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[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
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amenissima situazione, con cortili ed orli,gnarda libero al lago. Proprietä del co-inune, fu dato in uso alle figlie del Sa-cro Cuore, le quali perciö si obbligaronodi tenere gratuitamente le scuole pubbli-che elementan per le fanciulle, scuole chedisimpegnano con somma lode. In questacasa v’e pure un collegio nel quäle si teil-gono fanciulle a dozzina, ed una scuoladi civile educazione, dove s’insegnano die-tro tenuissima corresponsione mensile, di-segno, musica, ricanio, geografia, storia ,lingua italiana, francese e tedesca, ed ognigenere di lavoro sia di lusso e capriccio,sia di domestica necessilä.

Ouesto convento e iradizione che ve-nisse fondato dallo stesso S. Francescod'Assisi. Certo che Vera nel 4206. Eradesso di legno, come tutti quelli che co-strui S. Francesco: nel 4314 il vescovodi Trento permetteva si edificasse di muro.

Fu soppresso Fordine dei Minoriti sottoil governo bavarese nel 4S07, anno nelquäle furono incamerati tutti i beni diquesto convento, il quäle fu poi compe-rato dal la cittä.

Nicold , lontano circa un miglio dallacittä; ora e una casa sul monte Brione,ove termina col lago. Fino dal 4273 viesisteva un monastero di Benedcttini, chescomparve, sia per guerre sia per sop-pressione, nel 4294. Considerando i bassimuri di quella casa, vi si veggono tracciedi un edificio religioso.

S. TommasOj sulla strada che mette adArco, un miglio e mezzo distante du Ri-va; antico ospizio dei Templari . I beni chetale ordine possedeva in questo Iuogo sidtvolsero alla mensa vescovile di Trento ,non si sa poi se immediatamente dopo lasoppressione dei Templari , o se per ae-eordo coll’Ordine dei cavalieri di S. Gio-vanni di Gerusalemme , ai quali vennerotutti assegnati i beni dei Templari .

La chiesetta, ancora aperta al divinculto, e tutta di pietra, e serba una provadella sua anlichitä nel mancare di völti,di cui fanno le veci le travi e le tavoledel tetto. Vi si conserva una croce di le-gno sulla quäle si legge che fu fatta nel4494 e ristaurata nel 4614. E alta qua-rantasei centimetri, larga trentacinque. Dauna parte vi si vede dipinto il Crocifissoe i quattro Evangelist - !, dall’altra i quat-tro Dottori. Le figure sono belle , ma simanifestano a primo colpo d’occhio faltenel lempo in cui si ristaurö.

S. Alessandro. Casale di circa 400 abi-tanli, siluato alle falde scltentriouali del

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monte Brione. In questo Iuogo e rimar-chevole una bella villa del Cavaliere Vin-cenzo nobile Lulli, deliziös« per coslru-zione, per viali, e piü per Tincanto dellavista che domina I’ intiera vallata ed illago. Trae il nome dalla ehiesu cotnunalededicata a tale Santo, protettore dellacittä, la quäle sino al termine dello scorsosecolo si eustodiva da un eremita.

S. Giacomo. Casale che ha circa 200abitanti, e giace alle falde del monte Ber-gimo , laddove l’Albola scende al piano.Bella in questo Iuogo e la villa del ba-ron Giacomo Fiorio, che ha ombrosi viali,graziosi prospetti, e salubre e fresc’ariache le viene per le spumanti cascale del-l’Albola. Attigua a questa villa e la gra-ziosa chiesetta di S. Francesco di Paula,proprietä della famigüa inedesinta. Daquesto casale Continua la nuova stradache mette alle Giudicarie . Sulla spondasinistra dd torrente sono due opiticj perla carta , T uno del signor B. GiacomoFiorio, l’altro della ditta Zaniboni.

S. Maria Maddalena , situatu sovra unlargo poggio del monte S. Giovanni; visi ascende in mezz’ora. Della chiesetta diS. Maria Maddalena, fino al termine delloscorso secolo, teneva cura un eremita chevivea di eletnosinn. Ora la mantiene ilsignor dottor Giorgio Fiorio, proprietariodella campagna che la r.ireondu e dellavicina casa di villeggiatura.

Un po’ sopra questo poggio, verso ilBergimo, sono gli avanzi della chiesa an-tichissimu di S. Giovanni, onde il montetrae il nome.

Le due Albole, cioe l’Albola di mezzo,casale di 400 abitanti, che sono tutticontadini, e 1’Albola di sotto, casaledi 70. Presso al ponte del torrente diquesto nome sorge un elegantissimo ca-sino di campagna con un bei viale, dellasignora baronessa Luigia Salvadori Za-natta.

Farone, villaggio di circa 800 abitanti,lontano un miglio e mezzo dalla cittä. Euna curazia dipendente daH’urciprete de-cano di Riva; ha una chiesa con tre al-tari di marmo. In questo villaggio visono due opificj di carta della ditta Boz-zoni e della ditta Francesco Fiorio, e al-cuni filatoj di seta ai quali e peccato chemanchi il lavoro per cui basterebbero. Neidintorni di questo villaggio, che e dispet'soin tre gruppi, si veggono eleganti case dicampagna, come quella dei conti Gapolinie quella del barone Giuseppe Fiorio, conuna chiesetta, e Io stahilimento dei fra-