagioni, l)i anno in anno sicoltiva questa pianta con abbondanti con-cimazioni, e vi si framezzano dei fa-giuoli, delle zucche o qualche cavolo. Que-sto invariabile godimento del suolo senzaalternativa di lavoro e di prodotto ha

l’inconveniente che si trovano molte piante

di grano turco affette dal fungo, la quälmalattia e tanto piü estesa quanto menoil lettame e consurnato e quanto piü umidae la stagione.

Le patate, l’orzo e la segale si colti-vano generalmente nelle posizioni piü eie-