Band 
[Volume primo. Parte primo. Parte seconda.]
Seite
215
JPEG-Download
 

TUE

tutto pulito. Questi lavori furono direltidal sacerdote Giuseppe Sulzer; la spesa fasostenutada snaaltezzail principe vescovo.E pur dissonante il maggior altare eretlonel 4743 a somiglianza della confessionedel Bernini in S. Pietro a Roma . Questoha tuttavia un non so che di svelto edardito che piace all’occhio, sebbene la ra-gione il condanni; e per essere di marmoinerita considerazione per la difiicile co-struzione. Nel pericolo gravissimo in cuivenne la cittä di Trento , assediata daiFrancesi nell’anno 4703, essa fece voto dierigere un altare tnaggiore nella catte-drale, e il votofu adempito nell’anno 4743.SulP architrave verso la porta maggioresta scolpito il nome dei fratelli Sartori,cioe di Domenico, come arcbitetto , e diAntonio, come scultore. 1 quattro scudi dibronzo dorato appoggiati ai piedestalli dellecolonne portano la narrativa del falto.

L’ osservatore avvertirä alle scale pra-ticate nelle interne pareti che guidano a’loggiati esteriori, eil a quello che riesceinternamente nel muro che si atterga allafncciata sopra la grande ßnestra di figuracircolare, pur essa osservabile; e noterä1’ aeeorgimento dell’architetto, il quäleadoperö l’nrco a sesto acuto, come piii re-sistente, nelle prime arcate che sono pressoqlla porta principale; perciocche talivölteservono quivi a sostegno de’ campanili(uno de’quali e da farsi), inentre lealtretutte, si dentro che fuori, sono di figuracircolare, come piü aggraziata dell’altra.

La forma interna deltempioe una crocelatina, il cui braccio maggiore e ripartitoin tre navi divise da colonne, che diremopiuttosto grandi pilastri assai forti e dibellissima composizione, su cui si aggiranoarchi a pieno centro, e formano due or-dini di volte, delle quali le piü depressecorrispondono sulle navi laterali e la piüelevata sulla centrale.

Che se a taluno piacesse notare alcuniparlicolari sulla costruzione interna di que-sto tempio, i quali, come facemmo osser-vare al di fuori, dimostrano le differentiepoche in cui venne inalzato, noi gli ad-dileremo le colonne che circondano il pre-shitero e le altre che sporgono per metädalle pareti delle navate laterali, le qualitutte presentano ne’loro capitelli un in-taglio di fogliami ed una sagomatura d'a-baco meno aggraziata d’assai che non quellade’capitelli che sovrastano alle colonneisolate che fiancheggiano la nave di mezzo;queste consuonano alfatto con lo Stile dimaestro Adamo di Arogno , eie prime se-

TUE 213

gnano un’epoca di qualclte secolo a nteriore.

Tra i Depositi che sono in questa cat-tedrale in buon numero, noi indicheremoper primo quello di Pietro Andrea Mat-tioli, che suinostri monti raccolse moltepiante, di cui arricchi il suo celebre Trat-tato di ßolanicaj vedesi presso nlla portaprincipale a destra di chi entra. Poi quellodel valoroso duce dei Veneti , Sanseverino,che pugnando presso Calliano peri nell’A-dige, e dai Trentini vincenti ebbe onori-fici funerali e degna sepoltura. E osserva-bile anche quello che gli sta presso , delvescovo Udalrico III , sopra il quäle ap-peso alla parete e un gran quadro del 4304,dipinto in sulla tavola e rappresenlantela Crocilissione, riputato ottimo. Si veg-gono questi due da chi entra per la portaorientale. L’ ultimo e piü degno d’ atten-zione e sulla parete meridionale sotto lacappella del SS. Saerainento, ed e quellodi Berr.ardo Clesio, Yedesi il di lui ritrattosulla tela soprapposta in quel cardinaleche da S. Vigilio e presentato alla Ver--gine. Il dipinto e di un Palma certamente,ma non saprei aflfermare se del Vecchio odel Giovine.

Dipinti notabili , oltre i due indicati ,sono una Nostra Donna nel coro, dovese ne veggono altri di minor pregio, roapure degni d’osservazione. Su l’alture cli’ea destra di chi viene per la porta orien-tale , e una Madonna con alcuni Santi ,Opera di Francesco Morone . Sulla colonnadov’ö la mensa degli accoliti che servonoal maggior altare, ö un S. Roccodell’Or-hetto. Le tele che sono su i due alturivicini alla cappella del Crocifisso hannopure non piccol pregio, in ispecie quellache rappresenta la Vergine e S. Biagio,che e del Romanino. Non immeritevoli diessere osservate sono le due grandi che co-prono le pareti della menzionata cappella,le quali sono lavoro del bavarese Lott.Opera slimata e il Cristo, che ivi e velatosull’altare. Molti rivolgono a Dio preci in-nanzi ad esso con grande fiducia, percheal suo cospetto fnrono pnbblicati i Canoni,ossia le dogmatiche decisioni del Conciliotenutosi in Santa Maria.

La Sacjrestia non e ricca, ma pure tro-vasi a sufficienza fornita di sacri arredi edi pregievoli reliquiarj, tra i quali e un’argentea cassa in cui sono le ossn di SanVigilio. Per maestria di lavoro si amini-rano alcuni grandi arazzi istoriati. lnquesti Ultimi anni fu collocata nell’ al-tare che si trova in sagrestia l’urna dimarmo nella quäle stavano inchiuse le