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[Volume primo. Parte seconda.]
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tarono gli uccisi a dugenlo, i feriti a

seicenlo, i prigionieri a cenlocinquanta.

Una seconda e grandiosa battaglia ebbepur luogo sotlo questo borgo nel 1803.Udiio Massena die il generale Mack, cintoda ogni parte , e segregato da Vienna ,erasi ridolto denlro le mura di Ulma, ri-solveva, senza frappor tempo in mezzo ,d’assaltar l’avversario nel suo forte al-loggiamcnto di Galdiero. II giorno 2!) ot-t.obre ordinava il passo dd iinine. Duhe-sine e Gardmme erano destinati a var-care pel ponte, giä precedenlemente aequi-stalo, Seras a stanca al passo dd pontedi Polo , Verdicr a destra , piii sotto traUonco cd Albaredö, lnoghi tnlti famosipci casi d'Arcolc. Duhesme e Gardannc,passato il ponte, si erano allargati a de-stra ; Seras, passato.piii sopra, scguitavaad altro discgno le fable dei inonti, cdoccnpando le altere di val Pontena, che si-gnoreggiano il castello di S. Feliee, avevaobbligalo i Tedcschi a sgombrarc da Ve-runetta. Cid diede abilita ad altre squa-dre di passare, massinimnente ai cavalli,per modo che gli Anstriaei, cacciati datnlti i siti, si ritirarono con gran per-dila, sempre pero animosamente com-baltendo. oltre S. .Martine. 1 Franeesipcrnoltarono in Vago. Si risolvcva l’ar-eiduca Giovanni a Ihre fronte a Galdiero,pinttosto eoirintenlo di mm ccdere lapossessione d’ ltalia senza combatterc inuna giusta battaglia, ehe colla speranzadi cambiare le condizioni della guerra ,gia troppo preponderanti in favore di Na-poleone. Si ordinava la mattina del giorno30 l’arciduca alla battaglia, sprolungan-dosi a destra (in sopra le eminenze diS. Pietro, rimpetlo al villaggio di Fro-megna , e dislendendosi a sinislra versol'Adige, (in oltre a Gambione. Quesli sitierano diligenteinenle fortificati. Perehepoi in un caso sinistro vi fossc luogo aIhr risorgere la fort una, aveva adunato laCavalleria ed un grosso corpo di vcnli-quattro battaglioni di granatieri versoVillanova, al bivio dove la strada di Ve-rona in due partcndosi porla da un latoa Lonigo, dall’altro a Vicenza .

Il generale di Francia avea partito isuoi in Ire schiere: la mezzana condoltada Gardannc, la destra da Duhesme , lasinistra da Molitor. Un grosso , ordinaioalle riscosse , e composto dai granatieridi Partonneaux e dai cavalli di D’ E'spa-gno c Monnet, se ne stava accampalo inpoca distanza alle spalle. Massena . avendointeso che le fazioni urdiuate di Seras e

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di Verdier avcvano avuto il fine ch'egltsi era proposto, deliberava d’ attaccar labattaglia. 11 primo a far impeto fu Mo-litor: assajto furiosamente, e furiosamenteancora fu risospinto. Fecesi avanti Gar-danne e Duhesme , e ben tosto si comin-cid a combattere su tutta la fronte daambe le parli. Gardannc , spingendosiavanti con estrema forza, faceva piegarla fort una in favor suo; perche, cacciatida luogo a luogo i Tedcschi, ancorchefortemente contrastassero, s’iinpadroniva,ovsenlandosi con le bajonetlc , di Gal-diero. La quäl cosa vedutasi (lalle dueali cstreme, si scagliarono ancor esse conforza coutro il nemico , cd il coslrinseroa piegare: ma rannodalosi solle eminenze,\i faceva un ostinata difesa; tultavia lagiornata inclinava a favore dei Franeesi.Erano le quälten della sera: l’arciducamandd avanti il retroguardo: e questorcintegro la battaglia mantenendo le cosebilanciate in modo che non piü in unache in un' altra parle pendevano. Masse-na , veduto il nuovo rincalzo, mandavainnanzi anch’esso il suo retroguardo: lazuffa divenne acerbissima e mortale;perehe cosi i granatieri cd i cavalli te-dcschi, eome i granatieri ed i cavallifraneesi, che novellamente erano entralinella mischia , facevano egregiamenlc ildebito loro. Prevalse finalmente la Ca-valleria di Francia : rcsistevano ancora igranatieri dell’ arciduca, ma ([uei di Par-tonneaux, dato mano alle bajonetlc, contale vigoria gl’incalzarono, che gli ob-bligarono a dar indietro. E cosi i Tede-sclii si ritirarono alle balterie che l’ar-ciduca aveva piantate sopra le eminenzeche torreggiano oltre Galdiero. Perdetterogli Austriaci trenta eannoni e 3300 sol-dali: i Franeesi circa 1500.

Una terza battaglia fu quivi combaltutaeziandio il 15 novembre 1813. Durö tuttala giornata, cioe fino a tanto che i Te-deschi furono ricacciati oltre l’Alpone: maquesto vantaggio non fu di verun effettoper I’esercilo italico, non potendo il vi-cere Eugcnio abbandonarc la linea dcl-F Adige minacciata da varj corpi ditruppe, die adunavansi nel Tirolo.

biDMOGRAFiA. — Fra le opere che trat-tano delle tenne di Galdiero ])onno ve-nire utilmcntc consultale lc seguenti:

Bongiovanni e Barbieri , Illustrazionidelle Terme di Culdiero. Verona , 1793.

Job. Antonii Pantheas ^ De ThemasCaldericmisj quae in T'eronensi oqro sunt,Confabulalioncs. VicetiaCj 1488.