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[Volume primo. Parte seconda.]
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CAR

e avanzi di stalue, e colombarj con urnecinerarie di terra cotta, cosi quei due dotticoncorsero nell’ opinione che in codestosilo fosse neH’epoca romaiia un fabbricatoconsiderevole. Un macigno scoperto nel1800 colTiscrizione roinana C. DomitianFirma* , fe’ persuasi gli archeologi appar-tenesse l’odierna Carrara alla famiglia Doinizia, la quäle fra le padovane annove-ravasi ne' tempi reinoti, Litolfo da Car-rara fondo nel 1027 1’ abaziadi S. Ste-fano, donando il fondo sn e.ui la volevaerelta, e dotandola con qnindioi ubertoseCampagne, le migliori drei possede^a. Ciofacendo proliltava della chiesa che finoper l’addietro.vi sorgeva dedicata al Santomedesimo. cd una fra le maggiori d’ al-lora, ma che poscia venne distrutta e none quindi a confomlersi colla presente. Inionaei professavano la regola di S. Be-nedetlo e vestivanoa nero. Presse al mo-nastero stava uno spedale pei pellcgrini.

L’abate Ceoldo, benemcrito raccogli-tore di tulti i rieordi risguardanli Taba-zia e la famiglia da Carrara , prima dieTantica chiesa cadcsse ne trasse il dise-gno p Jo pubblicb nelle sue Mcmorie slam-pate a Venezia nel 1802.

Altre successive donazioni e di poderie di opitizj e di argenli l'uron falle all'a-bazia dai discendenii del fondalore, (Hu-che in quelle ela, acccse di religiöse fer-vore, i ricclii e i polcnli gareggiavano inopere di curita. Nel 1114 Arrigo V ac-cordd un privilegio alla famiglia Carra-rese comprendendovi l’abazia ed il ea-stello. Gli abali csercitavano giurisdi/.ionesui dipendcnli dal monaslero e tcnevanodue volle Tanne i loro placili: la slossafamiglia Carrarese giurava loro fedella.Dope la meta del secolo duodecimo ilpapa concesse al vescovo padovane il gius-palronato di quesl’ abazia « il diritto al-l’elezione delTabale , diritto che talvoliaera dai monaci contraslalo. In processodi tempo i vcscou allanlorila spiritualeaccoppiarono insieme la temporale. II mo-nastero ebbe cosi feudi e vassalli. l.'ospi-zio pei pellcgrini ebbe rendile ed asse-gnati. I Carrarcsi. doviziosi e potenli, ol-(rc il privilegio di protezione pei caslelloe per Tabazia, ([uelli pure oltcnncro deljus vitae et vecis sui proprj vassalli, del-Tesenzione pcgli uomiui del monaslero odella lor casa dalle pubbliche fazioni edall’essere trascinali nei placiti. e inoltredi poter crigere mulini ed incassare senzadecimazione Tingente prodott o di tali opi-fizj.

VEVETO

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Federigo I confermö nel 1160 il pri-vilegio di Arrigo V, e il monaslero diCarrara sali in nominanza per modo chei papi ne delegavano spesso Tabate a giu-dice nelle cause ecclesiastiche di rilievo.11 quäle abale insieme con quello diS. Giustina, di Padova e col primicerio deicappellani, inlerveniva ed avea volo allaele/.ione dei vescovi padovani, non menoche il dirilto di fungerne le \eci quandola sede vacava , e di conferire duranlelal teinpo in qualitä di naturale grau can-celliere e diretlore prineipale della Uni-versita, le lauree in ogni scienza, ed an-che in leologia; coine allresl la facolladiposscdere heni, chiese e priorali in altriSlali, e perfino a 'Treceidola nel Bolo-gnese.

Fiuo alla meta del secolo decimoterzovolscro per Tabazia di Carrara assai pro-spere le sorti, ma insignorilosi di Padova il lerocc Ezzelino , porlö le sue mirecruenle anchc su quesla badia cosi i'iccadi fondi, sulla chiesa cosi risplendenle diarrcdi prcziosi e le \olle sue. ImprigionöTabale con Io scellerato preleslo d’esseregli parenle d uno Scacco degli OfTedrnccidi Mar’oslica , a cui il liranno avea fatloinozzar la tosla nel 1281, i'eo solamentcdi aver riballule amare parole scagliate-gli conlro da un salellitc di Ini; indi s’im-possesso del palrinionio e dolle suppellet-lili del cenobio. Allorehe poi. dopo undicigiOrni di prigionia inoriva in Soncino illiranno di Pado\a, i beni tolli venneiorcstiluili, riaperle le chiese profanate , imonasleri dislrulli sollecilamenle liedi-licali.

Piincipi i Carrarcsi di Pado\a, e sem-pre gcnerosi verso la loro prediletta aba-zia. nella cui chiesa preferivano esser se-polli, merce nuo\e donazioni in vita o pin-gui legali in morlc, quasi al primitivespletulore la ritornarono. Ma (juando Fran-cesco Novelle e Francesco 111 di lni figliotragillarono le vencle lagune per avcrccon T allr<T Carrarese Jaeopo eoiuimc ilcarcere cd. il supplizio. e i Veneziani for-lilicaronsi nel nuovo domiuio, anehe Ta-bazia di S Slefano corse la sorle de’ suoifondalori discendendo al fondo deM’avvili-mento e della desolazione fino a che fulotalmenle distrutta. Fu dapprima data inprcmio ad Agoslino arciprclc di Cittadcl-la. die aveva apcrto alla repubblica leporie di qucl caslello; indi (1457) venneridolla a Commenda e eeduta a FantinoDandolo , il quäle tentö prospejarne lasorle, ma nsn ebbe imitatori fra quelli

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