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[Volume primo. Parte seconda.]
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che gli succedettero, che anzi, lungi dalrisiedervi, costoro deputavano sacerdoti,quando secolari quando regolari, ad eser-citarvi la cura d’aniine; sieche le sue ric-chezze, i suoi vasti poderi vennero ma-nomessi o mandati ad impinguare gliamici e i parenti di qualche comendata-rio, o scialacquati in pompe e in gozzo-viglie. L’anno 1588 vi fu istiluito un vi-cariato disgiunto dalla inensa abaziale,conservandone perö i coincndatarj il gius-patronato : venne indi soppresso lo spe-dale pei pellegrini, poscia spianaline gliedificj adjacenli dallebande spagnnoleedalemanne, che tutto questo Irallo di tiber-toso terrilorio inisero a sacco ed a fuoco:e finalinente nel 1769 per decreto delSenato veneto fu pure soppressa la lantocelebrata abazia, intcramcnte secolarizzatae vendutine all’incanlo i beni, che furonoacquistati dal cavaliere Niccolo Erizzo acui si consegnarono anclie le chiavi dellachiesa. Ora l’Erizzo e rappresenlato daglieredi marchesi Araldi, fainiglia cospicuadi Cremona .

Dell’antiea fabbrica non rimane d’in-latlo che il cainpanile: la chiesa ed ilcoro (meno alcune parti di quesl'ullimo,rimaste illesejvennero ricostruiti nel 1738a spese di Niccolo Farsetti, arcivescovodi Ravenna . La chiesa e di figura rom-boidale. Una delle cose piü osservabiliin essa e 1’ allare niaggiore, antica aracristiana simile a quelle che vcduvansinel famoso allare d'oro delL Arnbrosianadescritto nel loino 111 delle AntichitdLongobardicliej nonche dal Boldelti. Unagran inensa di inarmo veronese , cono-sciuto sotlo il nonie di Biancon j vienesostenuta da un grosso pilastro isolatoche sla nel mezzo. Invece di predellaavvi un semplice scaglione, su cui mon-tar deve il celcbrante. Questa antica sem-plicita e stranamente deformata dal. mo-dcrno ’tabernacolo di inarmo collocato nelcentro della mensa, il quäle per tal modonasconde quella cavitä inferiore che neiprimi secoli eristiani serbava le ossa deimartiri e dei confessori, e dava talvolta(tant’era spaziosa) asilo a qualche scia-gurato cerco a morto. Puö ritenersi chequest’ altare apparlenga al seslo o setti-mo secolo dell'erä nostra, dappoiche aldire di Sozomeno , in quell’ epoca nelleoccidenlali conlrade si coslrussero nelcentro delle absidi delle chiese altari so-stenuti o da due colonne o da una cen-trale. Questo modo di costruire le aresacre cessö al principiare del duodecimo

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secolo. Degno di nota e il gruppo in ar-gilla ligurante la Pieta, collocato sull’al-tare del Corpus Domini e creduto operadel rinomalo Andrea lticcio.

II mausoleo di Marsilio da Carrara, se-condo signore di Padova , sta infisso alniuro settentrionale della chiesa. E abasso-rilievo. La fronte dividesi in trespartimenti: quelio di mezzo raffigurala IL V. col Bambino, a destra ed a si-nistra stanno due Santi, di cui 1’ uno eS. Antonio che reca innanzi a N. 1). ilprincipe, l’altro e S. Benedetlo , rapprc-sentazione comune ai monuuienti sepol-crali di quell’ etä; il marmo ai lati erosso di Francia , e cosi le due testate.Agli angoli vedcsi M. V. e l’Angelo an-nunciatore. La base dell’anello e di mar-mo istriano, di greco i due leoni che lasorreggono poggiati sopra due mensoled’istriano. La cimasa e 1’ iscrizione inmemoria di Marsilio offrono impronte didoratura antica, ma vi ando sopra 1’ aladel tempo e la currose. Questa e 1’ cpi-. grafe:

Vir Bonus et pruilens, quem dal Carraria milesMarsilius jacet hie Pauuse domique redemptorQui post expulsos sonlcs sa;\osque tyrannosScaligeros, animum sublimem reddidit astrisAnnis millenis lercentum terque deeenisBisque quater Christi Benodicti luce peracta.

A mela della chiesa trovasi un mosaicodi fini marmi rappresentante cinque ruotedi carro, la niaggiore delle quali , postanel mezzo, ha per asse un pezzo circu-lare di rosso di Verona del diametro didue piedi e mezzo. Vuolsi questo fosseil sigillo della sepoltura comune dei Car-raresi, i quali prima del secolo Xlll ave-vano in Carrara la Ioro lomba, e che peresso si calassero i cadaveri. L’abate Ceoldovi fece sovrapporre la seguente spigrafe:

Carrariensium monumenlum quod

Papafarios sequi lur.

Tre gradini che dividono a mezzo lachiesa, cuoprono il restante del pavimentocli’era del pari lavorato a mosaico.

Sotto quasi la cantoria ddl’organo ve-desi un medaglione di inarmo rappresen-tante Stefano da Carrara, liglio naturaledi Francesco Novello , e vescovo di Pa-dova. Fu trovato nella cattedrale di que-sl’ultima cittä allorquarido si rifabbricöla cappella di N. I)., e trasportato quiviper cura del mentovalo abale Ceoldo.All’ intorno del bassorilievo si legge :