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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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telli Bozzoni, grantle edificio ove si lilasetu e si fabbrica carta.

Campt, villaggio che giace nell’alta valletra il inonte S. Giovanni, il Bergimo e laGamella. Ha 400 abitanti, con un cura-tore d’ anime dipendente dall’ arciprete edecano di Riva. In questo luogo v’ e labella casadi villeggialura del nobile conteMartini, che apparteneva alla famiglia oraestinta de’conti Moscardini.

Il terrilorio di Riva viene coltivatometä a frumento e metä a grano turco.Mietulo il frumento, viene sostituito qual-che frutto di secondo raceolto, come rape,patate, ecc. Si semina talvolta del fru-inentone nero, mo rari sono gli anni cheun buon prodotto secondi le eure dell’agri-coltore. Causa principale e che questo ce-reale nel settembre brmnerebbe piccolema frequenti pioggie, le quali si verilicanoassai di rado.

Lo stesso grano di prima semina nonpuö dare ubertoso raceolto a motivo cheil terreno e coperto di gelsi al piano, diolivi sui colli ed altri alberi, ed inter-secato da viti. La rendita principale siritrae dalla seta, la quäle porge una fonteper riinpiazzarc per la metä dell’ annoalla mancanza dei grani necessarj alla sus-sistenza della popolazione. Col prodottopoi dei vini e degli olivi si calcola di sup-plire per gli altri niesi.

I vini sono di buonn qualitä, miglioriqtielli del colle che quei del piano, e il dolcenaturale suol essere preferito al forte egagliardo. Le frutta e gli erbaggi d’ortosono d’un sapore particolare; sopra tuttoil broccalo seminato nell’agosto e raceoltonel febbrajo e marzosuperu in bontä quellidel Lombardo-Veneto .

Le scarse praterie non permettono dimantenere molto bestiame e quindi none in uso l’allevo degli animali; anzi ne-cessita di avere dalla vicina Valle di Ledro del fieno pel mantenimento del bestiamenecessario alla coltivazione delle terre.

II suolo di Riva era giä in antichissimitempi ridotto a fiorente coltura; nel 4006si ricorda Brione come celebre pei suoiulivi- in allre carto di poco posteriori siloda il suo terreno per la coltivazionedelle viti, ed i Rivani, sagaci, industriosie laboriosi, animali dall’esempio delle vi-cine cittä, non potevano non rivolgere iloro pensieri ad introdurre nel loro ter-ritorio la pianla dei gelsi e trarre quelsicuro guadagno che olfriva la seta. Sicrede che giä verso il 4530 sul terriloriodi Riva fossc introdottu la coltura dei

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gelsi, ina non siamo inclinati a eonvenirecoll’autore della Sloria del commercb diRiva (Verona , 4844) che giä in queli’epocafosse generale questa colLura e si facessequantitä grande di seta, quando due se-coli dopo appena poleva dirsi generalel’introduzione sul terrilorio di Trento .

Ora si trovano in Riva e sue vicinanzediverse filande, alcune con rnaguifico edi-fizio, quatlro a vapore ; e la loro setaper l’uguaglianza e finezza, per la ptili-tezza e pel candore del ftlo e in graunome. Merita d’esser ricordata la seta diGiacomo Montagni, alla quäle tieu detrola seta Bozzoni, ehe di molto vi si tvvi-cina . Giova ricordare ancora la seta diGiuseppe Luccioii, il quäle ha la sui fi-landa in Malcesine e neH’anno 4848 ;hbela medaglia di onore dalla Societä di Ve-rona . II prodotto delle filande di Rivaviene calcolato a libbre 18,000 di seta.

Giä da tempi molto rimoti esistevanoin Riva delle scnole, conie n’e provi uninventario dei beni del comune del -'.473,ove si nomina una casa nella Qcadrudella chiesa ttbi fiunt schölte gramnati-cales et habitatio macjislri scholarum, ecc.Le scnole elementari dietro il sistemaaustriaco furono perö solo introdotte nel-J’anno 4804. Quattro sono i maestri peifanciulli, oltre il catechista. Due nnestriapprovati per 1’ insegnamento ginntsialeinsegnano fino alla quarta classe gram-maticale ai fanciulli tanto di cittä eite deidintorni, e traducono al ginnasio di Ro-vereto o a quello di Trento i loro allieviai pubblici esami.

Sembra perö che antieamenle in Rivafiorissero le scienze, come n’ e indi/.io ilnumero dei notaj di Riva che si trrvanonelle antiche carte, e 1’ esservi statt unadelle piü antiche tipografie d’Italia , Dalsuoi torchj uscirono opere di nierlo, efra queste gli Atti secreti del coucilio diTrento , moltissiini Sermoni tenuti inqueila sacra adunanza, come pure il Ca-talogo dei padri del concilio di Trento (4363). II Cinelli, nella sua Riblioteta vo-lonte , e Giustonave, nella sua Epislolaintorno a Paolo Sarpi , citano mi’Orczionedell’ambasciatore di Francia e la (iconostampata in Riva. Questa tipografa erafornita di caralten di piü lingue; di läsorti la Bibbia in ebraico , come cice ilpadre Grisostomo , e se questa ed.zionenon precede le altre che si fecero ia Ita-lia, e perö da contarsi fra le prima.

La cittä di Riva conta varj uoinini di-stijili, e in questi Ultimi tempi meritano