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Wo pnrzioue di quel territorio, conce-vlendo il rimunente a Cividale del l’i iulic a Treviso. Uislrutlo da Carlo Magno il regno de’Longobardi . Dolrissimo \e-sc-oYo di Ceneda , avrcbbc olfenulo daqueslo imporatore la confermaziono delleanlii ho inimunila e donazioni , ma nonda iutli c rii'CMilo siccome aulenlico ild'_ ma intorno al <jnale peiü assai dot-tamenlc discorsero il J.olti e il I.ioni, ilche d a vedersi ncll'opera del liernardiinlorno alla Serie illustrala de’vescovi diCeneda che su cjuesto proposilo riferiseel’Uglielli. V'ha mollre clii asserisee cldestinla la prosapia di Carlo Magno , venis-sero i vescovi eenedcsi privali d’ ognigiurisdizione temporale; ma altri e conforli ragioni e con prove irrefragabili so-slengono il contrario. Couuinque sia ed'altro canlo eosa eerla che l’impcratoreOltorie I trovandosi nel 962 in Como , ae-cordo con particolare diploma al veseovoSicardo la temporale giurisdizione sopra ildistreüo Cenedese e sopra tultoquel traltoche da una parteestendevasi lino a 'J'overnae S. Floriano , e dall’ allra dal Meschiotino al Campardo e del Cervano lino alMonticano. Per intcrposizione poi di En-rico du ca di Baviera, Io slesso veseovoSicardo conseguidaH'imperaloreOltone lillosseio i dclli conlini ampliati da’ monlial uiare c dalla Piave alla i.ivenza. I/U-glielli ne regislra il diploma che leggcsipure nello Slululo Ccncilese parle 111,all'anno 995. Enrico, (iglio dell’iinpera-toro Corrado, raflermd nel 1079 essendoin Verona , le donazioni e prerogative ae-eordale dagli Odoni al' cenedese vesco-\alo.
Cangio in parle aspeflo questa poliziaverso la line del secolo XI, poiche avendouieslieri i vescovi di vassalli polenti cheall’uopo li difendessero, infeudarono unaparle del loro vaslissimo territorio a di-verse cospirue famiglie, fra eui i da Ca-mino , avendo riccvulo nel 1088 le lenedi Serravalle, Yalmariuo, Eregoua, Cor-dignano cd altre, assunsero il lilolo diconti del Cenedese, usato in altri tempidal conle Ermann ilella l'amiglia credeside’Porcia del Friuli , che in cambio rice-vettero I’ imestiliua di allri Inoghi delCenedese con l’avocazia' del vescovalo, ela pirrogaliva di governarlo in lempo disede vacante, e di giudiearo in im coivescovi le cause criminali. Ma Io smi-nuzzato riparto della provineia fra i nobi li esser dovea qui pure cagione di continue coulroversic*, alle ipiali aggiungc-
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vano forza le insorle fazioni guelfa cghihellina, e dava haldanza la debolezz' 1dei vicarj imperiali.
Verso la mein del secolo XII i signorida Camino , avendo formale il disegno dieslendeie il proprio domiuio a lulla laMarca Trivigiaua, si feeero ascriverc allacilladiuauza di Trcviso, comiueiando eosia sottrarsi alla dipeudenza de’vescovi re-uedesi. L csepipio veime iiuli seguito viacilladini di Conegliano , i qnali pure siallonlanaruno gradatamcnlc dalla sogge-zione de' vescovi slcssi. Ciouullaoslanlequesti Ultimi non pretermisero di racqui-slare possibilmenle la pristina autorila.Infra gli allri Sigifredo rieorse all’impe-ratoro Barbarossa, ma in mal punto, poi-che Federico nel 1182 assoggelto 1’ in-liera provineia cenedese ad Ol tone ve-scovo di Bel Inno, ponendo line in talmodo a cerie pretensioni de’Trivigiani ealle lurbolenzc suscilale dai Caminesi.
Unitisi allora i Caminesi slessi al ve-seovo Sigifredo cd ai citladini di Cone-gliano si presentarono in Monselice al-1’ imperalore e da Ini nuovamenle impe-tiarono la liberla della provineia. Se nonche Matleo, succcssore «Ii Sigifredo, rav-vi-andosi inipolcnle a resistere alle con-tiuue vessazioni do’veseovi bellunesi, consolenne concordato stipidato nel 1190, sipose. sotto la protezionc della re|uihblicatrivigiaua , aceordandole il diritto dispedire giudici in tulli i Inoghi del Ce-nedese, esclusa perö ogni e qualunquegiurisdizione de’Trcvigiani sulle personedel veseovo, de’ canonici e degli allriecclesiaslici.
Insorsero vpiindi nuove turbolenze ,nelle qnali si frammischiarono Padova ,l’eltre, Belluno , il palriarea d’Aquileja ,il marchese dEsle, il conle di Gorizia e la repubbliea trivigiaua, e v|uau(un<|ueil ponlelice Inuocenzo III neH'anno 1200,von holla dirclla a’ Trivigiani, dichiarasseliberi i Cenedesi, i Bellunesi e i Eeltrini,Ire anni appresso 1" intiera provineia diCeneda venne per nuovo accordo sollo-posla a Treviso insieme al rimanenlcdella Marca Trivigiaua Mulazioni cosilYequenti e torbidi si funesli fnrono ea-gione che i vassalli ne piii rieordasserola dipeudenza vlovula a’ vescovi, ne allrimenti rimiovassero le investilure.
A liparare lanti disordini penso ilveseovo Alberto eoadjuvalo vlall’impera-tore Federico II. Convocö egli in unadieta generale tulli i vassalli della suacattedra sotto pena dell’ ineameraineuto