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[Volume primo. Parte seconda.]
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(aglia condolla da Provera, ehe aveva var-ealo il liume a Fontauiva. Al tempo slessoMilrushi, padrone del caslello della Scala,rnandava guardic insino a Primolano persopravedere quello ehe fossc per suece-dere nella valle della Brenta , della quäleslavano le duc parli in grandissima ge-losia. Buonapartc, eonlidando di compen-sare con la celcritä quello ehe gli man-cava per la forza , aveva falto venire as£, oltre le schiere di Massena c di Au-gereau, le guarnigioni di Ferrara, Vero-na , Montcbello e Legnago. Fra suo pen-siero di assaltare Alvinzy, di roinperlo ecaimninando quindi con sounna celcritäper la valle verso le l'onti della lirenla ,di riuscire alle spalle di Davidowich, e disgombrare per tal modo e al tempo slcssoThalia o il Tirolo dalla presenza degliAuslriaci. Urlava Augereau Quosnadowich,Massena Provera: ne nasceva il di 6 no-renibre una sanguinosa zuffa. Si atlacca-rono con grandissimo l'urore Augereau eQuosnadovvich, amhi eapitani esperli eyalorosi: ora ccdeva Tuno ora l’allro; Al-viuzy che conosceva Timporlanza del Tat-to, mandava continuainente alla sua parlenuavi rinforzi. Fu preso, perdulo, ripresoe riconquistato piii volle il villaggio diNovc e sempre eon ueeisione orribile delledue parti. Si combaltö prima con le ar-tiglierie, poi con la mosehetlcria, poi conle hajonette, poi con le sciabole e final-inente eon le inani e con gli urti deicorpi. Infine restarono i Francesi signoridel eomhattuto villaggio; nia seppe lantoacconeiamcnte Quosnadovvich schicrarc isuoi, che, quantunque urtalo e riurtatoda Augereau , si manlcnne unito c rendevano ogni sforzo del suo avversario. Madall’altro lato non si combatte lanto l'eli-cemente per Provera eontro Massena; per-che, sebbene TAustriaco non fosse rolle,scnlissi nonostnnle tanlo gravementc pres-sato, che slimo miglior parlito il ritirarsisulla sinistra del hume, rompendo ancheil ponte di Fontauiva. acciocchc il nemiconol potesse seguitare. Inlanto calö la net-te: T oscurilä e la stauchezza, poiche siera eomhattuto tutto il giorno, pose finealla mischia, che fu morlalissima, essen-doehe tra morti, l'eriti e prigionicri, man-carono a ciascuna delle parli circa quat-tromila soldati. Il non aver poluto rom-pere gl’lmperiali in qucslo fatto e la con-siderazione ch’era vano lo spcrarc dirie-scire a montar per la valle di Brenta verso il Tirolo, determinarono Buonaparlea levare il campo dalle live di questo

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fiuiue per audarlo a porre su quelle del-TAdige nel silo centrale di V erona.

Nella slagione autunnale convengonoalla Brenta le eleganze di I’adova e diVenezia ; e in vero le parlite di piaeere,le sollazzevoli corse, i pranzi suH’crba, legite romanzesche non polrcbbero deside-rare piii ameno e variato leafro. Gli abi-tanli delle due indicate citlä, designanocol nome di Brenta quella via d incante-sinii e di dclizie che a cinque miglia daV enezia si proluuga fino a Padova . Cosidicono andar sulla Brenta, ' villeggiar sullaBrenta |>cr signilicare la gila o il sog-giorno che fauno in uno o in altro diejue’ridenli paeselli, di quei magnitici pa-lazzi, di quei fiorili giudini, i quali Tor-mann una specic di zona l'ra cui scorrequasi sempre parallele quei fiiune, c chesolo e intenolta dalle vaghe e grosse bor-gate di Ponte di Brenta, Slra, Fiesso, Do-lo , Mira Vecchia e Nuova , Taglio dellaMira , Gambarare ed Oriago. Si direbbela Brenta una sola via di venli miglia ab-bellita dalla natura c dall’arte. I,a VillaImperiale, ch era di cospicua famiglia ve-nela, il palazzo della Malcontenta , operadel Palladio, il palazzo ove albergarono ireali di Franciu, e taute altre raritä in-gemmano questa elella corona, Quanli vi-silano la Brenta ne ripartono pieni lamente di care e liole memorie, conunossol’animo da soavi ineffabili sensazioni, esempre piü s’atlezionano alla gentile cittäche, prima, sejipe dar vita a una scenadi taute e eotali maraviglie. (Non e quifuor di luogo il rainmcnlare GirolamoAscanio Zustinian , intelligentissimo d«-l-Tidraulica, il quäle nel secolo seorso puh-blicö i Pcnsieri di uh cittadino sopra laBrenta . Vcggasi pure Golle F. AI., Consi-deraziuni siula sistemazionc del Brenta .Padova , 1791).

BRENTA (NAV1GLIO). Ha principio alDolo col mezzo di arliticiale erogazioue,c si dilunga tortuosa , con la direzioueda pouente a levante, per la dislauza dicirca 11 miglia gcogralichc. Sccmle alMoranzauo, 0 miglia circa da Venezia , edi la passaudo per un altro sosteguo, en-Ira nel trouco di canale detlo Brentasalsa , che shocca in laguna a Fusina.Sono operc idraulic.be notevoli il soslc-gno del Dolo , ove dal Brenta si entranel naviglio, e quelli della Mira e delMoranzauo, tutte e Ire a doppie inani diporle ; e la chiusa al suo sboeco in sottoBondante. Le acque di questo importantecanale scorrouo per uu alveo autico del